Riaperture a Firenze, Claudio dell'Osteria dei centopoveri: 'Oggi non ho coperto il costo del personale'

'Per ogni turista a Firenze lavorano 3 persone'

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lunedì 18 maggio 2020 19:30

Fase due, al via le riaperture. Ma come si riapre? Firenze ha riaperto a metà e abbiamo  deciso di intervistare Claudio Di Francesco, proprietario dell' "Osteria dei 100 poveri" che ci ha raccontato il mondo della ristorazione durante la fase uno e all'inizio della fase due.

 

Entriamo nel locale e subito si notano i tavoli distanziati, ordinati. Tutto preciso e ordinato, ma quasi spoglio. Con le nuove norme ci sono meno della metà dei coperti che il locale ospitava normalmente. 

 

Come è andata oggi, il primo giorno di riapertura? "Esattamente come lunedì scorso. Lo stesso numero di persone che venivano a prendere il cibo da asporto, oggi hanno mangiato seduti al tavolo. Solo due persone e quindi due coperti in più" ci dice Claudio. 

 

Una riapertura in salita conquistata dopo giorni di incertezza. Ma come è stato il periodo appena passato? "Abbiamo riaperto appena hanno dato il permesso di vendere da asporto. La prima settimana abbiamo fatto l'1 o il 2% dell'incasso normale" ci spiega il ristoratore. "La situazione è migliorata quando hanno riaperto il cantiere qui vicino, ma parliamo sempre di 30 o 40 persone".

 

Avete mai pensato al delivery? "Le piattaforme non convenivano: si prendevano dal 25% al 36% di quello che guadagnavamo. Alcune hanno chiesto 100 euro fissi al mese per associarsi, a prescindere dall'incasso. Per questo noi abbiamo scelto di non ricorrere ai runner e alle piattforme".

 

E oggi? "Ho riaperto con 5 dipendenti su 14. Ma da domani dovrò ridurre il numero del personale e vedere giorno per giorno. In tutto oggi eravamo 8 e non ho coperto il costo del personale."

 

E la sera? "La sera è il vero problema. Non ci sono prenotazioni e anche per l'asporto riceviamo 3 o 4 ordini".

 

Perchè? Per la carenza dei turisti? "Io lavoravo tanto con gli italiani e i fiorentini, ma a Firenze c'erano 35mila turisti al giorno. Secondo degli studi di settore per ogni turista a Firenze lavorano 3 persone. Su queste strade sono tutti negozi e B&b e anche io di rimbalzo lavoro con il turismo. Chi vende le maglie, chi vende le scarpe, chi affitta un appartemento viene a mangiare qui. Anche i fornitori dei ristoranti. Io lavoravo molto anche con i cantieri, ma gli operai girano molto meno. E' tutto un giro. La città di Firenze, più di 150mila persone giravano intorno al turismo, attorno ai 4 mq del centro storico. " ci spiega Claudio mentre i dipendenti finiscono la giornata sperando di essere chiamati anche per il giorno dopo.

 

"ll problema sono gli affitti. Noi paghiamo gli affitti più alti della città metropolitana di Firenze. Ho chiesto il prestito al 25% del fatturato. Io ho 14 dipendenti che ci fo con 25mila euro? " chiede sconsolato.

 

E i dipendenti? "L'INPS mi ha mandato la lettera per confermarmi che fino al 9 Maggio la cassa integrazione è coperta. Ancora non è stata pagata, ma il procedimento è andato a buon fine. Da adesso non si sa. Dicono che la cassa integrazione è spezzata, che non è possibile licenziare." aggiunge. Le risposte le avremo dal "Decreto Rilancio".

 

"Oggi mi aspettavo di fare qualche coperto in più. Non tanto, ma qualcosa di più. Invece ho fatto esattamente lo stesso degli scorsi giorni". Conclude.

 

L'Osteria dei 100 poveri è stata aperta nel 2008 e in pochi anni è diventata un punto di riferimento per i fiorentini. Claudio è socio anche del ristorante "La Spada". "Lì le cose vanno un po' meglio, perchè è anche una rosticceria. Ma ha un bacino di utenza ridotto, le case intorno sono tutte affittate o B&B. Ci sono rosticcerie di periferie, molto più care che riescono a guadagnare molto di più perchè abitano molte più persone intorno".

 

La riapertura non è stata semplice per Firenze. Complice un tempo piovigginoso e forse un po' di timore, i fiorentini non hanno affollato il centro. Ma speriamo che il richiamo della celeberrima fiorentina  riesca a far tornare la voglia di vederci. A distanza di sicurezza, con gel e mascherine e con un piatto di ribollita. 

 

Agnese Paternoster

 

 

 

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