Giorno della Memoria, 7mila studenti al Mandela Forum per non dimenticare

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lunedì 27 gennaio 2020 13:40

"Ascolterete non odio nelle parole dei testimoni oggi ma una scelta precisa, quella di raccontare. Non odio ma la volontà di costruire. Il senso della memoria è questo, incidere nel presente per costruire relazioni di pace e di giustizia. A voi ragazzi perciò dico, rendete vivo questo messaggio, è possibile. Ogni giorno con tante piccole azioni". Sono state queste le parole pronunciate questa mattina sul palco del Nelson Mandela Forum di Firenze dalla vicepresidente Monica Barni ai 7000 giovani che hanno partecipato al meeting sul Giorno della Memoria 2020 dedicato alle vite spezzate nelle guerre, nelle deportazioni e negli stermini.

 

"E' in corso la terza guerra mondiale come ha ricordato Papa Francesco -  ha proseguito poi la vicepresidente - e oggi invito a riflettere su tutte le vite spezzate. Riflettiamo sui processi che portano a questi orrori, su quali siano i meccanismi che li generano. Essere qui ad ascolare oggi non ci permetterà più di rifugiarsi nell'indifferenza".

 

Tra i saluti iniziali anche quello del sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha ricordato come la Shoah sia una fenditura nella coscienza contemporanea che non si rimarginerà mai, ma va curata. Anche Nardella ha invitato tutti i giovani presenti a porre davanti alla porta di casa un cartello con la scritta "Qui vive un antifascista" o "Qui c'è amore", "Qui c'è fratellanza", "Qui c'è liberta", per ribadire che l'unico antidoto all'odio e alla violenza è l'amore e se c'è amore c'è memoria.

 

Momento centrale del meeting al Mandela Forum è stato sicuramente quello delle testimonianze. La prima parte è stata dedicata alla deportazione politica, con filmati in memoria di Vera Michelin Salomon e Marcello Martini.

 

Subito dopo ci sono stati i racconti sulla persecuzione antiebraica, l’esilio e la Shoah di Vera Vigevani Jarach, che ha parlato del suo esilio in Argentina dopo le leggi razziali e l’uccisione della figlia da parte della dittatura argentina; Kitty Braun, deportata a 9 anni nei campi di concentramento di Ravensbrück e Bergen Belsen; e Tatiana Bucci, deportata a 6 anni ad Auschwitz-Birkenau e il ricordo del cuginetto che non tornò dal campo di concentramento e fu sottoposto ad atroci torture.

 

Foto tratte dalla pagina Twitter "Regione Toscana"

 

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