Festival delle Regioni, presentata l'Agenda di Firenze. Giani: 'Bussola per il lavoro dei prossimi mesi'
Cinque ambiti strategici di intervento, su tre direttrici: ecco la lista di proposte delle Regioni
martedì 27 ottobre 2026 15:58
Durante i lavori della quinta edizione de “L’Italia delle Regioni”, aperta ieri alla presenza del presidente Mattarella, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, riunita in seduta straordinaria, ha approvato l'Agenda di Firenze, il proprio documento di posizionamento conclusivo unitario.
Il testo apre una riflessione condivisa sulle principali sfide del Paese, fondata su un'attenta analisi di contesto e sulla valorizzazione del patrimonio di conoscenze ed esperienze amministrative maturate nei territori regionali. Il documento raccoglie gli esiti delle riunioni delle Commissioni di settore della Conferenza, chiamate a raccolta a Firenze per la prima volta nella storia del Festival per discutere delle priorità dei vari ambiti di competenza regionale.
Ne emerge una visione d'insieme volta ad accompagnare i processi di trasformazione economica, sociale, ambientale e tecnologica della Repubblica, articolando proposte e priorità, rivolte a Governo e Parlamento, per definire un percorso comune di programmazione e coordinamento istituzionale.
L’Agenda di Firenze articola le proprie proposte lungo cinque ambiti strategici d'intervento.
- Il primo affronta gli assetti istituzionali e la finanza pubblica territoriale, approfondendo l’evoluzione delle autonomie, i rapporti tra i diversi livelli di governo e il contributo regionale alla definizione delle priorità strategiche nazionali e ai negoziati europei.
- Il secondo investe sul capitale umano della Pubblica amministrazione, sull'innovazione e sulla trasformazione digitale, individuati come leve indispensabili per la modernizzazione della macchina pubblica e l'accrescimento della capacità amministrativa.
- Il terzo asse si concentra sulla competitività e sull'attrattività territoriale, sostenendo i sistemi produttivi, le filiere strategiche e le vocazioni locali.
- Il quarto ambito riguarda infrastrutture e transizione sostenibile, con un'attenzione mirata a resilienza delle comunità, mobilità, rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale.
- La quinta direttrice, dedicata all’inclusione e al benessere delle comunità, guarda a giovani, formazione e lavoro, salute, sport e cultura, dimensioni determinanti per generare coesione sociale, opportunità, partecipazione e qualità della vita.
L'Agenda si sviluppa attorno a tre direttrici comuni: il rafforzamento della governance multilivello, il ricambio generazionale e le risposte al cambiamento climatico.
«Viviamo in un’epoca che ci pone davanti a forti complessità e sfide. Le transizioni climatica, energetica e digitale devono essere governate con pragmatismo, tenendo insieme sostenibilità ambientale, economica e sociale ma anche la sovranità tecnologica. Nessun territorio deve restare indietro. Su queste sfide le Regioni non chiedono di fare da sole: chiedono di fare la loro parte, con risorse e strumenti adeguati», ha chiarito Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
«L’obiettivo delle Regioni – ha spiegato ancora Fedriga - non è certo ottenere più risorse per sé, ma costruire, insieme al Governo, un quadro pluriennale di certezza dei finanziamenti e delle responsabilità, che permetta di assicurare servizi migliori per i cittadini. Questo vale ancor di più in questa fase in cui si sta presentando la legge di bilancio e in cui è aperta la negoziazione per il prossimo ciclo di programmazione europea», ha concluso. Il filo conduttore dell'intero testo risiede nella funzione propria delle Regioni quali istituzioni di prossimità, capaci di interpretare le esigenze delle comunità, contribuire all'elaborazione delle strategie del Paese e tradurre le linee d'indirizzo in risposte operative, integrando costantemente la dimensione territoriale, nazionale ed europea.
«Questo documento è allo stesso tempo sintesi di una visione condivisa e uno strumento di indirizzo comune, un punto di partenza per entrare e affrontare una fase nuova del nostro Paese in cui si lavori in sinergia, rispetto al metodo, alle priorità, alle responsabilità», ha concluso il Presidente Fedriga.
“L’Agenda di Firenze rimarrà come una bussola di orientamento nei prossimi mesi e come punto di riferimento dei lavori che questi tre giorni hanno generato”. Con queste parole il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha concluso a Firenze il Festival delle Regioni, passando simbolicamente il testimone al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, cui spetterà il compito di raccogliere il testimone della manifestazione.
“In questi giorni abbiamo costruito un bell’impegno e una grande solidarietà fra noi presidenti”, ha sottolineato Giani. “Ma voglio anche mettere in evidenza la presenza di un apparato competente, solido e appassionato, che lavora durante tutto l’anno e che consente alla Conferenza delle Regioni di incidere sul sistema nazionale con un ruolo di grande significato”.
Nel tracciare il bilancio della manifestazione, il presidente toscano ha evidenziato il contributo delle Regioni sui principali temi che riguardano il Paese: dall’innovazione tecnologica, con le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dalla robotica, alla sanità, fino alla difesa del suolo, alla protezione civile, al sostegno alle imprese e al lavoro, alla cultura e allo sport. Particolare attenzione è stata dedicata alla sanità, anche alla luce dell’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al valore dell’articolo 32 della Costituzione e alla necessità di garantire risorse adeguate al servizio sanitario.
Il presidente toscano ha inoltre richiamato il confronto sui fondi di coesione, sottolineando l’importanza di una battaglia comune affinché non vengano ridimensionati nella prossima programmazione europea, e il ruolo svolto dalle Regioni nell’attuazione del Pnrr, con un impegno che ha riguardato tutte e sei le missioni del Piano.
“Abbiamo visto crescere materie affrontate nell’interesse dei cittadini, nel rispetto delle leggi e delle prerogative delle Regioni”, ha osservato Giani, ricordando anche le esperienze presentate dalle venti Regioni nel corso del Festival, dalle iniziative di protezione civile alle politiche per il sistema produttivo e il lavoro, fino ai temi della cultura e dello sport.
