Firenze, il Presidente Mattarella in città: in Palazzo Vecchio per il Festival delle Regioni

Nel pomeriggio Mattarella sarà in visita alla Basilica di Santa Croce per ammirare il restauro degli affreschi di Giotto

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lunedì 26 ottobre 2026 11:50

Giornata fiorentina per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato questa mattina in treno a Firenze per partecipare alla cerimonia di apertura del Festival “L’Italia delle Regioni”.

 

Con il titolo “Il Futuro è passato da qui. Le Regioni protagoniste di un mondo in continuo movimento”, il festival si terrà a Firenze fino a domani, martedì 27 ottobre.

 

Le sessioni istituzionali hanno preso il via questa mattina nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, con la solenne Cerimonia di apertura alla presenza del Presidente Mattarella. Dalle 9, i saluti della sindaca di Firenze Sara Funaro, l’intervento del presidente Giani, la lectio magistralis “A 25 anni dalla riforma del Titolo V” del vice Presidente della Corte Costituzionale Luca Antonini e la relazione di apertura di Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni.

 

Nel pomeriggio il Capo dello Stato si recherà in visita alla Basilica di Santa Croce per ammirare il restauro degli affreschi di Giotto nella Cappella Bardi sulle “Storie della vita di San Francesco d’Assisi” (1317-1325).

 

Questo l’intervento della sindaca Sara Funaro all’apertura del Festival: “Signor Presidente della Repubblica, signori Ministri, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Presidenti, autorità civili, militari e religiose, gentili ospiti, a nome della città di Firenze vi do il benvenuto a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento. Benvenuti a tutte e a tutti. Signor Presidente, desidero rivolgerLe un ringraziamento particolare per essere qui con noi. La Sua presenza conferisce a questo appuntamento un significato profondo e richiama tutte le nostre istituzioni alla responsabilità che le accomuna: servire il Paese, custodirne l’unità e dare piena attuazione ai principi della nostra Costituzione. Firenze La accoglie con affetto e con riconoscenza per l’attenzione costante che dedica alle comunità e per la fiducia che sa trasmettere alle cittadine e ai cittadini. Grazie. Ringrazio il presidente Massimiliano Fedriga e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il presidente Eugenio Giani e la Regione Toscana per aver scelto Firenze come sede della quinta edizione de ‘L’Italia delle Regioni’. Un ringraziamento va anche a tutte le persone che hanno lavorato alla sua realizzazione, che non appaiono mai, ma sono i primi che dobbiamo ringraziare. Ospitare questo Festival è per la nostra città un onore e un’occasione preziosa di confronto sul futuro del Paese. Il titolo scelto, “Il futuro è passato da qui”, esprime un tratto profondo dell’identità di Firenze: essere un luogo in cui arte, ricerca e capacità di fare si incontrano e aprono nuove prospettive. Una città che da sempre produce conoscenza, coltiva talenti e contribuisce a trasformare il modo di pensare e di vivere. Una città aperta al mondo, che promuove il dialogo tra i popoli e le culture, si impegna per la pace. Questa vocazione si rinnova ogni giorno nelle università e nei centri di ricerca, nelle istituzioni culturali, nelle imprese, nel lavoro e nelle idee delle persone che abitano Firenze. Come istituzioni, abbiamo la responsabilità di sostenerla: investendo nella formazione, favorendo l’incontro tra competenze diverse, dando spazio alle nuove generazioni e creando le condizioni perché le loro idee possano crescere e diventare opportunità per tutte le comunità. Per questo Firenze accoglie con particolare interesse un Festival che pone al centro l’innovazione e la transizione digitale. Sono trasformazioni che cambiano già il lavoro, la conoscenza, i servizi e la partecipazione democratica. Governarle significa tradurle in opportunità concrete, soprattutto per chi incontra maggiori difficoltà, perché è nella capacità di migliorare la vita delle persone che deve misurarsi il valore dell’innovazione. Questo vale in particolare per l’intelligenza artificiale, che richiede regole chiare, trasparenza e controllo democratico, dalla progettazione all’utilizzo, per ampliare le opportunità e prevenire nuove discriminazioni. Alle istituzioni spetta orientare questa trasformazione verso il bene comune. La transizione digitale richiede dunque infrastrutture, competenze, amministrazioni preparate. Richiede servizi accessibili e un accompagnamento per chi ha meno familiarità con le tecnologie, richiede attenzione alla protezione dei dati e alla fiducia dei cittadini. Abbiamo la responsabilità di fare in modo che queste trasformazioni riducano le distanze sociali e territoriali e offrano opportunità anche alle comunità più piccole, alle aree interne, ai luoghi nei quali è più difficile assicurare la continuità dei servizi. È un impegno che chiama in causa tutti i livelli istituzionali. A ottant’anni dalla nascita della Repubblica e 25 dalla riforma del Titolo V, il Festival richiama il valore della collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Da sindaca, so quanto sia decisiva per rispondere ai bisogni delle persone, dalla casa alla salute, dal lavoro alla scuola, alla cura del territorio e alla sicurezza. Il nostro compito è far sì che quelle competenze concorrano a una risposta coerente, tempestiva, efficace. Le Regioni e gli enti locali danno forza al Paese perché ne conoscono le comunità, ne riconoscono le specificità e sanno raccoglierne energie. Un contributo che si esprime pienamente quando agiscono in modo solidale, con l’obiettivo comune di garantire diritti e opportunità in ogni territorio. Ed è con questo spirito che guardiamo ai lavori dei prossimi giorni. Saranno un’occasione per condividere esperienze, approfondire problemi e costruire proposte sulle questioni che più direttamente riguardano la vita dei nostri cittadini. Sono particolarmente lieta che il Festival coinvolga anche le piazze della nostra Firenze, aprendo luoghi di incontro con la cittadinanza. Portare le istituzioni nelle piazze significa offrire occasioni per conoscersi, ascoltarsi e rendere più vicino il confronto pubblico. Signor Presidente, gentili ospiti e istituzioni, Firenze mette a disposizione di queste giornate la propria storia, i propri luoghi, la propria vocazione al dialogo, alla collaborazione. L’augurio è che da Firenze possano nascere proposte, collaborazioni capaci di dare fiducia alle nostre comunità e di rendere il futuro più accessibile, soprattutto alle nuove generazioni. Con questo spirito rinnovo a tutte e a tutti il benvenuto della città e vi auguro buon lavoro di cuore. Grazie”.

 

 

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