Frodi fiscali e riciclaggio, sequestrati beni per 2 milioni di euro a un gruppo di imprese nel fiorentino

Sequestrati conti, immobili, crediti d'imposta, auto, gioielli e orologi di lusso

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mercoledì 07 ottobre 2026 09:54

Beni e disponibilità per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro sono stati sequestrati nell'ambito di un'inchiesta su presunte frodi fiscali e riciclaggio che coinvolge un gruppo di imprese empolesi attive nei settori dei trasporti e della lavorazione dei tessuti.

 

Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, in esecuzione di quanto disposto dal Tribunale nei confronti dei due principali indagati e delle società a loro riconducibili.

 

L'indagine, condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Empoli sotto il coordinamento della Procura fiorentina, è partita dal monitoraggio di alcune società empolesi, legalmente rappresentate dai due principali indagati e collegate tra loro da rapporti commerciali. L'attenzione degli investigatori si era concentrata sulle imprese anche in relazione alle rilevanti pendenze maturate nei confronti dell'Erario.

 

Secondo quanto ricostruito durante le indagini, la maggior parte delle società sarebbe risultata priva di lavoratori dipendenti, utenze elettriche e attrezzature ritenute necessarie per lo svolgimento effettivo delle attività economiche dichiarate.

 

Gli accertamenti avrebbero portato a ipotizzare l'utilizzo delle società per l'emissione di fatture relative a operazioni inesistenti. Attraverso queste fatture, secondo l'ipotesi investigativa, imprese terze avrebbero potuto indicare nelle proprie dichiarazioni fiscali costi mai realmente sostenuti, ottenendo così indebiti risparmi d'imposta.

 

L'attività investigativa, dopo una prima segnalazione alla Procura della Repubblica di Firenze, è stata estesa anche al di fuori della Toscana. Gli approfondimenti avrebbero consentito di individuare altre 15 imprese ritenute "cartiere", collegate alle società empolesi attraverso rapporti commerciali che, secondo gli investigatori, sarebbero stati fittizi e finalizzati alla generazione di ulteriori risparmi d'imposta.

 

Nel corso dell'inchiesta sarebbe inoltre emerso un secondo meccanismo ritenuto fraudolento, questa volta legato al patrimonio della società empolese maggiormente indebitata nei confronti dell'Erario. In particolare, secondo la ricostruzione investigativa, la società avrebbe continuato ad avere la disponibilità effettiva di un capannone industriale, cedendone però formalmente la proprietà a un'altra società appartenente allo stesso gruppo. L'operazione avrebbe consentito, secondo l'ipotesi accusatoria, di sottrarre formalmente un importante bene dal patrimonio della società e di ostacolare eventuali procedure di riscossione coattiva.

 

Sulla base degli elementi raccolti durante le indagini, il Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro. I militari della Guardia di Finanza hanno quindi sottoposto a sequestro diversi beni e disponibilità riconducibili agli indagati e alle società coinvolte, tra cui rapporti bancari e finanziari, proprietà fondiarie e immobiliari, crediti d'imposta, autoveicoli, gioielli e orologi di lusso.

 

L'inchiesta, tuttavia, si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Come precisato dalla stessa Guardia di Finanza, il sequestro è una misura cautelare reale soggetta ai mezzi di impugnazione previsti dalla legge e le ipotesi accusatorie dovranno essere eventualmente confermate nelle successive fasi del procedimento. Le persone sottoposte alle indagini devono pertanto considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

 

Immagine di repertorio

 

 
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