Savino del Bene Volley, parla coach Gaspari: 'E' un ciclo nuovo, ma possiamo essere competitivi'

Intervista all'allenatore della squadra scandiccese, a pochi giorni dall'inizio del campionato. 'Obiettivo Europa che conta. Alle ragazze cerco di trasmettere equilibrio'

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mercoledì 30 settembre 2026 19:25

Un ciclo nuovo. Con queste parole Marco Gaspari definisce il momento della Savino Del Bene Volley, prossima al debutto in campionato, domenica con Chieri. Una stagione ricca di novità in casa Scandicci, dopo la partenza di Ekaterina Antropova e l'arrivo di tante nuove atlete, che hanno da poche settimane iniziato il lavoro insieme. Coach Gaspari, reduce da una stagione che ha portato grandi risultati, è consapevole che ci vuole e ci vorrà tempo, che il cammino è lungo e difficile, ma anche di avere a che fare con una squadra che può essere competitiva. E che, con la testa ad una gara alla volta, potrà dare soddisfazione al suo pubblico, che "conta quanto un giocatore". Inizia tutto domenica, quando alle 16 la squadra scenderà in campo al Pala BigMat per affrontare la Reale Mutua Fenera Chieri ’76 nella prima giornata della Serie A1 Fineco 2026-2027.

 

Domenica il via al campionato. Quali sono le sensazioni a pochi giorni dalla gara?

"E' sempre bello ricominciare, perché le energie, l'adrenalina che ti dà il campionato italiano sono uniche. Sappiamo che il campionato italiano è uno dei più complicati al mondo, negli ultimi anni si è vista la qualità non solo dei team al vertice, ma anche di squadre che lottano per obiettivi, forse sulla carta minori, ma che sono molto importanti, e sappiamo quanto è difficile poi giocare. Di sicuro l'inizio del campionato quest'anno ci mette di fronte una squadra che io metto ormai nel gruppo consolidato dei top team, che è Chieri. Un avversario che si conosce, che verrà qua per provare a replicare quello che fece lo scorso anno, esordendo contro Milano e portando a casa una vittoria molto importante. Da parte nostra c'è una squadra molto rinnovata, quindi sappiamo che sono cambiati i punti di riferimento, ma al tempo stesso è una squadra che deve imparare a conoscersi giocando, perché purtroppo i tempi di lavoro non sono molti, la squadra è insieme da otto giorni, abbiamo avuto un torneo negativo a Courmayeur sotto il punto di vista del risultato, ma per me molto utile per comprendere i parametri di lavoro di questa settimana. Quello che mi auguro è che ci sia un pubblico che ci dia una grande spinta perché sarà un esordio molto complesso, anche perché la prima partita di campionato è sempre un punto interrogativo perché le squadre ancora non si conoscono come dovrebbero, gli equilibri di ottobre non sono per nessuna squadra gli equilibri che ci saranno da dicembre in poi e di conseguenza il nostro obiettivo è cercare di fare una partita ordinata, dove dobbiamo essere la miglior versione di noi stessi attuale, e soprattutto cercare di mettere in difficoltà il loro gioco che è un gioco molto rapido che ha messo noia a tante squadre l'anno scorso". 


Facendo un passo indietro e tornando alla Courmayeur Cup, conclusa al quarto posto, lei dopo la sconfitta contro Novara ha parlato di uno schiaffo che ci riportiamo a casa, da cui partire per reagire. Un bilancio del torneo?

"Noi nella seconda gara avevamo sette esordienti su sette e non si può pensare che una squadra si conosca con tre o quattro settimane di lavoro alle spalle. Noi dobbiamo pensare che da queste gare ci sono stati dati positivi e negativi, quello che per noi è importante è capire che in questo momento non abbiamo un livello di gioco per poter competere con queste squadre, che non vuol dire che non lo avremo, non lo abbiamo avuto, non lo abbiamo dimostrato, e di conseguenza sappiamo che, visto che Chieri la considero esattamente a quel livello lì, dobbiamo fare un qualcosa di diverso in questa fase affinché il nostro gioco diventi ordinato. Per certi versi, se io vado a snaturare i numeri, abbiamo avuto una fase cambio palla migliore delle altre squadre, quindi significa che comunque con palla in mano abbiamo giocato una buona pallavolo, ci sono stati numeri di errori molto elevati e in questa prima fase può essere abbastanza normale perché l'atleta cerca di provare delle soluzioni perché siamo in una fase d'allenamento, perché se in una fase d'allenamento io non provo una soluzione, poi quando la partita conta, il punteggio conta, di sicuro mi vado a rifugiare in alcune sicurezze che sono solo quelle, mentre un atleta di livello internazionale deve avere più soluzioni di gioco, questo è molto importante per me. Siamo una squadra nuova,  e dobbiamo avere pazienza e saper soffrire. So benissimo quello che ci aspetta quest'anno e per me è molto importante che la squadra sia capace di soffrire e portare a casa il risultato anche con una performance che non faccia brillare gli occhi, perché in questo momento le sicurezze si acquisiscono giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento e partita dopo partita, però la cosa più importante, sono i punti di classifica. Quindi i dati positivi ci sono stati, quelli negativi, da un lato sono stati gravi, ma al tempo stesso mi lasciano la capacità di dire al mio giocatore che non abbiamo perso perché ci hanno surclassato, abbiamo perso perché abbiamo commesso dell'ingenuità e sull'ingenuità posso lavorare".


Quella che scenderà in campo in questa stagione è una squadra che ha cambiato molto, è andata via una giocatrice importante e ci sono stati tanti nuovi innesti. Come sta andando il lavoro?

L'amalgama richiede tempo, passiamo da un opposto che è stato cinque anni nella nostra società a un opposto che è al primo anno, passiamo da un libero che è stato tre anni, un libero di caratura internazionale, ad una ragazza giovane alla prima esperienza in un top team, quindi cambiano anche le pressioni. Quindi di conseguenza io difenderò sempre le mie giocatrici, ma quello che posso garantire è che lavorano tutti i giorni con l'idea e con la volontà di arrivare a livello di performance adeguato, perché poi dobbiamo anche crescere quella che è la performance massima che abbiamo. Come dico sempre, i piloni portanti della nostra struttura devono essere solidi, sicuri, fatti e messi lì, e per farlo bisogna fare bene le cose semplici, consolidare bene le cose semplici. Una volta che questa struttura portante, che è la base della pallavolo, è ordinata, è automatizzata, allora si mettono i tasselli per rendere la nostra casa più bella, più confortevole e più divertente. Perché se pensiamo di mettere tutto dentro con tanta novità, si rischia di fare un po' tutto e si fa male". 


Parlando dei vostri obiettivi, dopo una stagione brillante come la scorsa, con un secondo posto in Regular Season e la vittoria del Mondiale per Club, si parte già da un livello alto da battere. 

"Gli obiettivi è sempre la società che li espone, ma lo dico con molta onestà, ora siamo in un cambio ciclico. Il fatto che Antropova ha preso una decisione diversa, ci ha dovuto far spostare l'asset della squadra. La società e io abbiamo cercato di capire quale fosse la soluzione per iniziare un ciclo nuovo, e come ogni ciclo nuovo, se si distrugge al primo giorno, si ritrova a rifare un ciclo nuovo, poi rifare un ciclo nuovo e poi rifare un ciclo nuovo. Il viaggio che una squadra di pallavolo fa è lungo, a volte c'è una buca, a volte finisce la benzina e bisogna fermarsi a ricaricarla. Ci sono tante fasi durante una stagione sportiva, quest'anno siamo in un cambio ciclico. L'obiettivo è quello di raggiungere l'Europa che conta, quindi di riuscire ad arrivare tra le prime tre posizioni, parlo di regular season, chiaramente, perché poi dopo quando si parla di Coppa Italia, play-off e via dicendo, diventa un altro campionato a sé e noi dobbiamo fare un passo alla volta. Al tempo stesso io so che ci troviamo di fronte una Conegliano e una Milano che a mio avviso partono sopra a tutte le altre, non solo a noi. Quindi l'obiettivo è quello di cercare di creare il nostro miglior assetto possibile e avvicinarci a loro, sapendo che nella strada, oltre che noi, ma anche Conegliano e Milano, troveranno tante altre avversarie, Novara, Chieri, non mi dimentico Vallefoglia, Bergamo, Firenze stessa, che quest'anno ha costruito una squadra molto competitiva, che rendono la vita difficile a tutti".

 

E la squadra, quantomeno in potenza, è competitiva per raggiungere questi obiettivi? 
"Io ne sono convinto. So che, ripeto, c'è tanto da lavorare e so che passeremo dei momenti molto esaltanti e dei momenti meno esaltanti. La cosa che so molto bene, che cercherò di trasmettere alle nostre ragazze, è quella dell'equilibrio. Noi non dobbiamo esaltarci nei momenti positivi e non dobbiamo deprimerci nei momenti negativi. Ogni momento è un insegnamento. Se sto bene, devo riuscire a mettere un tassello in più. Se non ho performato bene, devo capire cosa è successo e far sì che questa cosa non succeda più. Il torneo di Courmayeur ci ha dato una chiave di lettura molto importante che in questo momento, se allentiamo un qualcosa, noi non riusciamo a vivere di individualità. Quindi significa che dovrà essere la squadra a essere super performante nel complesso, mai nelle individualità. Questa è la situazione ad oggi. L'obiettivo è quello di far sì che noi possiamo essere competitivi, ma veramente pensando una gara alla volta. Perché se ragioniamo nel lungo periodo, rischiamo di fare dei voli pindarici che dopo fanno male". 


E' una delle prime cose che ha citato a inizio intervista, la spinta del pubblico. Quanto è importante per voi?
"Tantissimo. Ci teniamo tanto e in questa prima fase c'è molto di nuovo e di sicuro quello che è vecchio, sono i nostri tifosi, vecchio inteso come che c'è sempre stato. Abbiamo bisogno di chi può darci una spinta in più che forse all'inizio ci serve tanto quanto un giocatore".


Immagino non mi dirà quale sestetto di partenza ci possiamo aspettare domenica...

"Assolutamente no, ma posso dire che di sicuro non posso inserire in campo un sestetto completamente nuovo, perché altrimenti rischio di darmi la zappa sui piedi, perché qualche continuità è fondamentale che ci sia".

 

 

Irene Grossi

 

 

 
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