Firenze, torna a splendere il Tepidarium del Roster: dopo nove mesi riapre alla città
Restaurato lo storico edificio in ferro e vetro del Giardino dell’Orticoltura. Funaro: 'Un pezzo importante dell’identità della nostra città'
venerdì 02 ottobre 2026 19:17
Dopo nove mesi di lavori e un investimento di 270mila euro, il Tepidarium del Roster torna a essere pienamente fruibile e riapre alla città. Lo storico edificio in ferro e vetro del Giardino dell’Orticoltura, uno dei luoghi simbolo dell’architettura fiorentina, è stato restituito al pubblico con un intervento di restauro pensato per conservarne il valore storico e architettonico e, allo stesso tempo, migliorarne le condizioni di utilizzo durante tutto l’anno.
La riapertura coincide con l’inaugurazione della mostra mercato di fiori e piante promossa dalla Società Toscana di Orticoltura, che torna così a svolgersi in uno spazio completamente rinnovato.
Con i suoi 38,50 metri di lunghezza, 17 metri di larghezza e oltre 650 metri quadrati di superficie, il Tepidarium si impose fin dalla sua realizzazione per le dimensioni e per le soluzioni costruttive adottate. La grande struttura in ferro e vetro, caratterizzata da una copertura a carena di nave e da un’altezza massima di 14 metri, si ispirava alle grandi architetture ottocentesche in vetro, a partire dal Crystal Palace di Joseph Paxton, reinterpretate attraverso le soluzioni ideate dall’ingegnere-architetto Giacomo Roster.
“Il Tepidarium del Roster è uno dei luoghi che meglio raccontano la capacità di Firenze di custodire la propria storia e, allo stesso tempo, di continuare a viverla e a renderla parte del presente. È un edificio straordinario, nato nel 1880 come spazio dedicato all’innovazione, alla cultura e alla valorizzazione dell’orticoltura, e che ancora oggi mantiene una forte vocazione pubblica e culturale” ha detto la sindaca Sara Funaro.
“Restaurare il Tepidarium significa prenderci cura di un pezzo importante dell’identità della nostra città, restituendo bellezza e piena funzionalità a uno spazio che appartiene a tutti i fiorentini. Ma significa anche guardare al futuro: vogliamo che questo luogo continui a essere vissuto, attraversato e aperto a iniziative culturali, mostre, eventi e attività per tutta la comunità. Con questo intervento confermiamo l’impegno dell’Amministrazione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico di Firenze. Il nostro obiettivo è fare in modo che i luoghi della cultura non siano soltanto beni da conservare, ma spazi vivi, accessibili e capaci di generare nuove occasioni di incontro e partecipazione”.
“Il restauro del Tepidarium del Roster è un intervento che unisce tutela del patrimonio e capacità di progettare il futuro. E’ un edificio unico, per valore architettonico e per la storia che rappresenta, che aveva bisogno di interventi importanti per essere conservato e continuare a essere pienamente utilizzato” hanno aggiunto la vicesindaca Paola Galgani e l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “I lavori sono serviti per restituire leggibilità e bellezza alla struttura originaria, intervenendo sull’involucro, sugli elementi deteriorati, sulle strutture e sul sistema di raccolta delle acque, ma anche sulle condizioni microclimatiche e sugli impianti. Un lavoro attento, nel quale la conservazione del bene è stata accompagnata dalla necessità di renderlo più efficiente, accogliente e fruibile. Il Tepidarium è però soprattutto uno spazio da vivere. La sua storia dimostra quanto questa architettura sia capace di adattarsi a funzioni diverse: dalle grandi esposizioni ottocentesche fino alle mostre, agli eventi culturali e alle iniziative che ancora oggi animano il Giardino dell’Orticoltura, come quella di oggi, tanto amata e attesa. Restituire alla città un luogo come questo significa quindi investire non soltanto nella conservazione di un monumento, ma nella possibilità di continuare a farne uno spazio di cultura, incontro e partecipazione. È questa la prospettiva con cui guardiamo alla nuova stagione del Tepidarium: un bene storico pienamente riconoscibile nel suo valore, ma anche un luogo contemporaneo, aperto e vivo”.
I lavori di restauro, seguiti dal Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio, hanno interessato in particolare l’involucro dell’edificio, con il recupero e la sostituzione degli elementi deteriorati, tra cui componenti in policarbonato, elementi in ghisa e acciaio e parti di finitura. L’intervento ha permesso di valorizzare la struttura metallica portante e di restituire maggiore leggibilità al disegno originario del Tepidarium.
Particolare attenzione è stata dedicata anche agli impianti e alle condizioni microclimatiche interne. Il risanamento igrometrico è stato realizzato attraverso un sistema automatizzato di aperture in copertura, pensato per favorire la ventilazione naturale e migliorare il comfort degli ambienti con una soluzione compatibile con le caratteristiche storiche dell’edificio.
Sono state inoltre revisionate le strutture murarie e migliorato il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, interventi necessari per garantire la conservazione e la durabilità del complesso nel tempo.
Il restauro consentirà al Tepidarium di continuare ad accogliere mostre, eventi culturali, concerti, attività scientifiche e didattiche, iniziative per bambini e manifestazioni pubbliche, mantenendo quella capacità di adattarsi a funzioni diverse che ne ha caratterizzato la storia fin dalle origini.
Il Tepidarium, infatti, non è mai stato soltanto un’architettura da contemplare, ma un luogo destinato a essere vissuto, grazie anche alla sua struttura innovativa e alla posizione all’interno del Giardino dell’Orticoltura.
La sua storia affonda le radici nel 1880, quando il 18 maggio venne inaugurato in occasione della prima Esposizione Nazionale della Federazione Orticola Italiana, alla presenza delle autorità cittadine e con il patrocinio del Re Umberto e della Regina Margherita. Progettato da Giacomo Roster, l’edificio rappresentava una struttura all’avanguardia per l’epoca, capace di unire innovazione tecnica, ricerca architettonica e cultura botanica. Il suo impatto fu raccontato anche dalla stampa dell’epoca. Il 18 maggio 1880, sulle pagine de La Nazione, Yorik descrisse il nuovo edificio come un "immenso tepidario", definendolo una "elegantissima costruzione che non ha eguali in Italia e forse nemmeno in Europa".
Oggi, dopo oltre 140 anni, il Tepidarium del Roster torna così a essere pienamente fruibile, rinnovando il legame tra il patrimonio storico della città, la cultura, la natura e la vita cittadina e proiettando nel futuro uno dei luoghi più caratteristici del Giardino dell’Orticoltura.
Foto Comune di Firenze
