Sequestri per oltre 27 milioni: indagine su un sistema di fatture false e fondi trasferiti all’estero

Coinvolte quattro società e tre imprenditori

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mercoledì 25 febbraio 2026 10:00

Il gip del Tribunale di Prato, su richiesta della Procura, ha disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca – diretta e per equivalente – di denaro, depositi, beni mobili e immobili riconducibili a quattro società e a tre imprenditori di origine cinese.

 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato creato un sistema basato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti, con l’obiettivo di trasferire all’estero, in particolare verso la Cina, somme ritenute frutto di evasione fiscale.

 

Le società coinvolte, formalmente intestate a prestanome e attive nel commercio all’ingrosso di abbigliamento e accessori, avrebbero utilizzato una rete di imprese cosiddette “apri e chiudi” per generare documentazione fiscale in assenza di reali scambi commerciali. Il denaro sarebbe poi stato trasferito verso istituti di credito asiatici.

 

Le fatture emesse ammonterebbero a oltre 27 milioni di euro, con una presunta evasione Iva superiore ai 6 milioni. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2021 e il 2024.

 

Le indagini sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Prato. L’esecuzione del provvedimento, nelle province di Prato, Pistoia e Milano, ha portato al sequestro di due immobili residenziali, quattro auto di valore, denaro contante, quote societarie di ulteriori due società operanti nello stesso settore e saldi di diversi conti correnti.

 

Come previsto dalla legge, la responsabilità degli indagati sarà accertata nel corso del procedimento e fino a eventuale sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza.

 

 

Immagine di R. Asinari

 

 

 
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