Teatro della Toscana, fondi dal Ministero per la Scuola di drammaturgia. Ritirato il ricorso al Tar

La Fondazione ritira il ricorso sul declassamento. 'Clima di distensione voluto e perseguito dalle parti'. Giuli: 'Firenze parte essenziale dell’identità culturale nazionale'

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martedì 24 marzo 2026 20:01

Il Ministero della Cultura 'promuove' la Scuola di Drammaturgia del Teatro della Toscana, e la Fondazione ferma il ricorso al Tar sul declassamento.

 

Il Ministero della Cultura ha infatti comunicato di aver disposto un contributo di 200mila euro per sostenere l’avvio della Scuola di drammaturgia proposta dalla Fondazione Teatro della Toscana. “Con questo primo intervento il Ministero della Cultura intende accompagnare la nascita di un progetto che investe sulla scrittura, sul talento e sul futuro del teatro italiano”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

 

Un segnale di distensione quindi dopo i mesi di tensione tra la Fondazione Teatro della Toscana e il Ministero, in seguito al declassamento da Teatro Nazionale a “Teatro della Città di rilevante interesse culturale”.

 

"La Fondazione Teatro della Toscana riceve comunicazione dal Ministero della Cultura della positiva valutazione sul progetto speciale Scuola di Drammaturgia. L’iniziativa, ideata da Stefano Massini che ne dirigerà indirizzi e attività, trae fondamento dall’esperienza estremamente positiva della Scuola Popolare di Scrittura, che nel 2025 ha evidenziato una domanda ampia e trasversale di ascolto e confronto, portando nei teatri migliaia di partecipanti e costituendo la prima tappa di un percorso che darà al Teatro della Toscana una missione specifica e peculiare sotto la direzione artistica di Massini stesso", fa sapere la Fondazione Teatro della Toscana.

 

"Con la Scuola di Drammaturgia prosegue dunque quell’esperienza e si consolida in un percorso dedicato alla scrittura teatrale contemporanea, portando questo progetto anche al di fuori degli spazi canonici dello spettacolo dal vivo. L’obiettivo è infatti costruire progressivamente un luogo di formazione, elaborazione e confronto capace di mettere in relazione creazione artistica, trasmissione dei saperi e apertura alla società. Le attività aperte al pubblico, i percorsi dedicati alle scuole e gli interventi nei luoghi della cura e della fragilità sociale costituiscono le diverse articolazioni di un lavoro che intende costruire nel tempo un programma sempre più strutturato dedicato alla scrittura per il teatro e non solo", spiega la Fondazione.

 

"La condivisione da parte dei Soci della Fondazione — Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Pontedera e Fondazione CR Firenze — su questo riconoscimento del Ministero della Cultura, assume il valore di un gesto di responsabilità condivisa volto a consolidare le condizioni di stabilità e sviluppo del prestigioso progetto artistico e culturale del Teatro della Toscana considerato da tutti una indiscussa eccellenza nel panorama nazionale e internazionale. La Fondazione Teatro della Toscana ha pertanto ritirato il ricorso, che vede contrapposti da mesi il Ministero della Cultura e iI CdA della Fondazione, per non influire negativamente sul sistema teatrale nazionale e per non costringere ulteriormente la struttura in un clima di incertezza".

 

"Questo clima di distensione è stato voluto e perseguito dalle parti, al fine di consentire a un’istituzione così rilevante come la Fondazione Teatro della Toscana di concentrare le proprie forze sul mantenimento, la valorizzazione e il rilancio di un’attività sempre più attenta al presente e rivolta al futuro", conclude la Fondazione.

 

“Un riconoscimento importante da parte del Ministero, quello che riguarda la Scuola Popolare di Drammaturgia. Il nostro teatro sta crescendo grazie al lavoro svolto con il direttore artistico Stefano Massini, sia in termini di pubblico sia di qualità. Si apre una nuova fase, che ci vede impegnati nella crescita del Teatro della Toscana e nello sviluppo di nuovi rapporti di collaborazione con il Ministero. Il teatro potrà così crescere dal punto di vista artistico e consolidarsi sempre di più come istituzione di eccellenza e la Scuola Popolare di Drammaturgia affermarsi come un punto di riferimento nazionale”, dice la sindaca di Firenze e presidente del Teatro della Toscana Sara Funaro.

 

“Non immaginate una Scuola con pochi allievi selezionati e docenti che facciano lezione in qualche aula staccata dalla realtà per preparare qualcuno a inviare testi ai premi di drammaturgia. Niente di tutto questo. Parliamo di un insieme di iniziative articolate e di ricaduta su tutto il pubblico, così come fu evidente già nei primi appuntamenti della Scuola Popolare di Scrittura nel 2025, rivolta non a caso a tutti senza requisiti. Questo nuovo percorso guarderà allora al nostro pubblico intero, e in esso agli anziani, ai più deboli, ai giovanissimi delle scuole. Sotto il cappello di questa nuova Scuola riconosciuta dal Ministero creeremo (come stiamo già facendo) corsi e occasioni per ognuno, puntando a fare della Toscana un vero Centro Nazionale di Drammaturgia come mai è esistito in Italia, luogo di confronto e di stimolo per tutto quello che si muove nel nostro paese sulla scrittura per la scena”, dice Stefano Massini, direttore artistico del Teatro della Toscana.

 

Il rapporto tra il Ministero e Firenze è un rapporto importante perché Firenze è parte essenziale dell’identità culturale nazionale” prosegue il Ministro. “Le istituzioni hanno il dovere di valutare con rigore, ma hanno anche il compito di riconoscere ciò che merita di essere accompagnato quando produce qualità, formazione e prospettiva. Sostenere l’avvio di questa Scuola significa investire sulla formazione di nuovi autori, sulla trasmissione del sapere teatrale, sulla vitalità della scrittura scenica e sulla crescita di una nuova generazione di intelligenze creative. Significa farlo in una realtà che oggi, con il drammaturgo di fama internazionale Stefano Massini alla guida, rappresenta uno spazio centrale della vita teatrale nazionale” sottolinea Giuli. 

 

La linea del Ministero è chiara e vale da Firenze a Napoli: i grandi teatri italiani non vanno lasciati soli. Lo dimostra l’attenzione che il Ministero sta assicurando al Teatro Sannazaro di Napoli, simbolo della cultura partenopea, per il quale il Governo ha già attivato i propri uffici e avviato le interlocuzioni necessarie all'acquisto, alla tutela e alla ricostruzione. È lo stesso principio che ci guida oggi sulla Scuola di Drammaturgia della Fondazione Teatro della Toscana: difendere, consolidare e rilanciare i luoghi vivi della nostra cultura”, conclude il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

 

 

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