Ex Gkn, tavolo al Mise con Qf: assenti gli investitori partner. Nuovo incontro il 31

Rsu: 'La nascita del Consorzio non è un closing. Il 31 agosto per noi rappresenta l’ultima chiamata'

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giovedì 04 agosto 2022 16:59

Si è tenuto questa mattina il tavolo al Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) sulla vertenza ex Gkn, tavolo a cui hanno partecipato istituzioni, sindacati e Rsu, e preceduto da un incontro tra istituzioni e la nuova proprietà Qf. Assenti gli investitori partner di Qf: al tavolo tecnico nessun rappresentante delle aziende che afferiscono al Consorzio Iris Lab.

 

Di pochi giorni fa la notizia della nascita di Iris Lab, nuovo consorzio di imprese dedicato all'industria 5.0, innovazione, ricerca e sviluppo, di cui fa parte Qf, la ex Gkn di Campi Bisenzio. Le aziende che hanno aderito a Iris Lab, oltre a Qf Spa, sono Itema Spa, Bonfiglioli Spa, Lafert Spa, Gruppo Sumitomo e Faist Elecrtonics Srl.

 

"Le istituzioni – oltre alla Regione, Ministero dello sviluppo economico e Ministero del Lavoro – contatteranno direttamente le aziende che hanno aderito al consorzio di imprese dedicato all’industria 5.0, di cui fa parte anche Qf, e che questa mattina non erano presenti alla riunione convocata dal Mise, contrariamente a quanto richiesto dalle istituzioni all’ultima riunione del tavolo in plenaria", fa sapere la Regione.

 

Il tavolo plenario per l’ex Gkn tornerà a riunirsi il 31 agosto, termine ultimo secondo il crono programma contenuto nell’accordo firmato tra le parti a gennaio, che definiva tempi, modalità e strumenti del processo di reindustrializzazione. E' stata accolta la proposta della Regione, presente con il consigliere del presidente per lavoro e crisi aziendali, riferita alla necessità di interloquire anche con i partner di Qf.

 

Critica l'Rsu ex Gkn. "La nostra posizione sul Consorzio, era conosciuta in anticipo dalla stessa azienda - sottolinea l'Rsu - il 25 luglio l’assemblea dei lavoratori aveva approvato e trasmesso all’azienda un documento che sottolineava come il consorzio sarebbe stato "un passaggio né concordato con noi, né condiviso né tanto meno chiaro. Nè a noi, né, ci permettiamo di dire, al tavolo istituzionale. Posizione che l’azienda ha ignorato, dando vita a uno show mediatico il cui scopo era costruire una propria narrazione sulla pelle di questa vertenza e di questo territorio, per fare evidentemente pressione sul tavolo istituzionale stesso".

 

"Il punto non è essere contro o favore a un Consorzio di ricerca e senza scopo di lucro" rilancia l'Rsu, "ma è che la nascita del Consorzio non è il closing, né chiarisce i vincoli di investimento, né risponde alle numerose domande che abbiamo fatto riguardo ai presupposti di solidità e continuità del processo di investimento e reindustrializzazione". Per questo "abbiamo trovato totalmente fuori luogo l’apertura di credito da parte del Sindaco della Città Metropolitana alla nascita del Consorzio".


"Di fatto siamo al tentativo di ottenere cassa integrazione e smantellamento dello stabilimento sotto pressione emotiva e ricatto" chiarisce l'Rsu.

 

L’ultimo documento votato dall'assemblea dei lavoratori (25 luglio) che sottolinea “ancora all'ultimo incontro abbiamo sentito il dottor Borgomeo affermare che è tutto pronto ma mancano solo due elementi per dare il via al progetto: l'agibilità dello stabilimento e la cassa integrazione che non viene concessa. Ancora una volta si invertono causa ed effetto: la cassa integrazione non viene concessa perché non c'è chiarezza sul progetto, non il contrario. E lo stabilimento è perfettamente agibile. Il punto è che i lavoratori non hanno alcuna intenzione di smantellarlo senza chiarezza sulla sua reindustrializzazione”.

 

La prossima riunione convocata il 31 agosto "per noi rappresenta l’ultima chiamata. Abbiamo indicato pubblicamente e ripetutamente le richieste, le domande, le proposte per fare un passo avanti. Siamo all’ultimo giro, dopo il quale l’assemblea permanente dovrà decidere se e come tornare a mobilitare l’intero territorio. Il collettivo di fabbrica e questo territorio non sono nè raggirabili, né ricattabili", conclude l'Rsu.

 

 

 

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