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Teatro della Toscana, una stagione di nuovo completa: gli spettacoli alla Pergola

Ventuno spettacoli in abbonamento in Sala Grande e sei nel Saloncino Paolo Poli

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mercoledì 29 giugno 2022 17:34

Giovani, Europa, lingua italiana. Sono alcune delle parole alle quali ruota intorno l'opera del Teatro della Toscana, che ha annunciato la stagione 2022/2023 del Teatro della Pergola.

 

Stefano Accorsi, Direttore artistico, ha detto: "La parola apertura continua ad essere fondamentale, verso coproduzioni europee, verso i giovani. Sarà una stagione che va dai grandi classici del teatro,a produzioni con il cinema protagonista, ad esempio la trasposizione teatrale di Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese. Il Teatro della Toscana è come una piccola galassia, che comprende il Saloncino, il teatro di Rifredi, il Teatro Era... questa molteplicità per noi è fondamentale. Non vediamo l'ora di riaprire le porte del teatro. Il teatro è la casa della coscienza della comunità e sono particolarmente emozionato ogni volta che si entra in una sala e il pubblico incontra chi sta in scena".
 

La nuova stagione segna il ritorno alla normalità. Il cartellone si apre con il programma del Saloncino ‘Paolo Poli’, di recente completamente rinnovato, che definisce l’identità della sala come spazio dedicato alla sperimentazione, e che vedrà a settembre prossimo la presentazione della programmazione prevista nel 2023. Il primo spettacolo, dall’11 al 20 ottobre in prima nazionale, è La dodicesima notte di Shakespeare diretta da Pier Paolo Pacini, nella traduzione di Orazio Costa, con la riduzione di Filippo Gentili, i costumi realizzati dal Laboratorio d’Arte del Teatro della Pergola.

 

La stagione in abbonamento nella Sala Grande, soggetta a lavori di miglioramento sismico che interesseranno il palcoscenico fino all’autunno inoltrato, inaugura dal 22 al 27 novembre con Lettura clandestina che restituisce alcuni tra gli innumerevoli articoli che Ennio Flaiano scrisse per giornali e riviste, selezionati e letti da Fabrizio Bentivoglio con il contrappunto del contrabbasso di Ferruccio Spinetti. Dal 6 all’11 dicembre Stefano Massini, vincitore del Tony Award per la migliore opera teatrale, unico italiano insignito dell’Oscar del Teatro, debutta in prima nazionale con L’interpretazione dei sogni, dal libro capitale di Sigmund Freud.

 

Sono 21 gli spettacoli in abbonamento in Sala Grande, e 6 quelli fuori abbonamento in Saloncino ‘Paolo Poli’. Cinque le prime nazionali.

 

In Saloncino, il sistema dei partenariati internazionali porterà il bailaor Israel Galván con El Amor Brujo + La Consagración de la Primavera, in prima nazionale; La Colonia, diretta in prima nazionale da Beppe Navello, è la seconda tappa del Progetto Speciale MiC su Marivaux, che prevede anche il convegno internazionale “Le Ragioni del Cuore”; continua il rapporto con il Maestro della scena Giancarlo Sepe, il quale, nel quadro delle celebrazioni dei 50 anni del suo Teatro La Comunità, propone in esclusiva Bazin con al centro la figura di André Bazin, il creatore dei “Cahiers du cinéma”, che amava dire che il cinema dovrebbe esprimersi tra Lumière e Méliès: un insieme tra didattica e fantasia; i Nuovi presentano La vita è sogno – cronache per una città possibile, esito del progetto con la città per interrogarsi su cosa siano la cultura e l’identità, con la drammaturgia di Filippo Gentili; Mariano Rigillo è protagonista con Manuele Morgese di Siddhartha di Hesse, che fonde il linguaggio teatrale con quello dell’animazione, con la musica e incursioni nella visual art.

 

In Sala Grande non mancano i grandi testi rappresentati da grandi interpreti come Gabriele Lavia con Il Berretto a sonagli di Pirandello; Michele Placido con La bottega del caffè di Goldoni; Sergio Rubini con la trasposizione teatrale del suo film I Fratelli De Filippo; Armando Pugliese che dirige Uomo e Galantuomo, di Eduardo; Lucia Lavia con Come tu mi vuoi di Pirandello; Alessandro Benvenuti con Benvenuti in Casa Gori, in collaborazione con il Comune di Siena; Chiara Francini con Coppia aperta quasi spalancata di Dario Fo e Franca Rame.

 

Sul palco della Pergola anche traduzioni di classici stranieri, a testimonianza di strette relazioni culturali tra i Paesi d’Europa, un’idea anche questa condivisa con il Théâtre de la Ville, che presenta regolarmente testi italiani tradotti in francese. È una linea di intervento rappresentata in stagione alla Pergola da: Interno Bernhard – Minetti e Il Riformatore del Mondo con Glauco Mauri e Roberto Sturno diretti da Andrea Baracco, in prima nazionale; Spettri di Ibsen con Andrea Jonasson; Chi ha paura di Virginia Woolf? di Albee, con Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni diretti da Antonio Latella; La valigia di Dovlatov con Giuseppe Battiston; Il Figlio di Zeller, con Cesare Bocci, Galatea Ranzi, Giulio Pranno, diretti da Piero Maccarinelli; Il Re muore di Ionesco, diretto da Maurizio Scaparro; Il Misantropo di Molière con Luca Micheletti, diretto da Andrée Ruth Shammah; Fedra di Seneca, con Valentina Banci diretta da Elena Sofia Ricci.

 

Proposte tra cinema, letteratura, nuove drammaturgie e originali rivisitazioni, riscritture e adattamenti: Daniele Finzi Pasca con Nuda; Paolo Genovese con Perfetti sconosciuti; Alessandro D’Alatri con Mettici la mano di Maurizio de Giovanni; Sebastiano Lo Monaco con L'uomo dal fiore in bocca, ultima recita di Roberto Cavosi.

 

Dopo l’estate, verranno annunciate le stagioni del Teatro Era di Pontedera e del Teatro di Rifredi, recentemente entrato a far parte del Teatro della Toscana, le attività de l’Oltrarno – Scuola di formazione del mestiere dell'attore diretta da Pierfrancesco Favino, oltre, per la Pergola, alle attività collaterali e per famiglie, e alla programmazione completa, come detto, del Saloncino ‘Paolo Poli’.

 

 

 
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