Signa, cerimonia di intitolazione di Piazza Emanuela Loi e via Antonio Zara

Gianpiero Fossi: 'Non abbiamo bisogno di eroi ma di persone che con dedizione svolgano il proprio dovere'

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venerdì 18 marzo 2022 11:45

Si è svolta a Signa ieri mattina, giovedì 17 marzo, l'intitolazione di piazza Emanuela Loi - Agente della Polizia di Stato, Medaglia d’Oro al Valor Civile  - e via Antonio Zara - Finanziere della Guardia di Finanza, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

 

Presenti cittadini, le associazioni di volontariato, le scuole del territorio, Autorità civili e militari, rappresentanti della locale Associazione Nazionale della Polizia di Stato e dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia e  i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale. La procedura di intitolazione, avviata dall’Amministrazione Comunale di Signa con delibera di Giunta lo scorso ottobre, ha portato allo svelamento delle due targhe nella zona di Ponte all’Asse seguite dalla benedizione a cura del Cappellano Provinciale della Polizia di Stato Monsignor Luigi Innocenti e del Cappellano militare del Comando Regionale Toscana della Guardia di Finanza Don Massimo Ammazzini



“Voglio aprire il mio discorso volgendo subito un ringraziamento alle Forze dell’Ordine che in ogni momento garantiscono la sicurezza di ognuno di noi e di tutto il nostro Paese“, dichiara il sindaco Giampiero Fossi, “La scelta di oggi è quella di puntare l’attenzione su due ragazzi, due medaglie d’oro che, a prezzo della vita, hanno impegnato ogni momento della propria storia. Non abbiamo bisogno di eroi ma di persone che con dedizione svolgano il proprio dovere: per Signa, dedicare degli spazi a due figure quali Emanuela Loi e Antonio Zara vuole significare semplicemente che questa è una terra dove la sicurezza, l’ordine e il sacrificio trovano il loro pieno riconoscimento. Mi rivolgo prima di tutto agli studenti presenti dicendo che la cerimonia di oggi segna il punto d’inizio di un percorso di condivisione dei grandi valori di sicurezza e ordine, fondamentali per la nostra democrazia e la nostra libertà”



“I valori in cui il Finanziere Antonio Zara ha creduto e per i quali si è spinto sino all’estremo sacrificio, quei valori cui fanno riferimento ogni giorno donne e uomini che indossano la divisa, non hanno tempo, sono eterni e meritano di essere continuamente rinnovati nella memoria dei cittadini perché costituiscono, insieme all’onestà, al rispetto delle regole e degli altri, le fondamenta di una società civile”, afferma il Generale di Brigata Luca Cervi – Capo di Stato Maggiore del Comando Regionale Toscana della Guardia di Finanza, “Da oggi il Finanziere Antonio Zara e l’Agente Emanuela Loi diventano “materialmente” un indirizzo per i cittadini e da oggi, non solo metaforicamente, l’evocazione dei loro nomi costituirà un punto di riferimento per la collettività. Attraverso questo processo di osmosi il valore del loro sacrificio e del sacrificio di coloro che tutti i giorni silenziosamente, senza onori ma a volte con soli oneri, compiono il proprio dovere per il bene comune, rimarrà per sempre fissato nella memoria della collettività”



“Oggi ricordiamo due ragazzi che la mattina di qualche anno fa si sono svegliati, hanno aderito a un ordine di sevizio, si sono presentati a lavoro  per garantire una presenza, una certezza sul territorio. Emanuela scortava un magistrato. Il 19 luglio prossimo ricorrono 30 anni, 30 di storia, una storia che ha riguardato anche Firenze, con la tragedia, per l'intero Paese, dell'attentato del 1993 ai Georgofili". Queste alcune delle parole del Questore della provincia di Firenze Maurizio Auriemma – Dirigente  Generale di Pubblica Sicurezza - durante il suo intervento, nel corso del quale ha scelto di leggere una lettera inviata, per l'occasione, dalla sorella di Emanauela Loi – sig. Maria Claudia Loi di cui si riporta un estratto: «Emanuela è nata a Cagliari ma ha sempre vissuto a Sestu, a pochi chilometri dal capoluogo, amava stare con i bambini(... ). Dopo la Scuola di Polizia fu mandata a prestare servizio nella città di Palermo (…) i primi tempi furono molto duri e sentiva molto la nostalgia di casa, ma non si arrese e si dedicò con impegno e dedizione al servizio e nel giro di poco tempo si ambientò e si affezionò al suo lavoro e sperava tanto di fare carriera in Polizia. Fu impiegata in tante mansioni finché poi entrò a fare parte dell'Ufficio Scorte. Il destino volle che quella domenica sera del 19 luglio 1992, insieme al Giudice Paolo Borsellino ci fosse pure lei. Morirono insieme al Giudice anche i suoi colleghi Agostino Catalano, Eddy Walter Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. Emanuela aveva solo 24 anni. (...) La legalità è una virtù che ci fa andare avanti, ci fa essere solidali con le altre persone ci fa distinguere il bene dal male in particolare ci porta a riconoscere e condannare tutti i comportamenti illeciti, dal più piccolo al più grande. Desiderare un mondo più giusto e solidale deve essere una forte aspirazione per ciascuno di noi. Questa è l'eredità che ci ha lasciato Emanuela»  
 

 

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