Giani: 'Zona rossa? Situazione sotto controllo. Immunizzato il 100% dei vaccinati'

'Come Regione potremo acquistare vaccini con l'ok dello Stato. Fondi europei per produrli in Toscana'

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sabato 20 febbraio 2021 16:48

Toscana in zona arancione, ma ancora è presto per ipotizzarla in zona rossa al termine della prossima settimana. Lo dice il presidente della Regione Eugenio Giani in una diretta sui social: "La Toscana oggi ha 958 nuovi contagi, da tre giorni ormai la media è di oltre 900 giornalieri. Non abbiamo toccato quota 1000, ma il numero è aumentato. Da inizio gennaio era stata sempre massimo 500-600. Questo ha comportato la zona arancione, il provvedimento è di 15 giorni, vedremo alla fine della prossima settimana. Molti giornali dicono che andremo in zona rossa, ma nessuno può offrire previsioni finché non ci sono i dati. A parlare di zona rossa potremo iniziare eventualmente mercoledì-giovedì. Sinceramente vorrei essere rassicurante per tutti, la situazione è sotto controllo".

 

Sul sistema dei colori e dell'Rt: "I parametri a mio avviso andrebbero visti più attentamente, ma non farò assolutamente drammi per la decisione di venerdì prossimo. Ma oggi siamo in zona arancione, sono convinto che possiamo rimanerci perché abbiamo numeri sotto controllo. 958 nuovi contagi sì, ma circa 850 posti letto Covid, molto lontani dai numeri di 2200 che vennero fuori tra ottobre e novembre. Siamo a circa 135 terapie intensive, abbiamo raggiunto anche 300, siamo a metà di quelle che furono le punte di terapie intensive occupate. Se i dati sono aumentati è anche perché siamo rimasti 5 settimane in zona gialla, che consente mobilità e ampia circolazione di persone. È sempre accaduto che le regione che stanno per un po' in zona gialla aumentano i propri contagi".

 

Sul confronto con altre Regioni: "Stamani vedevo che la Lombardia aveva più di 3700 nuovi contagi, ed è ancora zona gialla. È vero che ha tre volte gli abitanti della Toscana, ma tra 3700 e 950 il rapporto è uno a quattro. Perché noi siamo in zona arancione, quasi al limite della rossa, e altri in zona gialla, e numeri molto superiori ai nostri, voglio si chiarisca a livello nazionale. Ci sarà una riunione tra i diversi Governatori. Ma voglio che il prossimo Dpcm preveda anche numeri più oggettivi. Quando ci sono aspetti di eccessiva discrezionalità, come mi pare emerga adesso, c'è più disagio".

 

Quindi sui vaccini: "La speranza è che progressivamente ci possa essere un argine determinato dai vaccini. Allo stato dico: "Dateci i vaccini, senza di più". Qui i vaccini non stanno in frigorifero. Appena ci arrivano li somministriamo noi. Siamo a 240 mila persone vaccinate. Noi abbiamo diversi studi sul funzionamento del vaccino. È venuto fuori che gli anticorpi si creano molto presto, anche per chi ha solo la prima vaccinazione. Ed è completa dal punto di vista statistico la copertura per chi ha fatto le due dosi di vaccinazione. La vaccinazione è ancora più efficace di quello che potevamo aspettarci e che ci era stato detto. Arriviamo dopo la vaccinazione al 100% di persone coperte. Aver visto immunizzato il 100% di campione utilizzato è incoraggiante, deve servire a livello nazionale ed europeo. Al di là dei colori, la vera battaglia è quella dei vaccini. Dobbiamo capire se le Regioni possono avere una strada per acquistare i vaccini autonomamente. Ma per ora non possono. Se il Governo ci dirà che le Regioni possono acquistare altri vaccini, io faccio una variazione di bilancio e si concentrano le risorse per acquistare vaccini. Ma solo se lo Stato mi dice che è opportuno".

 

Un appello poi alle imprese della Toscana: "Sollecito le imprese a potersi cimentare con la produzione di vaccini. Abbiamo aziende di prim'ordine, una ricerca di alto livello. Vorrei che imprese che sono in Toscana si cimentassero nella produzione di vaccini. La vaccinazione ci impegnerà almeno per 3 anni, serviranno 120 milioni di dosi all'anno per l'Italia. Dobbiamo impegnarci tutti. Vediamo la luce in fondo al tunnel. Al di là del vaccino, ci insegna l'esperienza dello scorso anno, le temperature e i raggi ultravioletti da maggio a settembre fanno 'addormentare' il virus. Abbiamo 8-9 settimane da gestire con il meccanismo dei colori. Occorre essere consapevoli di costruire questo muro contro il Covid con i vaccini".

 

“Stiamo pensando di usare i fondi europei destinati alla ricerca farmaceutica e in particolare ai vaccini per incentivarne la produzione. L’invito dunque che rivolgo alle aziende toscane è di attrezzarsi per dare seguito a questa opportunità”, aggiunge poi Giani in una nota della Regione. “Le vaccinazioni andranno avanti anche nei prossimi anni come è naturale che sia, visto che gli effetti di un vaccino durano dai 7 ai 9 mesi e le necessità di replicarli non si fermeranno a questa stagione. Pertanto, considerando che in Italia ci vorranno in media ogni anno circa 120 milioni di dosi, calcolando la popolazione italiana e la necessità di fare due richiami, stiamo pensando di destinare i fondi europei del FESR per agevolare le aziende farmaceutiche toscane che decideranno di far parte di questa filiera e dare corso a un’attività impegnativa ma indispensabile. Un’operazione in cui credo molto, fondamentale per la salute innanzitutto, ma anche per la nostra economia perché significa creazione di lavoro”.

 

A quasi due mesi dalla vaccinazione, eseguita al personale sanitario con vaccino mRNA Pfizer Biontech, che prevede la somministrazione di due dosi a distanza di 21 giorni, la SOC Patologia Clinica ed Immunoallergologia- Firenze del Presidio Ospedaliero di San Giovanni di Dio, in collaborazione con il Servizio di Medicina Preventiva e la SOC di Allergologia ed Immunologia Clinica dello stesso Presidio, sta valutando le risposte e le quantità di anticorpi neutralizzanti anti Spike-RBD che si sono formati in conseguenza alla vaccinazione eseguita a partire dai primi giorni di gennaio.

 

“E’ stato elaborato uno studio di verifica su quanto sia cresciuto il livello di immunità e risulta stia diventato significativo – ha proseguito Giani - Quindi il messaggio è chiaro: i vaccini funzionano. Stasera alla riunione con le Regioni sottolineerò che l’unico argine valido è quello dei vaccini e dunque lo Stato ce li deve mandare velocemente”.

 

“In Toscana abbiamo già somministrato 240mila vaccini tra prime e seconde dosi – ha aggiunto l’assessore alla sanità Bezzini – Con un tasso di vaccinazioni superiore del 10% alla media nazionale, la nostra regione è tra quelle che sta ottenendo le migliori performance in quanto a capacità di vaccinazioni. Abbiamo ricevuto anche una risposta molto positiva da parte dei medici di base di cui circa il 90% si è dichiarato disponibile alla somministrazione. Quindi appena arriveranno le nuove dosi potremo portare avanti bene e con energia la campagna vaccinale”.

 

A questo proposito il presidente Giani ha ricordato che a breve firmerà un accordo con le organizzazioni di volontariato perché a marzo, mese in cui si prevede il nuovo arrivo di un grosso quantitativo di vaccini, queste affianchino le Asl e i medici di base per andare a somministrarli nelle aree più periferiche della Toscana.

 

 

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