Caterina Bellandi è il 'Personaggio fiorentino del 2020': 'Il mio taxi colorato, tra amore e vita'

'Grazie a chi mi ha votato, ora incontriamoci. E sorridiamoci. Non abbiate paura di amare. Chi ci lascia resta nei nostri cuori'

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lunedì 08 febbraio 2021 16:54

"Grazie a tutti quelli che mi hanno votato. Vorrei abbracciarvi uno ad uno. Ora però incontriamoci. Incontrarsi nell'anima è meglio che sui social. Chiamatemi, venite a cercarmi con il mio taxi". Così Caterina Bellandi, alias Zia Caterina, ringrazia i migliaia di fiorentini che l'hanno votata su 055Firenze.it eleggendola 'Personaggio Fiorentino del 2020'.

 

Una storia tra dolore e speranza, tra sofferenza e amore per la vita, quella di Caterina. Che dedica la sua vita, il suo quotidiano, agli altri, a strappare un sorriso a chi sale sul suo taxi colorato, 'Milano 25'. Ma non solo. Adesso, ad esempio, si trova "in riva al mare, ho chiesto al mare di portarmi con sè". E' accanto ad un bambino molto speciale e alla sua famiglia, al fianco di "un'anima bella, che è in cammino. L'amore per la vita è il rimedio contro l'immobilismo e la paura della morte. Io sono uscita da un dolore immenso, da una stanza, e ora guardo la bellezza del mare. La bellezza della vita".

 

Chi la conosce si innamora del suo sorriso, della sua energia, della sua carica. Sarà anche per questo che Zia Caterina, con la sua forza, il suo taxi colorato e il suo stile inconfondibile, ha raccolto negli anni tanto affetto e tanta stima da parte dei fiorentini e non solo. "Io accompagno i bambini con situazioni problematiche, ma è il taxi più colorato del mondo. Dentro al taxi c'è fede, amore. I bambini sono essenza profonda, salgono sul taxi perché sanno che li aiuto a non soffrire. E sono emozioni pure. Ma quando salgono lo fanno per me, ne sono convinta. C'è un legame con il mio cuore che soffre. I bambini sono talmente trasparenti che aiutano anche i genitori nei loro percorsi difficili. E aiutano me".

 

Nel suo taxi, che ospita tanti piccoli/grandi 'guerrieri' verso il Meyer, si incontrano tanti 'supereroi', come li chiama lei. E tanti amici 'invisibili': "Quando i bambini vedono gli altri bimbi nei video che ho sul taxi, mi chiedono dove sono. Si immedesimano in loro. Io dico che vivono in una stella, che si stanno preparando al viaggio. Sono invisibili, è come se fossero qui con noi anche se noi non li vediamo. E i bambini prendono atto del gioco che è la vita. Se una persona continua ad amare, chi muore continua a vivere nell'anima di chi resta. Come il mio Stefano: io sono convinta che sia sempre seduto con me nel mio taxi. Quando ami non perdi le persone, diventano invisibili ma sono visibili al cuore. E diventano bellezza. L'anima viaggia nell'aria di chi la vuole incontrare. La vita è più preziosa della paura della morte".

 

Già, da quel momento drammatico, 20 anni fa, la vita di Caterina è cambiata per sempre. Dal dolore più profondo ad un'occasione per ripartire con una spinta in più nel cuore. Il suo senso della vita: "Quest'anno sono 20 anni dalla morte del mio compagno, Stefano, e sono 20 anni che faccio la tassista a Firenze. Lui aveva perso la fidanzata di leucemia a 20 anni. E 20 anni dopo è morto lui di tumore. A Stefano la licenza di tassista gliela comprò la suocera, quando la figlia morì. Lui mi ha portato sulla tomba della sua fidanzata, e mi ha chiesto di amarlo. Questa licenza è vita. L'ha passata a me. Ho questa responsabilità, di essere sopravvissuta. Noi ci scordiamo di essere grati alla vita ogni giorno. C'è tanta gente che non accetta la sfida. E muore dentro. Prendiamoci il rischio di amare". Per questo i suoi viaggi in taxi sono sempre speciali: "Quando devo accompagnare una persona speciale in un posto, sono io a chiedere quale strada vuole fare. E facciamo quella. Non voglio mai imporre la mia strada. Io le strade non le conosco. E' un rapporto di condivisione, di trasparenza".

 

Caterina è nata a Prato, ma è ormai una fiorentina di 'adozione': "Sì, sono nata a Prato, mi sono innamorata di Firenze con Stefano. Sono diventata fiorentina grazie al suo amore per la città. Nonostante fosse malato e negli ultimi anni non potesse fare il tassista, mi ha fatto innamorare di Firenze attraverso i suoi occhi. Aveva ricevuto tanto. Lui era un timido, il lavoro di tassista gli ha aperto un mondo".

 

Il Covid, nel frattempo, ha sconvolto il mondo di tutti. Anche quello di Zia Caterina: "E' stato uno shock. Per me è stata una rivoluzione. La prima ondata l'ho vissuta da lontano, perché ero all'estero, in Birmania, per fare volontariato per il mio compleanno. E sono rimasta lì con 150 bambini. La seconda ondata invece l'ho vissuta in pieno. E mi sono anche ammalata a novembre. Con il Covid non ho avuto famiglia: non volevo contagiare mia madre, non potevo andare dai bambini in ospedale. Ma ho fatto tesoro della mia malattia. Diciamo che ho avuto sfortuna ma anche fortuna nel prendere il Covid. Ora posso donare il plasma".

 

Ed è così nata anche una nuova iniziativa, il progetto 'Sos Covid Milano 25': "Sì, andiamo fuori dalla finestra, dal balcone, diamo un sorriso alle persone. In sicurezza, ma uno non deve stare tutto il giorno a vedere la tv. Possiamo fare altro. Ora vedo la gente depressa, impotente di fronte a sè stessa. Le persone non escono più di casa. Facciamo fin dove possiamo. Non dico di andare a mescolarsi dove non si può, ma magari a distanza, in sicurezza, si può parlare. Come andare sotto casa del nonno a salutarlo. Si può fare. Avviciniamoci fin dove possibile. Si può sorridere sotto la mascherina, mentre dagli occhi vedo tante persone che hanno perso anche il sorriso".

 

Già, il sorriso. Il tratto distintivo di Caterina. Con la sua energia, il suo cappello e il suo taxi colorato. La sua grande generosità. Così è diventata 'Personaggio Fiorentino del 2020'. Ma, in fondo, anche molto molto di più: "Adesso spero che i tanti che mi hanno votato vogliano incontrarmi. Per un abbraccio, quando si potrà. O intanto per parlarci, condividere i nostri sentimenti. Sorriderci da lontano. Incontrarci nell'anima è meglio che sui social".

 

Marco Pecorini

 

 

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