Alfredo, lo chef italiano che ha conquistato Dubai

Da Badia a Settimo a Dubai: 'Firenze è vista come un gioiellino. Ecco com'è stata gestita qui l'emergenza Covid'

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giovedì 03 dicembre 2020 10:46

La scorsa settimana Alfredo Albergatore ha partecipato alla finale di “Pro Chef of the year”, il concorso gastronomico che mette in competizione i migliori chef di Dubai.

 

Alfredo vive da 9 anni a Dubai ma è partito da Badia a Settimo, in provincia di Firenze nel 1999 con tanta voglia di arrivare e una forte passione per la cucina.

 

Come sei arrivato a Dubai?

Ho viaggiato molto. Sono stato a Berlino e in Ucraina prima di arrivare negli Emirati Arabi. Ho avuto importanti esperienze anche in Italia e sono stato anche il cuoco personale per una famosissima top model.

 

Dove lavori a Dubai?

Lavoro nel ristorante Luigia da 3 anni, un ristoranti che per due anni di seguito ha vinto i 3 spicchi del Gambero Rosso. E' un ristorante – pizzeria che è diventato un punto di riferimento per chi vuole mangiare italiano a Dubai. Si tratta di una 'famiglia che si allarga' che parte da Ginevra, creata da Enrico Coppola e Luigi Guarnaccia.

 

Com'è stato partecipare al concorso per il miglior chef di Dubai?

Emozionante. Il ristorante è stato scelto fra tanti seguendo una lista precisa di parametri. Alla finale mi è stata consegnata una box con degli ingredienti. Dovevo realizzare un antipasto, un main course e un dessert usando almeno due ingredienti della box. Avevo 30 minuti a piatto.

Ho realizzato un'insalatina di carciofi con una variazione di scampi ( tartare di scampi, tempura e alla griglia) con una citronette al miele, un risotto all'arancia e al parmigiano con anatra laccata al miele e un sorbetto al mango e miele con un crumble di biscotti al cioccolato. Infine ho servito un'acqua ghiacciata al lime.

Tre giudici – 2 ristoratori e una blogger- hanno assaggiato i piatti e stiamo aspettando i risultati.

 

Com'è la vita a Dubai?

A Dubai si sta bene. C'è il sole tutto l'anno e questo dà positività. C'è ordine e disciplina e le regole vengono nettamente seguite. Si può vivere bene a Dubai anche se non si è un emirato, anche se non è il posto paradisiaco che tutti immaginano.

Gli stipendi sono alti perché non ci sono tasse, ma un caffè ad un bar costa 4 o 5 euro, con 20 euro non riesci a mangiare una pizza...

 

Com'è stata gestita l'emergenza Covid a Dubai?

Abbiamo fatto un lockdown di 2 mesi. Si poteva uscire due volte a settimana con un'autorizzazione che arrivava via mail. Per ottenerla occorreva comunicare alle autorità il motivo per cui si voleva uscire. Chi non rispettava la legge veniva multato e la sua faccia veniva messa sui giornali, una punizione tremenda visto che a Dubai tutto è orgoglio.

Non ci sono stati aiuti governativi; tanti hanno perso il lavoro e tante aziende hanno tagliato gli stipendi, per questo molte persone sono emigrate.

I ristoranti, quando hanno riaperto, dovevano chiudere alle 22.Ogni 2 o 3 volte la settimana la Municipality, l'equivalente della nostra Asl, veniva a controllare che tutto fosse in regola. Se trovavano qualcosa che non andava, chiudevano immediatamente il locale.

 

C'è stata anche la seconda ondata?

Sì, ma molto controllata. Qui non mancano ospedali, posti letto, hotel per la quarantena. A Dubai ci sono circa 3000 posti in terapia intensiva. Ogni arrivo e ogni partenza richiedono un tampone negativo.

Solo le discoteche sono chiuse; bar, ristoranti, centri commerciali sono aperti con l'obbligo di indossare la mascherina, mantenere la distanza sociale e l'utilizzo del gel per le mani.

 

Come vengono viste l'Italia e Firenze nel mondo?

Noi italiani siamo artisti. L'Italia è il posto più bello del mondo, dove si mangia meglio, dove si producono solo cose belle. Tuttavia siamo famosi anche per la nostra mancanza di organizzazione, di disciplina. Firenze è vista come un gioiellino.

 

Qual è il tuo rapporto con Firenze?

Ho molti amici che mi aspettano e torno una volta o due l'anno.

 

 

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