Inno d'amore per Firenze, la recensione di una fiorentina su 'I Medici'

"Ciò che è successo a Firenze non credo potrà mai essere cancellato"

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domenica 15 dicembre 2019 18:30

La morte di Lorenzo il Magnifico ha segnato la fine di un'era. Qualche mese dopo la sua dipartita Cristoforo Colombo sbarcherà sul Nuovo continente che prenderà il nome dal fiorentino Vespucci. La morte di Lorenzo segna anche la fine della serie tv firmata Lux e Rai sulla famiglia fiorentina " I Medici". Per tre anni Cosimo, Lorenzo, Contessina, Clarice e gli altri ci hanno mostrato come è nata la bellezza di Firenze, una meraviglia che la Rai continuerà a raccontare con una serie dedicata a Leonardo da Vinci l'anno prossimo.

 

Lorenzo, con il viso invecchiato e meno "pulito" di Daniel Sherman, è sceso in campo in questa stagione. L'idealista della seconda stagione è cambiato, si è evoluto. La bellezza è la sua amante e Firenze è il suo grande amore. Per raggiungerle, però, ha dovuto sporcarsi le mani e mantenere quel potere che, secondo un famoso aforisma, "logora chi non ce l'ha". Lorenzo de Medici spesso entra in contrasto con sua moglie, con il papato, con la sua coscienza e con il popolo fiorentino. Per Firenze. Per la famiglia. "Il fine giustifica i mezzi" diceva Machiavelli riferendosi al suo Principe. 

 

Il fine giustifica i mezzi, questo è quello che mi ripeto io quando mi chiedono di dare un giudizio alla serie tv Rai. Ci sono state molte imperfezioni storiche e zuccherature nella storia narrata sul piccolo schermo. Ma una cosa è emersa chiara: Firenze. Nella freddezza e nella complessità di Cosimo, nei sogni giovanili di Lorenzo, nel suo desiderio di rendere Firenze la capitale del mondo. 

 

La serie è un inno d'amore alla città, alla bellezza che ha saputo produrre. Dante, Michelangelo, Botticelli, Brunelleschi, Donatello, Leonardo...sono nomi e volti che abbiamo visto sfilare in questi tre anni. Geni assoluti che dalla nostra città sono partiti, che hanno camminato nelle nostre strade, respirato la nostra aria, visto l'acqua placida dell'Arno scorrere. Ogni personaggio è, in fondo, una lettera d'amore verso la nostra città. Persino gli Albizi, i Pazzi e Savonarola. Avevano punti di vista diversi, ma volevano il bene per Firenze e per i fiorentini. 

 

E io questo amore l'ho visto. Nei ragazzi che vedo ( finalmente) nella sezione della storia locale delle biblioteche, a cercare fra pagine stanche e ingiallite la verità; negli uomini e nelle donne che hanno comprato un biglietto per Firenze o hanno portato i figli a vedere i monumenti e i musei. O, perchè no, che se li sono goduti da soli. E in tutti voi che avete seguito le storie che vi ho raccontato su 055Firenze.


La bellezza è per tutti. "Ciò che è successo a Firenze non credo potrà mai essere cancellato" dice Lorenzo de Medici sul letto di morte a Fra Savonarola, rendendo omaggio e dando un affronto al suo ultimo nemico. E vedendo l'entusiasmo che questa serie, seppur con notevoli difetti, ha generato, ne sono convinta.

 

Continuate a seguirci e vi racconterò storie e aneddoti di Firenze. Cosa è diventata Firenze negli anni, cosa ha portato il Rinascimento di Lorenzo citando parte della canzone che Lorenzo compose nel 1490 " Chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza".

 

 

 

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