Vino in polvere e Chianti ai mirtilli: le truffe sul web

Cronaca
14/10/2019

Il Consorzio Vino Chianti si è affidato ad un'agenzia specializzata per scovare le truffe

Dal kit per il Chianti in polvere al Chianti al mirtillo rosso: sono alcuni degli esempi di truffe che si trovano sul web, per le quali il Consorzio Vino Chianti si è affidato ad un'agenzia specializzata di "cacciatori", per monitorare la situazione e tutelare le aziende e la reputazione del marchio.

 

Nei primi nove mesi del 2019 (da gennaio a settembre), si legge in una nota del, Consorzio Vino Chianti, i cacciatori di Griffeshield, azienda specializzata in nuove tecnologie informatiche a supporto delle medie e grandi aziende internazionali, hanno individuato oltre 15.600 minacce e ne hanno rimosse 10.700: per la gran parte si tratta di violazioni del marchio Chianti, vendita di vini Chianti contraffatti e vendita di etichette Chianti contraffatte.

 

La forma principale di frode è rappresentata dai cosiddetti wine kit, ovvero preparati chimici in polvere per fare il vino in casa al costo di un euro a bottiglia: ne sono state individuate e rimosse ben 6.000.

 

Seguono oltre 3.000 casi di concorrenza sleale, cioè di Chianti falso spacciato per vero, e poco meno di 2.000 violazioni del marchio commesse attraverso la commercializzazione di etichette contraffatte. La principale piazza di frode sono siti web dedicati, seguiti dai principali marketplaces.

 

Alla fine del terzo trimestre 2019 Griffeshield ha rilevato e rimosso 4.852 nuove violazioni. I risultati dell'attività avviata all'inizio del 2018 sono positivi: con un totale di minacce potenziali rilevate nel primo semestre 2018 pari a 71.891, dopo quasi due anni di operatività la situazione di presenta nettamente migliorata, con un totale di violazioni rilevate online pari a 15.638. 


"Nel 2019 le violazioni individuate sono state un terzo rispetto all'anno precedente. Un netto calo, segno che il lavoro funziona - commenta il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi - Ma è un dato che non ci permette di rilassarci: il lavoro di tutela del nostro brand e delle nostre aziende deve continuare in modo serrato e determinato perché i danni che queste truffe provocano sono milionari".

 

La piazza peggiore sono gli Stati Uniti, perché da qui provengono i frodatori più difficili da disinnescare.

 

In foto il presidente Busi

 

 

 

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