Firenze celebra i 150 anni del suo Gonfalone

Cronaca
11/09/2019

Il Comune cerca i parenti degli 80 dipendenti che hanno prestato il servizio di scorta

Per la prima volta da quando il Comune di Firenze costituì la Famiglia di Palazzo, detta anche Famiglia del Gonfalone, l’Amministrazione Comunale ha deciso di far conoscere la storia del Vessillo della Città, venuta fuori grazie ad una accurata ricerca storica, organizzando una serie di eventi che partiranno sabato 14 settembre e proseguiranno fino a novembre in tutti i quartieri fiorentini sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio Comunale.

 

Nell’occasione, il Presidente del Consiglio Luca Milani ha lanciato un appello alla cittadinanza per rintracciare le famiglie degli 80 dipendenti comunali, ormai quasi tutti deceduti, che in oltre un secolo di attività hanno prestato il servizio di scorta al Gonfalone, per invitarli sabato prossimo in Palazzo Vecchio al grande evento commemorativo.

 

“Se del Giglio di Firenze sappiamo ormai quasi tutto – ha evidenziato il sindaco Dario Nardella – grazie anche alle numerose ricerche che nei secoli sono state compiute, poco o niente si sapeva del Gonfalone, il vessillo della nostra città. Grazie al giornalista fiorentino Franco Mariani oggi colmiamo questa lacuna”. Mariani ha infatti ricostruito la storia del Gonfalone, le origini, le uscite sia in Italia che all’estero, i nomi dei dipendenti comunali che hanno fatto parte della Famiglia, l’evoluzione stessa della Famiglia e le ha pubblicate nel volume Il Gonfalone di Firenze e la Famiglia di Palazzo

 

“Il nostro Comune è tra i pochi comuni italiani che può vantarsi di avere un Gonfalone particolare – ha concluso Nardella – diverso da tutti gli altri Comuni, che sono codificati da regole araldiche ben precise dettate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una particolarità è anche il fatto che viene scortato da chiarine, armigeri e mazzieri in costumi d’epoca”.

 

A tenere la commemorazione ufficiale sabato 14 settembre, alle ore 11.30 in Sala d’Armi a Palazzo Vecchio, sarà il Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, preceduta dal saluto del Presidente del Consiglio Comunale Luca Milani, mentre il giornalista Franco Mariani terrà un excursus storico.

 

Appuntamenti, ad ingresso libero, anche nei singoli quartieri: nel Q1 mercoledì 13 novembre presso Le Murate; nel Q2 giovedì 24 ottobre presso la sede del Quartiere in Piazza Leon Battista Alberti; nel Q3 venerdì 11 ottobre presso la Biblioteca di Villa Bandino; nel Q4 martedì 8 ottobre presso la sede del Quartiere a Villa Vogel; e infine, nel Q5 martedì 24 settembre nella sede del Quartiere in via Francesco Baracca.

 

“Con questi eventi – ha detto il Presidente del Consiglio Comunale Luca Milani – è intenzione del Comune far conoscere ai cittadini la storia della bandiera della città e della Famiglia che gli fa da scorta d’onore andando in tutti i quartieri. Per me è stata una vera scoperta leggere, attraverso i racconti del personale comunale oggi in pensione che il nostro Gonfalone è sempre stato dalle vecchie generazioni dei fiorentini venerato come una reliquia. Addirittura c’era chi al passaggio del Gonfalone si faceva il segno della croce oppure lo baciava come atto di deferenza. Una deferenza che col tempo si è persa, anche perché le nuove generazioni non sono state educate a quell’educazione civica che prima era presente nelle scuole, come nelle famiglie attraverso anche il rispetto delle tradizioni e dei simboli”. “Infine, una pagina ad hoc, come per il Giglio, sarà on line sul sito del Comune – ha concluso Milani – in modo che da ogni parte del mondo si potrà approfondire la storia del nostro Gonfalone”.

 

“La mia ricerca – ha illustrato il giornalista Franco Mariani – ha evidenziato come prima del 1902 esisteva un altro Gonfalone e chi lo scortava non indossava abiti rinascimentali, ma divise ottocentesche che poco avevano a che fare con la storia della città, a differenza invece delle chiarine e degli armigeri, che però non sono stati introdotti con la prima uscita ufficiale di quella che oggi chiamiamo Famiglia di Palazzo, ma diversi anni dopo, in maniera graduale e molto soft. Così come non si sapeva che per circa 30 anni la Famiglia aveva un proprio capitano, con un vestito proprio, che stava davanti al Gonfalone, e che è scomparso attorno agli anni Cinquanta, o che alcune copie a grandezza naturale del Gonfalone sono state inviate in varie parti del mondo, fino addirittura in America, per partecipare stabilmente alle feste e parate più importanti di New York. Che addirittura una grande bandiera col Giglio, grande 5 metri sventolava, fino agli anni Cinquanta, sulla torre di Palazzo Vecchio”. 


 

 

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