Al Meyer i piccoli pazienti diventano stilisti: alla Ludobiblio va in scena la 'Passerella dei sogni'
La sfilata organizzata grazie alle creazioni dei giovani pazienti
venerdì 30 ottobre 2026 12:09
Una sfilata di moda con i bambini come protagonisti. È accaduto ieri nella Ludobiblio del Meyer dove HTSI, il magazine del Sole 24 ore, ha realizzato in collaborazione con la Fondazione Meyer la Passerella dei sogni, un progetto nato da un anno di laboratori creativi, ideati dal direttore scientifico Manuela Trinci insieme agli educatori e alle educatrici della LudoBiblio, con i piccoli pazienti.
Un'iniziativa che è scaturita da una domanda semplice e profonda: come si può continuare a coltivare l'immaginazione del bambino quando la quotidianità è scandita da esami, terapie e percorsi di cura della malattia?
Per un anno, nei laboratori della LudoBiblio dell'ospedale, i piccoli pazienti sono diventati stilisti. Hanno disegnato, ritagliato, cucito, incollato e immaginato. Hanno trasformato stoffe, carta, colori e materiali semplici in oggetti straordinari: scarpe capaci di far volare, mantelli dell'invisibilità, corone magiche, cappelli per allontanare i cattivi pensieri e abiti pensati per affrontare senza paura anche la vita in ospedale. Creazioni nate dalla fantasia, ma soprattutto dal desiderio di continuare a sognare.
Ieri quei sogni dalla LudoBiblio hanno preso vita in una vera sfilata. La passerella è stata progettata con la stessa cura delle grandi fashion week, ma ha avuto al centro qualcosa di ancora più prezioso: la creatività dei bambini e la loro straordinaria capacità di trasformare la realtà attraverso l’immaginazione.
“Un luogo di cura e di gioco, di diagnosi e di favole, e di un’umanità straordinaria – ha commentato la direttrice di HTSI Nicoletta Polla-Mattiot –. la prima volta che sono entrata nella Ludobiblio dell’Ospedale Meyer mi sono ritrovata a un tavolo pieno di bambini alle prese con pizzi, stoffe, bottoni, perline, a raccontare perché la moda può essere un ritrovato portentoso: veste, traveste, trasforma, aiuta a immaginarsi diversamente. Ho visto così tanta attenzione, fantasia, divertimento, manualità e vita là dove immaginavo di trovare dolore e fatica. L’idea di organizzare una vera sfilata con i manufatti dei piccoli pazienti e con l’aiuto di tutte le operatrici e gli operatori che li hanno seguiti durante i laboratori, è nata spontanea”.
“Cicatrici, punture, flebo, Tac, farmaci amari, terapie invasive e angosce profonde: come mantenere vivo il pensiero del bambino in questa realtà? Come non soccombere allo sgomento?”, ha spiegato Manuela Trinci, direttrice scientifica della Ludoblblio del Meyer. “Parlare di moda, confrontarsi con la moda, con storie fatte di stoffe e parole, assume anche il senso di confrontarsi con l’estetica, con la bellezza. Un confronto che dà luogo a quel make-believe della creazione ludica. Riattiva la fantasia intesa come spazio mentale aperto e predisposto alla ricezione: il luogo della capacità immaginativa”.
