Ingoia una pila a bottone a un anno, salvato grazie alla collaborazione tra Meyer e l'ospedale di Massa

Dopo alcuni giorni in terapia intensiva è fuori pericolo. L'appello dei medici: 'State attenti alle pile. Sono oggetti pericolosissimi'

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venerdì 16 ottobre 2026 11:14

Un bambino di appena un anno ha rischiato la vita dopo aver ingerito una pila a bottone, ma è stato salvato grazie alla collaborazione tra gli specialisti dell’AOU Meyer Irccs di Firenze e dell’Ospedale del Cuore della Monasterio di Massa. Il piccolo, residente nell’area apuana, è stato sottoposto a un intervento endoscopico urgente che ha permesso di rimuovere il corpo estraneo prima che provocasse conseguenze ancora più gravi. Dopo alcuni giorni trascorsi in terapia intensiva, il bambino è stato dichiarato fuori pericolo.

 

L’incidente è avvenuto la sera del 5 ottobre, quando il piccolo si trovava a casa. Come previsto dal percorso regionale dedicato a questo tipo di emergenze, il bambino è stato trasportato immediatamente all’Ospedale del Cuore di Massa, struttura dotata della presenza di cardiochirurghi pediatrici, fondamentali nel caso in cui la pila provochi lesioni estese fino a coinvolgere l’aorta.

 

La rete sanitaria si è attivata rapidamente. La dottoressa Sara Renzo, gastroenterologa endoscopista del Meyer, ha raggiunto Massa a bordo di un mezzo di emergenza del 118, portando con sé la strumentazione necessaria per procedere alla rimozione della pila. L’intervento è stato eseguito nel blocco operatorio dell’Ospedale del Cuore, con il supporto dei cardiochirurghi e dell’intero team specialistico della Monasterio.

 

Nonostante fossero trascorse poco più di due ore dall’ingestione, la pila aveva già provocato lesioni alle pareti dell’esofago. La tempestività dell’intervento si è rivelata determinante per evitare complicazioni potenzialmente letali. "Per fortuna non aveva ancora leso i grossi vasi, circostanza che avrebbe potuto causare una emorragia massiva. La rimozione della pila è stata dunque difficoltosa, ma possibile. Questo ha evitato l’intervento cardiochirurgico, più invasivo", spiega Sara Renzo.

 

Dopo alcuni giorni di cure intensive, le condizioni del bambino sono migliorate fino a consentire il trasferimento in reparto. Un risultato che conferma l’importanza del percorso regionale PILA, attraverso il quale le strutture sanitarie coinvolte hanno definito modalità condivise per affrontare tempestivamente le emergenze legate all’ingestione di batterie a bottone. "Ancora una volta – commenta la dottoressa Elisa Barberi, responsabile della Terapia intensiva Pediatrica e Neonatale di Monasterio – la collaborazione tra professionisti di diverse aziende, nell’ambito del percorso PILA, ha dimostrato di funzionare. È questo il risultato più importante, soprattutto nelle patologie tempo-dipendenti, in cui la tempestività degli interventi e la capacità di lavorare insieme, superando i confini organizzativi, possono fare la differenza. Il bambino ha potuto essere trasferito in reparto, con grande sollievo di tutti noi e, soprattutto, dei suoi genitori. Naturalmente, il percorso di cura e assistenza dovrà proseguire, ma questo passaggio rappresenta un risultato importante e condiviso".

 

Sull’importanza della collaborazione tra le strutture sanitarie è intervenuta anche l’assessora alla Sanità della Toscana, Monia Monni: "Ancora una volta è stato dimostrato che fare rete e fare squadra funziona ed è importante, ancor di più quando il tempo di intervento è una variabile determinante. In questo caso la rete ha visto collaborare due eccellenze di primo ordine della sanità pubblica toscana e nazionale: le professioniste e i professionisti del Meyer, l’ospedale pediatrico, e le colleghe e i colleghi dell’ospedale del cuore a Massa, di Monasterio. La strada delle sinergie e collaborazioni è una ricetta esportabile anche altrove".

 

L’ingestione di una pila a bottone è un’emergenza medica ad altissimo rischio, soprattutto nei bambini più piccoli. Quando la batteria si blocca nell’esofago, può provocare danni elettrici, meccanici e chimici alle mucose, con lesioni che possono estendersi rapidamente e raggiungere i grossi vasi sanguigni. Nei casi più gravi, il coinvolgimento dell’aorta può causare emorragie massive e mettere a rischio la vita del bambino. Anche la fuoriuscita delle sostanze contenute nella pila può aggravare ulteriormente il quadro clinico.

 

Proprio per ridurre questi rischi, la Regione Toscana ha definito un percorso standardizzato che consente di coordinare i diversi livelli dell’assistenza sanitaria e garantire un intervento rapido e uniforme, indipendentemente dal luogo in cui si verifica l’incidente. La procedura prevede il coinvolgimento tempestivo delle competenze specialistiche necessarie, con l’obiettivo di assicurare cure efficaci e limitare le possibili complicazioni.

 

Il caso del bambino salvato a Massa riporta l’attenzione su un pericolo domestico spesso sottovalutato. Nel novembre 2024, in Toscana, una bambina aveva perso la vita dopo aver ingerito una pila a bottone. Altri piccoli pazienti sono stati successivamente salvati grazie all’intervento dei sanitari. Da qui l’appello rivolto alle famiglie dai medici del Meyer e dell’Ospedale del Cuore: "State attenti alle pile. Sono oggetti pericolosissimi". Le batterie a bottone sono presenti in numerosi oggetti di uso quotidiano e possono essere facilmente ingerite dai bambini. Tenerle fuori dalla loro portata e assicurarsi che i vani delle batterie siano ben chiusi sono precauzioni fondamentali per prevenire incidenti dalle conseguenze anche drammatiche.

 

 

 
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