Spaccate a Firenze, l’indagine Confcommercio: il 56,5% delle imprese teme di subirne una

Il 38,9% degli intervistati dichiara di essere già stato colpito. La spesa media aggiuntiva per la sicurezza è di 2.864 euro per attività

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martedì 13 ottobre 2026 11:31

Il 56,5% degli imprenditori fiorentini intervistati teme di subire una spaccata nei prossimi mesi, contro una media nazionale del 49,9%. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Format Research per Confcommercio su un campione rappresentativo delle imprese italiane del commercio e dei pubblici esercizi, con un focus sulla città di Firenze.

 

Il 38,9% degli intervistati dichiara di aver subito almeno una spaccata e, tra questi, il 79,7% riferisce due o più episodi. Tra chi non è stato colpito direttamente, il 72% è a conoscenza di spaccate ai danni di altri commercianti della propria zona, rispetto al 51,7% nazionale.

 

Per il 40,5% degli operatori fiorentini le spaccate sono il reato predatorio percepito come maggiormente in aumento. Si tratta di valutazioni espresse dagli intervistati, non di dati sull’andamento delle denunce.

 

Sul fronte delle spese, il 57,7% delle imprese ha destinato risorse aggiuntive alla sicurezza, con investimenti definiti significativi nel 20,2% dei casi. Gli strumenti indicati sono soprattutto la videosorveglianza, al 78,3%, e la vigilanza privata, al 41,5%. La spesa media aggiuntiva riportata dall’indagine è di 2.864 euro per impresa. Il 92,6% dispone inoltre di una polizza che copre completamente o parzialmente i danni provocati dalle spaccate.

 

"La sicurezza è diventata una voce di costo sempre più rilevante per le attività economiche, che si sentono per certi versi sole nell’affrontare i fenomeni criminosi", sottolinea Franco Marinoni, direttore della Confcommercio fiorentina. "Tutti, e noi di Confcommercio per primi, apprezziamo l’operato straordinario delle forze dell’ordine, ma la sensazione d’impotenza è forte, di fronte a certe maglie troppo larghe della giustizia. Inquietante il dato relativo alla reiterazione del reato: tra le imprese che hanno subito una spaccata, quasi otto su dieci ne hanno subita più di una. E non vanno dimenticati gli effetti psicologici di questa situazione, che logora sia i titolari sia i loro dipendenti, ma anche tutti i residenti, abbassando la qualità di vita dei quartieri".

 

"Personalmente ho subito ben ventidue spaccate in trenta anni di lavoro", dichiara Aldo Cursano, presidente della Confcommercio fiorentina. "Ma al di là dei fatti personali, la preoccupazione mia e dei miei colleghi imprenditori non riguarda soltanto il rischio di subire un furto o un danneggiamento, ma si intreccia con il tema più ampio della vivibilità dei nostri quartieri: li vediamo sempre più fragili e insicuri, una sensazione che non fa bene a nessuno, tanto meno all’economia, ed è aumentata molto nel periodo post Covid".

 

L’indagine rileva anche che il 54,8% degli imprenditori fiorentini è preoccupato dalla presenza delle baby gang, mentre circa quattro su dieci esprimono preoccupazione per la cosiddetta "mala movida", soprattutto in relazione a vandalismo e spaccate.

 

Tra le richieste, il 93,3% è favorevole a un aumento dei sistemi di sicurezza e il 92,4% chiede maggiori presidi sul territorio. La videosorveglianza è indicata tra le misure più efficaci dal 49,9% delle imprese, una maggiore presenza delle forze dell’ordine dal 45,2%.

 

"Serve una strategia che metta insieme prevenzione, videosorveglianza, presidio del territorio e collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e mondo delle imprese", concludono Cursano e Marinoni. "La sicurezza non può essere considerata un costo che ricade soltanto sul singolo commerciante: è una condizione necessaria per mantenere vivi i negozi, i pubblici esercizi e i quartieri della città".

 

Immagine di repertorio


 

 
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