Tramvia, il parere dell'Ordine degli Ingegneri di Firenze: 'Bilancio ambientale dell'opera è positivo'
Corsi: 'Comprensibili le preoccupazioni dei cittadini, ma occorre considerare nuovi alberi e benefici della riduzione delle emissioni'
sabato 10 ottobre 2026 15:59
“La realizzazione di una nuova linea tramviaria richiede una valutazione ambientale che tenga insieme più fattori: le trasformazioni del patrimonio arboreo, le nuove piantumazioni e la riduzione delle emissioni legata a una mobilità meno dipendente dall’automobile privata. In questo senso, le esperienze delle linee già realizzate a Firenze portano a dire che, a livello tecnico, il bilancio dell’opera è positivo”.
A dirlo è Stefano Corsi, coordinatore della Commissione Ambiente ed Energia dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze, a proposito della linea tranviaria in costruzione verso Bagno a Ripoli e di quella verso Rovezzano, che sarà presto cantierata.
Ieri la manifestazione cittadina nel Quartiere 2 contro il taglio degli alberi previsto per la linea Libertà-Rovezzano (in foto). “Le preoccupazioni dei cittadini per il taglio degli alberi sono comprensibili e rappresentano anche un segnale positivo, perché manifestano la crescente attenzione verso la tutela del verde – spiega Corsi –. Dal punto di vista tecnico, però, è importante valutare l’intervento nel suo insieme, considerando sia le conseguenze della rimozione degli alberi lungo i tracciati sia le misure previste per rinnovare e mantenere il patrimonio arboreo”.
“Le nuove piantumazioni sono importanti, così come lo sono la scelta delle specie, la loro collocazione e la manutenzione necessaria a garantirne la crescita. Gli alberi giovani non possono svolgere immediatamente tutte le funzioni ambientali degli esemplari adulti: per questo la progettazione del verde deve essere accompagnata da interventi adeguati nel tempo. Il numero delle nuove alberature è dunque un indicatore significativo - sottolinea il coordinatore della commissione dell’Ordine - ma non l’unico parametro da considerare”.
“Bisogna poi valutare il contributo che la tramvia può dare alla riduzione del traffico privato e delle emissioni di CO₂. Se una parte degli spostamenti oggi effettuati in automobile passerà al trasporto pubblico - prosegue Corsi - il beneficio ambientale potrà essere rilevante e protrarsi negli anni. Una minore pressione del traffico potrà inoltre consentire, nel tempo, di ripensare alcuni spazi urbani, recuperando superfici oggi destinate alla circolazione e alla sosta delle auto per restituirle, dove possibile, al verde e alla vivibilità dei quartieri".
“Certo che la tramvia, da sola, non basta: occorre che il Comune accompagni il potenziamento del trasporto pubblico con scelte urbanistiche coerenti, capaci di valorizzare gli spazi liberati e incrementare la presenza di verde. È in questa integrazione tra mobilità sostenibile e qualità urbana che si può costruire un beneficio ambientale duraturo”, conclude Corsi.
