Scuola, il monito degli psicologi: 'Il ritorno in classe non è uguale per tutti. Ripartire dall'ascolto'
La presidente dell’Ordine Psicologi Toscana Gulino: 'La psicologia non può entrare nella scuola quando il disagio è già diventato evidente'
martedì 15 settembre 2026 12:46
“Il ritorno a scuola non è uguale per tutti. Bambine, bambini, ragazze e ragazzi rientrano in classe portando con sé esperienze, emozioni e aspettative differenti. Per questo la ripartenza non può esaurirsi negli obiettivi didattici, ma deve lasciare spazio all’ascolto, alla curiosità dell’incontro e alla costruzione delle relazioni. Prima ancora di essere alunni e studenti, i ragazzi sono persone: riconoscere come stanno è una condizione essenziale per accompagnarli anche nell’apprendimento”. A dichiararlo è Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, nel giorno della riapertura delle scuole toscane.
“Per alcuni tornare sui banchi significa ritrovare amici e insegnanti, per altri affrontare una nuova scuola, una nuova classe o uno dei passaggi importanti della crescita. Altri ancora rientrano portando con sé inquietudini e fragilità che non sempre riescono a esprimere. Agli adulti spetta saper osservare e ascoltare, cogliendo anche ciò che può emergere attraverso un silenzio, un cambiamento, una richiesta non esplicita”.
“Anche ricostruire il gruppo classe richiede tempo e attenzione. La classe è una piccola comunità e la qualità delle relazioni tra coetanei e con gli insegnanti incide sul benessere e sulla capacità di apprendere. Accogliersi, conoscersi, ritrovare le regole dello stare insieme e costruire un clima di fiducia non sono attività accessorie alla didattica: ne sono parte integrante e rappresentano una concreta azione di prevenzione”.
"La psicologia non può entrare nella scuola quando il disagio è già diventato evidente. Prevenire significa esserci prima. Significa promuovere salute, riconoscere precocemente i segnali di fragilità e offrire un riferimento competente a studenti, famiglie e personale scolastico. Per questo occorre arrivare a una presenza stabile e organica della psicologia nel sistema scolastico, superando la frammentarietà degli interventi occasionali e le differenze legate alle risorse dei singoli istituti”.
“In questa prospettiva AscoltaMI, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, rappresenta una prima importante iniziativa nazionale. Aver messo a disposizione di una fascia di studenti un accesso gratuito e qualificato alla consulenza psicologica significa riconoscere che le fragilità vanno incontrate nei luoghi in cui i ragazzi vivono e crescono, possibilmente prima che si trasformino in sofferenze più complesse. È un’esperienza da monitorare, consolidare e sviluppare, anche perché introduce un principio rilevante: la dimensione psicologica non è estranea alla missione educativa della scuola, ma concorre alle condizioni che rendono possibile apprendere, partecipare e costruire relazioni” continua Gulino.
“Ansia, isolamento, difficoltà nelle relazioni tra pari, dipendenze, bullismo e cyberbullismo, uso problematico dei social raccontano la complessità che attraversa oggi l’esperienza di molti giovani. Non possiamo aspettare che una fragilità diventi sofferenza conclamata prima di intervenire. La prevenzione comincia dalla capacità di riconoscere i segnali e dalla possibilità, per ogni ragazzo, di trovare un luogo e una persona competente a cui rivolgersi. Chiedere aiuto deve diventare un gesto possibile e libero dallo stigma”.
“È su questa strada che dobbiamo proseguire – conclude Gulino – facendo crescere l’esperienza avviata con AscoltaMI e costruendo una presenza della psicologia nella scuola sempre più stabile e integrata. Nessuna istituzione, da sola, può rispondere alla complessità che attraversa oggi la crescita. Scuola, famiglie, psicologi e servizi territoriali devono poter comporre una rete capace di dialogare e di assumersi responsabilità diverse e complementari".
“La scuola è uno dei luoghi in cui si impara a stare con gli altri e, progressivamente, a diventare se stessi. Prendersi cura di questo spazio di vita significa investire anche nella qualità del futuro che stiamo costruendo”.
