Evaso dalla Questura di Prato e catturato a Barcellona: condannato a cinque anni
La sentenza di primo grado riguarda la fuga del luglio 2025 e reati legati agli stupefacenti. Condannato anche il coniuge
lunedì 14 settembre 2026 19:16
Il Tribunale di Prato ha condannato un uomo a cinque anni di reclusione e a una multa di 20mila euro per l’evasione dalla Questura avvenuta l’11 luglio 2025 e per acquisto e detenzione di sostanze stupefacenti. La sentenza è arrivata al termine di un processo con rito abbreviato.
Nello stesso procedimento il coniuge è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione e a una multa superiore a 11mila euro. L’uomo aveva già ricevuto, pochi mesi prima e sempre dal Tribunale di Prato, un’ulteriore condanna a tre anni e sei mesi per altri reati legati agli stupefacenti.
A comunicarlo è la Procura della Repubblica di Prato, ricostruendo anche le indagini che portarono alla cattura dell’evaso a Barcellona il 1° settembre 2025, dopo circa due mesi di ricerche.
L’uomo era stato rintracciato il 10 luglio 2025 all’interno di un appartamento di Prato e arrestato insieme al coniuge in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. Durante la perquisizione, secondo quanto riferito dalla Procura, furono trovati circa mezzo chilo di droghe sintetiche e cocaina, 4mila euro in contanti e un passaporto taiwanese con un falso timbro d’ingresso nell’area Schengen.
Il giorno successivo, mentre si trovava negli uffici della Questura di Prato, l’uomo riuscì a liberarsi e a fuggire. Nei suoi confronti furono successivamente emessi due mandati di arresto europei dall’autorità giudiziaria pratese.
Le indagini hanno ricostruito un percorso attraverso diversi Paesi. Dopo avere lasciato l’Italia, il ricercato si sarebbe spostato prima in Belgio e poi in Spagna, tornando successivamente in Belgio. Avrebbe quindi raggiunto nuovamente la Spagna, si sarebbe diretto in Francia, tra Perpignano e Le Boulou, per poi rientrare a Barcellona.
Secondo la ricostruzione della Procura, gli spostamenti sarebbero stati resi possibili da una rete di persone che gli avrebbe fornito alloggi, denaro, telefoni e documenti. Le posizioni di coloro che potrebbero averlo aiutato sono ancora al vaglio degli inquirenti.
Per individuare l’evaso sono stati analizzati contatti telefonici, tabulati e celle agganciate da un’utenza italiana ricevuta poco dopo la fuga. Un passaggio decisivo sarebbe stato il riconoscimento dell’uomo all’aeroporto di Bruxelles-Zaventem, mentre il 12 agosto 2025 si imbarcava su un volo diretto a Barcellona.
Dalla verifica della lista dei passeggeri sarebbe emerso che viaggiava con un’identità diversa e utilizzando documenti falsi. I successivi accertamenti sul telefono hanno permesso di restringere l’area delle ricerche a una zona del quartiere di Sants, dove è stato arrestato dalla Polizia nazionale spagnola.
Alle indagini, coordinate dalla Procura di Prato, hanno lavorato la Squadra mobile e il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, con il supporto della sezione fiorentina del Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata. La ricerca si è svolta attraverso gli strumenti europei di cooperazione giudiziaria e di polizia, con il coinvolgimento delle autorità belghe e spagnole e il coordinamento di Eurojust.
La Procura attribuisce all’uomo un ruolo di rilievo nella distribuzione di droghe sintetiche tra Prato e Milano. Dagli accertamenti sui suoi telefoni sarebbero inoltre emersi contatti relativi alla vendita di documenti contraffatti e di beni di provenienza illecita. Si tratta di elementi della ricostruzione accusatoria, da distinguere dai fatti oggetto delle condanne già pronunciate.
In un precedente controllo, risalente al febbraio 2024, l’uomo era stato trovato in possesso, secondo gli investigatori, di metanfetamina, una pistola semiautomatica con cinque cartucce, diversi coltelli e alcuni strumenti da scasso.
Le condanne sono state pronunciate in primo grado e potranno essere sottoposte al vaglio dei successivi gradi di giudizio. Gli imputati potranno essere considerati definitivamente colpevoli soltanto in presenza di una sentenza passata in giudicato.
