Social housing, Funaro e Vicini a Barcellona visitano due progetti di edilizia residenziale pubblica

La sindaca: 'Abbiamo voluto osservare due soluzioni abitative innovative per arricchire il nostro background'

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martedì 31 marzo 2026 20:04

Si è svolta nel pomeriggio di oggi, nel quartiere del Raval (Ciutat Vella) a Barcellona, una visita istituzionale a due significativi interventi di edilizia residenziale pubblica.

 

La delegazione composta dalla sindaca Sara Funaro e dell’assessore al Turismo Jacopo Vicini ha visitato il progetto di riabilitazione di Carrer de l’Hospital 116, che ha interessato un edificio in condizioni di forte degrado, oggetto di un intervento complessivo di recupero strutturale e funzionale. L’operazione ha consentito la realizzazione di 17 alloggi a canone calmierato, destinati prevalentemente a giovani, oltre a uno spazio commerciale. 

 

Successivamente, la visita è proseguita presso Carrer de Botella, dove è stato portato a termine il restauro di un edificio tutelato del XVII secolo. L’intervento ha previsto un’importante opera di consolidamento strutturale e il recupero degli elementi architettonici originari, tra cui gli sgraffiti barocchi della facciata. Il complesso ospita oggi 11 abitazioni, 4 monolocali e 2 unità commerciali. La visita è stata guidata dai responsabili tecnici dell’Istituto Municipale per l’Abitazione e dai progettisti coinvolti negli interventi.

 

“Abbiamo voluto osservare due soluzioni abitative innovative per arricchire il nostro background - ha spiegato la sindaca Funaro -. Anche a Firenze, come qui a Barcellona, stiamo dando risposte attraverso l’edilizia residenziale sociale. L’amministrazione, anche in questo caso, ha scelto di sopperire alle non risposte del governo. La scelta di sottoscrivere un patto con Bei per creare, nel tempo, un meccanismo sostenibile che permetta di contrarre mutui per aumentare l’offerta di alloggi di edilizia residenziale sociale e reinvestire le monetizzazioni per dare alloggi in affitto a canone calmierato a chi è escluso dall’edilizia residenziale pubblica è l’esempio pratico di come stiamo lavorando per risolvere i problemi”.

 

La delegazione, poi, ha visitato con l’urbanista Salvador Rueda il ‘superilles’, superisolato, della parte medievale della città, nel quartiere di Santa Maria del Mare, dopo aver apprezzato la rivoluzione della zona di ‘Gracia’, il quartiere di Barcellona che si trova sopra la Sagrada Familia. Qui, alcune strade sono state completamente pedonalizzate, altre sono state portate al livello del marciapiede mentre in altre è stato abbassato il limite di velocità. Uno studio applicato a questa zona della città catalana sostiene che con questi interventi gli spostamenti a piedi nel quartiere sono aumentati del 10%, quelli in bicicletta del 30%, mentre il traffico di auto nelle strade interne è diminuito del 26%.  

 

“Barcellona dimostra che ci sono vari modi di pensare le rigenerazioni urbane a partire dall’implementazione del verde in zone dove non esistevano e all’utilizzo degli spazi come luogo di socialità, - ha continuato Funaro -. A Firenze stiamo portando avanti il nostro Piano del verde, dimostrando che è possibile realizzare un cambiamento. Abbiamo intenzione di studiare interventi di rigenerazione urbana che diano sempre più spazio al verde in zone carenti in città. Lavoreremo per costruire una Firenze ancora più verde che tenda a migliorare la qualità della vita dei residenti e che permetta di affrontare le sfide ambientali dei prossimi anni”.

 

Nella mattinata, invece, il gruppo, insieme al presidente della Camera di Commercio Massimo Manetti e alla manager del Mercato centrale di San Lorenzo Linda Papi, è stato accolto allo storico Mercat de la Boqueria, il più famoso e grande di Spagna, inaugurato nel 1836. Qui si è visitato anche il nuovo polo logistico sotterraneo che ha portato a una riqualificazione generale dello spazio di superficie.

 

“Firenze e Barcellona stanno affrontando una sfida decisiva: mantenere viva la propria identità commerciale in un contesto di forte pressione turistica e trasformazione economica - ha spiegato l’assessore Vicini -. Luoghi come la La Boqueria, così come il Mercato Centrale, non sono semplici spazi di vendita, ma presìdi culturali e sociali, dove si costruisce quotidianamente il rapporto tra residenti, lavoro e territorio. Il rischio non è solo la perdita di autenticità, ma anche l’omologazione dell’offerta, che finisce per indebolire proprio ciò che rende queste città uniche. Per questo è fondamentale lavorare su politiche che favoriscano la qualità, sostengano il commercio di prossimità e regolino in modo equilibrato i flussi turistici. Lo scambio tra città non è solo utile: è necessario. Perché le sfide sono sempre più simili, e le risposte più efficaci nascono dalla condivisione di esperienze concrete. La direzione è chiara: città vive, non vetrine; economie locali forti, non dipendenti; turismo sostenibile, non invasivo”.

 

 

 
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