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Aggressione Michelangiolo, Mattarella: 'Comportamenti positivi vera diga contro la violenza'

Il Presidente ha citato l'accaduto al Quirinale. E il ministro Valditara torna sulla questione della lettera della dirigente Savino

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venerdì 24 febbraio 2023 14:07

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato di quanto accaduto davanti al liceo Michelangiolo sabato mattina.

 

Il Presidente ha citato il fatto questa mattina al Quirinale, durante la cerimonia di consegna degli Attestati d’onore di “Alfiere della Repubblica” conferiti nell'anno 2022 a ragazze e ragazzi che rappresentano modelli positivi di cittadinanza.

 

"La pace richiede una grande opera per conseguirla, ripristinarla, consolidarla. Ma la pace non è soltanto frutto degli accordi tra governi, la pace è anche frutto dei sentimenti dei popoli, di come all’interno di essi si vive e ci si esprime. Per questo quanto avete fatto è importante e anche quanto fanno, come voi, tante ragazze e tanti ragazzi in Italia, così come altrove in altri Paesi, praticando solidarietà, impegno comune, facendosi carico di problemi generali, capendo che non si vive da soli, ma si va insieme agli altri e ci si realizza insieme agli altri", ha detto Mattarella.

 

"Tutto questo è un antidoto anche contro la violenza, e anche di questo vi ringrazio. Perché indica un modello di vita che si contrappone a quello di prepotenza, sopraffazione, violenza. La vediamo purtroppo sovente: violenza nelle famiglie, violenza nelle abitazioni, violenza contro le donne, violenza in tante circostanze per strada, e in tante altre circostanze, addirittura nei giorni scorsi davanti a una scuola contro ragazzi. Vi sono episodi di violenza contro i quali però la vera diga è fatta naturalmente dagli interventi delle pubbliche autorità, ma è fatta in maniera prevalente soprattutto dai comportamenti positivi che nella società si realizzano, vengono fuori, si manifestano".

 

"Il nostro è un Paese che ha sempre coltivato la civiltà della condizione umana. E questo è quello che vi ha spinto. Forse nel fare alcune azioni non ve ne siete resi conto pienamente, ed è bene restiate sempre semplici come siete".


Sulla questione è tornato oggi Giuseppe Valditara, Ministro dell'Istruzione e del Merito, che ieri aveva criticato la lettera che Annalisa Savino, Dirigente Scolastica del liceo scientifico Leonardo da Vinci, aveva indirizzato ai suoi studenti, lettera dove si ricordava: “Il fascismo in Italia non è nato con le grandi adunate da migliaia di persone. E’ nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a sé stessa da passanti indifferenti”.

 

Il Ministro oggi su Twitter ha pubblicato il video della sua intervista di ieri a Mattino 5, negando di aver annunciato sanzioni nei confronti della dirigente scolastica. "Sono state dette tante cose, queste le mie parole. Ho annunziato sanzioni? No", ha scritto il Ministro, che aveva definito la lettera "del tutto impropria, mi è dispiaciuto leggerla perché non compete ad una preside nelle sue funzioni di lanciare messaggi di questo tipo. E perché il contenuto non ha nulla a che vedere con la realtà dei fatti. In Italia non c'è nessun pericolo fascista, non c'è alcuna deriva violenta o autoritaria. E voglio aggiungere che difendere le frontiere e ricordare il proprio passato o l'identità di un popolo non ha nulla a che vedere con il fascismo o peggio con il nazismo. Inviterei la preside a riflettere meglio sul passato e sul presente".

 
"Io non voglio creare martiri e non voglio dare l'occasione ad iniziative del tutto improprie, vanno giudicate per quelle che sono: iniziative strumentali che esprimono una politicizzazione che auspico non abbia più un suo ruolo all'interno delle scuole italiane. Se questo atteggiamento dovesse persistere o ci dovesse essere un comportamento che vada al di là dei ruoli istituzionali, vedremo se sarà necessario prendere delle misure. Ad ora non è necessario intervenire. Io francamente di queste lettere non so che farmene, sono lettere ridicole. È ridicolo pensare che in Italia ci sia un pericolo fascismo. Vanno prese come atto demagogico di pura propaganda", aveva aggiunto il Ministro.

 

Parole che avevano suscitato molte polemiche, con dure reazioni da più parti, a cominciare dal sindaco Dario Nardella. "Dopo il pestaggio di sabato mattina di due studenti del liceo Michelangiolo ci aspettavamo che il Ministro venisse a Firenze a parlare con gli studenti, o almeno condannasse l'evento. Invece stamattina ha offeso la dirigente del liceo Da Vinci che ha sollevato con rispetto un dibattito su quello che è successo", ha commentato ieri il sindaco sui social. "Le parole offensive, oltraggiose dell'autonomia scolastica del Ministro sono inaccettabili per la nostra città e per la comunità scolastica. Il Ministro si scusi o si dimetta".

 

 

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