Firenze, presentato l'Atlante delle guerre: metà della popolazione mondiale coinvolta in conflitti
La XIV edizione del volume. Diop: 'Nei prossimi mesi gli Stati generali della Toscana per la pace”
mercoledì 11 marzo 2026 17:30
Trentadue guerre attive e 22 aree di crisi, metà della popolazione mondiale coinvolta in un conflitto o minacciata da tensioni armate: è la cruda realtà dei fatti restituita dalla XIV edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo.
Il volume, ideato e curato dai giornalisti dell’Associazione 46° Parallelo ETS, è stato presentato questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati. La presentazione – avvenuta mentre è in corso l’offensiva di Usa e Israele contro l’Iran - è stata l’occasione di un confronto sui temi della pace a cui hanno partecipato, tra gli altri, il direttore dell’Atlante Raffaele Crocco, il portavoce di Amnesty International Riccardo Noury e la vicepresidente Mia Diop, che assieme al presidente Giani firma il testo di saluti in apertura della pubblicazione.
La nuova edizione dell’Atlante – 272 pagine, con grandi foto – ha una veste grafica rinnovata, ma per raccontare la guerra punto di vista e stile restano identici agli anni passati. Ogni conflitto è analizzato mettendo al centro le vittime. La formula è quella che sin dal 2009, anno della prima edizione, ha caratterizzato l’Atlante: grandi reportages, analisi delle cause delle guerre e, soprattutto, le schede conflitto, che inquadrano storia e attualità delle guerre in corso nel Mondo, incluse le più recenti, come la crisi in Venezuela e quella che sta interessando l’intero scacchiere mediorientale. L’Atlante infatti non racconta le guerre con lo sguardo della geopolitica, ma ne spiega le ragioni, le cause immediate e quelle occulte e le loro conseguenze anche nel futuro.
Come di consueto il mondo è rappresentato attraverso le carte di Peters, per superare l’eurocentrismo del passato. L’ordine dei Paesi è rigorosamente alfabetico, per evitare scelte politiche e autoreferenziali. L’approccio è quello critico, ovvero radicale alle cause dei conflitti: l’assenza di diritti umani, l’insostenibile sfruttamento delle risorse, la presenza di profonde disuguaglianze sociali, la pervasività degli interessi dell’industria delle armi.
“Nei prossimi mesi inizierà un percorso aperto e partecipativo, gli stati generali della pace, che porteremo nei territori toscani”. Lo ha annunciato la vicepresidente Mia Diop in occasione della presentazione dell’Atlante. “Siamo convinti che la pace si debba costruire con la comunità, la cultura e la consapevolezza e anche con politiche pubbliche che la sostengano”, ha detto Diop spiegando gli obiettivi degli Stati generali. “Sarà un percorso collegiale e collettivo - ha aggiunto - che farà lavorare in sinergia le istituzioni in stretto rapporto con le scuole, le università e la società civile, perché crediamo che per costruire una cultura di pace si debba partire dal basso”.
“La guerra ha ripreso centralità”, ma “esiste un'altra realtà a quella della guerra, ovvero quella che stiamo manifestando anche qui stamattina, tante persone che nella pace credono, che la vogliano e anche silenziosamente ogni giorno lottano per questo”, ha osservato in Sala delle Esposizioni davanti a un pubblico di cittadini e rappresentanti del mondo dell’associazionismo e della cooperazione.
“La Regione Toscana ha una storia di diritti, di pace, di cooperazione internazionale e quello che vogliamo fare noi oggi e in generale in questo mandato, è dare continuità a questa tradizione”, ha sottolineato Diop, che ha fatto notare come anche la presentazione dell’Atlante costituisca una tappa di questo percorso. L’Atlante “è uno strumento di analisi proprio che ci può aiutare a comprendere, a capire e a leggere il mondo in cui viviamo e di conseguenza anche a saperci dotare delle azioni politiche e delle misure necessarie attraverso una lente frutto del lavoro costruito da giornalisti con grande serietà, dedizione e soprattutto con grande attenzione verso le persone e i territori”, ha concluso la vicepresidente.
Nel corso della tavola rotonda di presentazione della quattordicesima edizione del volume, Raffaele Crocco ha messo in evidenza il significato del lavoro alla base dell’Atlante: ”Rovesciare il racconto per riaffermare che la normalità è la pace, non la guerra come vorrebbero far crederci”. “Oggi le guerre, che coinvolgono miliardi di persone in 54 paesi, non colpiscono più solo gli eserciti, anzi paradossalmente si è quasi più sicuri se si ha una divisa addosso, colpiscono i civili e quindi è una situazione davvero difficile da controllare”.
“E’ difficile – ha proseguito - capire se stiamo vivendo una terza guerra mondiale, certamente è una ridefinizione completa degli equilibri per come li conoscevamo ed è complesso immaginare dove andremo a finire. Il diritto internazionale ormai è morto, è stato ucciso in Ucraina, a Gaza, oggi nella guerra fra Iran e Israele. Ormai sta vincendo la legge del più forte ed è questa che dobbiamo fermare”.
