Firenze, Cna: 'Le micro imprese non trovano personale: l'87% non riesce ad assumere'

Difficoltà a trovare personale anche a Firenze

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giovedì 09 settembre 2021 11:55

"Anche le piccole imprese della Città Metropolitana di Firenze sono in cerca di personale, ma come nel resto d’Italia, faticano a reperire le figure professionali necessarie all’attività aziendale".

 

E' quanto evidenzia CNA Firenze Metropolitana che, prima delle vacanze estive, ha lanciato un sondaggio tra le imprese locali che cerano personale: degli intervistati (250 imprese) solo il 13% è riuscita ad assumere e, ad oggi, l’87% è ancora alle ricerca di candidati con profili professionali adeguati, secondo i dati riportati da Cna. 

 

"Posizioni stabili (il 45% delle offerte è a tempo indeterminato, il 41% determinato e il 14% in apprendistato) offerte, a partire da settembre, da tutti i comparti dell’artigianato (con prevalenza del 21% dell’impiantistica, del 16% delle costruzioni, del 12% della produzione, dell’11% dell’autoriparazione, del 9,5% di parrucchiere e estetiste e trasporti), cadute però nel vuoto".

 

"Perché? Il 35% degli intervistati dichiara che i candidati non erano preparati per la mansione richiesta, mentre il 27% non ha addirittura ricevuto candidature. Un 3% rimanda alla poca efficienza di Centri per l’impiego e agenzie interinali, un altro 3% alla tipologia di mansioni offerte (il 78% degli intervistati è in cerca di operai, tra comuni, qualificati e specializzati, il 19% di apprendisti e il 3% di impiegati) e un altro 3% agli ammortizzatori sociali, come cassa integrazione e reddito di cittadinanza, che renderebbero meno appealing il lavoro", si legge nella nota di Cna.

 

“Le micro imprese ancora una volta hanno retto ma adesso che pensano al rilancio s’imbattono in difficoltà che, principalmente, derivano dal disallineamento tra la domanda e l’offerta formativa – commenta Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana – Non riescono a trovare personale qualificato e il ricorso ai centri per l’impiego è quasi inesistente. Sarà quindi necessario riorganizzare le strutture dedicate al collocamento e adattare i percorsi formativi alle esigenze del sistema produttivo, soprattutto di artigiani e piccole imprese”.

 

“Dalla indagine emerge infatti un quadro inquietante anche se non nuovo: il nostro Paese non ha un sistema in grado di coniugare domanda e offerta di lavoro”, continua CNA. Tant’è che il 41,1% delle imprese ammette di cercare il personale prevalentemente tramite il cosiddetto passaparola. Una quota quasi doppia rispetto a quella delle imprese che si rivolgono alle agenzie interinali e di ricerca/selezione del personale, che si ferma al 21,5%. Il 16,6% del campione si indirizza a scuole e/o a istituti di formazione. L’11% si affida ai mezzi di comunicazione specializzati. E appena il 3,8% ricorre ai centri per l’impiego. A riprova del fatto che il canale pubblico riesce solo per una esigua parte a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

 

“L’annunciata riforma delle politiche attive del lavoro non potrà esimersi dall’affrontare la questione della riorganizzazione delle strutture dedicate al collocamento né dall’adattare i percorsi formativi alle esigenze del mondo produttivo. Un obiettivo indispensabile per consentire all’Italia di agganciare i nuovi driver dello sviluppo che richiedono competenze adeguate” spiega Massimo Lapini, responsabile Risorse Umane di CNA.

 

 

 

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