Firenze, Porta Romana e Porta al Prato si illuminano di lilla per accendere i riflettori sui disturbi alimentari
Domenica 15 marzo nella Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla
sabato 14 marzo 2026 19:08
A Firenze Porta Romana e Porta al Prato si coloreranno di lilla per accendere i riflettori sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Lo faranno domenica 15 marzo, in occasione della XV edizione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, nata per volontà di un babbo, Stefano Tavilla, che ha perso la figlia diciasettenne affetta dal disturbo mentre era in lista di attesa per le cure, proprio come momento di sensibilizzazione e di presa di coscienza collettiva su queste tematiche. La speciale illuminazione è a cura di Firenze Smart.
La richiesta arriva dall’associazione Conversando odv, composta da un gruppo di genitori, che hanno vissuto l’esperienza in famiglia di ragazze affette dai disturbi alimentari e si riuniscono ogni quindici giorni per accogliere altri familiari che necessitano di sostegno, per dare loro aiuto attraverso la condivisione dell’esperienza.
"Anche quest’anno aderiamo con convinzione alla Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla. - ha detto l'assessore a Welfare Nicola Paulesu – Siamo a fianco delle famiglie e di tutte le realtà che portano avanti ogni giorno un lavoro importante di supporto e prevenzione. Parliamo di disturbi che sono sempre più frequenti in particolare tra le giovani generazioni e su cui quindi è importante tenere alta l’attenzione”.
Quando il cibo diventa un nemico invisibile, la sofferenza non si riversa solo nel corpo ma anche nell’anima. È un male subdolo, talvolta silenzioso, che colpisce giovanissimi e non solo, spiega l'Asl Toscana Centro. Sono i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, patologie caratterizzate da una grave alterazione delle abitudini alimentari. Nel 2025 si è registrato un aumento delle prime visite al Servizio DAN (Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione) dell’Asl Toscana centro: 670 quelle effettuate nell’ultimo anno, 100 in più rispetto al 2024 e 150 in più rispetto al 2023. Nel 2025 il 53,8% dei nuovi accessi proveniva dall’area fiorentina, il 19,2% dall’Empolese Valdelsa, il 10,9% da Prato e il 10,3% da Pistoia, mentre il 3,7% dei pazienti proveniva da territori fuori dall’Asl e il 2,1% da altre regioni. In totale sono oltre mille le persone prese in carico dai servizi dell’Asl.
“Se i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione hanno visto un progressivo aumento a partire dal periodo pandemico del 2020 - sottolinea Stefano Lucarelli, direttore dell’UFC Disturbi dell’Alimentazione dell’Asl Toscana centro - è cresciuta parallelamente anche la capacità del sistema sanitario di intercettare nuovi casi, anche grazie alla sensibilità dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e alla diffusione dei Punti di ascolto sul territorio dell’Asl Toscana centro”.
Il Servizio DAN dell’Asl Toscana Centro è attivo su tre sedi: all’ospedale Piero Palagi di Firenze, alla Casa della Comunità Gino Strada di Empoli e alla Casa della Salute Prato Est. Si tratta di ambulatori specialistici di secondo livello nei quali opera un’equipe multidisciplinare integrata, composta da psichiatri e neuropsichiatri infantili (nel caso di minori), psicologi, dietisti, infermieri, oss, educatori, che garantisce continuità nel percorso di cura.
Nella sede di Firenze, nei casi in cui sia necessario un livello più elevato di assistenza, è possibile accedere al Centro Diurno o al Day Service, anche con l’utilizzo di terapia enterale tramite sondino naso-gastrico e con interventi di tipo riabilitativo. Nelle sedi di Empoli e Firenze e nella nuova sede di Pistoia, situata presso l’ex ospedale Il Ceppo, è inoltre possibile accedere direttamente ai Punti di ascolto, senza appuntamento e senza impegnativa, anche semplicemente per ricevere informazioni o un primo orientamento. A Empoli, per le situazioni di estrema gravità clinica, è possibile il ricovero presso l' SPDC dell’ospedale San Giuseppe, mentre per i minori il riferimento è l’ospedale Meyer.
“Nelle fasce d’età preadolescenziali si osservano spesso disturbi di tipo ARFID (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder), che si manifestano con un’estrema selettività alimentare – spiega il dottor Lucarelli - In adolescenti e giovani donne la diagnosi più frequente rientra nei disturbi restrittivi come l’anoressia nervosa, mentre nelle fasce d’età intorno ai 25-30 anni si riscontrano prevalentemente casi di bulimia. Nelle persone oltre i 50 anni la diagnosi più comune è il Binge Eating Disorder, ossia il disturbo da alimentazione incontrollata. Il rapporto tra maschi e femmine è circa uno a dieci, anche se negli ultimi anni si registra un leggero aumento dei casi tra i maschi”.
L’UFC Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione opera secondo un modello che prevede la presa in carico multidisciplinare del paziente, con l’identificazione di un case manager che coordina l’intervento dei diversi professionisti coinvolti nel percorso di cura. Il trattamento dei disturbi alimentari non può essere realizzato con prestazioni occasionali o interventi frammentari, ma richiede un programma terapeutico-riabilitativo strutturato e prolungato nel tempo. Il percorso garantisce continuità terapeutica, con il paziente seguito dallo stesso gruppo curante, ed è modulato su diversi livelli di intensità assistenziale in relazione allo stato psicopatologico e ai bisogni della persona. Nella rete assistenziale sono coinvolti anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, oltre agli operatori dei servizi sociali e alle agenzie educative.
“La presa in cura delle persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione deve essere personalizzata e attenta ai bisogni, alla gravità clinica e al contesto di vita della persona - sottolinea Giuseppe Cardamone, direttore del Dipartimento Salute mentale e dipendenze dell’Asl Toscana centro - È fondamentale non spegnere i riflettori su questo tema, perché la diagnosi precoce e l’accesso tempestivo ai servizi possono fare la differenza nel percorso di cura. Continuare a promuovere informazione e sensibilizzazione è essenziale per intercettare precocemente i disturbi del comportamento alimentare e offrire alle persone e alle famiglie un supporto adeguato”.
Le prime visite possono essere prenotate telefonicamente tramite CUP al numero 055 545454 esclusivamente con impegnativa del medico curante con codice W94001 (“Visita per disturbi alimentari”), oppure inviando una mail all’indirizzo disturbi.alimentari@uslcentro.toscana.it allegando il modulo di richiesta di prima visita disponibile sul sito dell’Asl Toscana centro (https://www.uslcentro.toscana.it/modalita-di-accesso-e-prenotazione/come-accedere-e-prenotare-ufda).
Il paziente sarà valutato da uno psichiatra o, nel caso di minori, da un neuropsichiatra infantile. Successivamente verranno programmati ulteriori appuntamenti per la fase di valutazione diagnostica, che può includere valutazione dietetica, somministrazione di test e colloqui psicologici di approfondimento con il paziente e, quando necessario, con i familiari. La fase di valutazione si conclude generalmente nell’arco di un mese. Al termine il paziente viene rivalutato e, nel caso in cui venga diagnosticato un disturbo alimentare, viene proposto un percorso di cura personalizzato.
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