Firenze, le sculture di Staccioli in mostra nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio

L’esposizione sarà visitabile in orario 10-18.30, con ingresso libero

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lunedì 12 luglio 2021 16:03

Bonzi e ceramiche di Paolo Staccioli, soprattutto raffiguranti guerrieri e cavalli, esposti fino al 5 agosto in Sala d’Arme a Palazzo Vecchio. La mostra, copromossa dal Comune e dall’Associazione Giampaolo Talani, è curata da Antonio Natali ed è stata inaugurata dall’assessore alla cultura Tommaso Sacchi alla presenza dell’artista, della presidente della Commissione Cultura della Regione Toscana Cristina Giachi, del sindaco di Scandicci Sandro Fallani e di Elisa Gradi, storica dell’arte. L’esposizione sarà visitabile in orario 10-18.30, con ingresso libero.

 

“Il maestro Staccioli con le sue opere d’arte abita Sala d’Arme - ha detto l’assessore alla Cultura Sacchi -. Questa esposizione è una vera e propria mostra di rinascita; è un’ampia monografica che racconta la storia e la vita di un artista toscano, fiorentino, e questa Sala ben si presta ad accoglierla perché è un luogo aperto, che si affaccia su piazza della Signoria. Continueremo a portare il meglio dell’arte toscana in questa Sala”.

 

“È una mostra che parla del nostro territorio - ha detto la presidente della Commissione Cultura della Regione Giachi - e dello sguardo di un artista autodidatta che ha imparato dal bello che ha visto. Le sculture di Staccioli sono senza tempo, hanno un sapore mitico e ci ricordano alcune figure stilizzate dell’arte antica, ma sono anche estremamente contemporanee e portano le tracce dell’inquietudine di oggi. È una mostra molto bella”.

 

La Sala d’Arme, idealmente spartita in sei spazi, definiti da pilastri e volte a crociera, ospita le opere come concepite in una catena di installazioni di singoli valore e significato che compongono poi un disegno comune. Nel “ventre antico d’un edificio che è sempre stato dimora del governo cittadino - scrive Antonio Natali nel catalogo che accompagna la mostra - questi guerrieri, dopo il rito della vestitura d’armi, si preparano (alla stregua di gladiatori in attesa di entrare nell’arena) a un allineamento geometrico [...]. Nelle creazioni di Staccioli l’antico e la tradizione seguitano a proporsi come modelli; vigili come sentinelle i guerrieri da lui plasmati non s’oppongono ai tempi nuovi ma sorvegliano che la nobiltà trascorsa non venga dimenticata o irrisa addirittura”. 

 

 

 

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