Toscana, Giani sui vaccini: 'Nei sondaggi siamo indietro di una settimana o poco più'

'Le dosi sono poche rispetto alla richiesta'

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giovedì 08 aprile 2021 10:00

Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani è intervenuto ieri, mercoledì 7 aprile, sul tema delle vaccinazioni in Toscana nella seduta d'urgenza del Consiglio regione in cui era iscirtta la mozione di sfiducia all'assessore Simone Bezzini.

 

"Le linee guida della campagna vaccinale del ministero della Salute, trasmesse alle Regioni il 22 dicembre scorso, contenevano le categorie prioritarie da vaccinare ed erano indicate in questo ordine: operatori sanitari e sociosanitari in prima linea sia pubblici che privati accreditati che hanno più elevato rischio di essere esposti all'infezione e di trasmetterla ai pazienti; residenti e personale dei presidi residenziali per anziani in quanto ad alto rischio di malattia grave a causa dell'età avanzata e molti di questi, che abbiamo vaccinato in misura maggiore rispetto ad altre Regioni, sono over80, seppur non conteggiati dalla percentuale fornita dalla Fondazione Gimbè”. ha detto.



Dati alla mano, Giani ha fotografato lo stato attuale in Toscana: “Siamo la prima Regione italiana come dosi somministrate agli over 90 e alla fascia tra 70 e 80 anni in base alle dosi ricevute. Nel primo caso si tratta di 85mila 374 su 896mila 350 per un 9,5 per cento e nel secondo caso 110mila 4 su 896mila 350 pari al 12,3 per cento mentre la media nazionale si attesta al 7,1. Siamo la quarta Regione ad aver completato il ciclo di immunizzazione dei novantenni e i primi ad aver somministrato la prima dose a tutti gli ospiti delle Rsa. Non ci siamo mai fermati, lavorando a pieno ritmo anche a Pasqua e Pasquetta tanto da incidere sulla vaccinazione nazionale per il 10 per cento. E ancora, siamo gli unici in Italia ad avere un portale per i cosiddetti riservisti”. E ricorda che nella giornata di ieri - secondo quanto riporta il comunicato stampa- sono state superate le 40mila inoculazioni di vaccino. 


“Nella lettera del 22 dicembre si dice che ‘con l'aumento delle dosi di vaccino disponibili si inizierà a sottoporre a vaccinazione tutte le categorie di cittadini attraverso una campagna su larga scala a partire dagli anziani e dalle persone con un elevato livello di fragilità’. È quindi implicito che quanto riportato fosse in ogni caso successivo alla vaccinazione delle due categorie prioritarie esplicitate’. Per intendersi: prioritario tutto il personale sociosanitario e Rsa, e poi, con il massiccio arrivo delle dosi Pfitzer, gli anziani”, ha precisato il presidente.

 

E dichiara ancora: “La scelta fatta sulla base della documentazione ricevuta in fase di predisposizione della campagna vaccinale è stata quella di dare precedenza al personale sanitario degli ospedali, Asl, centri per anziani e quindi in presenza di dosi limitate rispetto alla richiesta è stato prudente impegnarle, per creare uno sbarramento al virus, nei luoghi di cure essenziali e proprio in favore degli over80 e ultra fragili. Per uno sbarramento vero e funzionale tutte le persone che hanno accesso alle strutture sanitarie dovevano essere vaccinate, sia che fossero addetti alle pulizie, cuochi, comunicatori e amministrativi piuttosto che medici e infermieri, perché ogni individuo che accede alla struttura sanitaria è possibile veicolo del virus”.


“Sono convinto – continua - che questa nostra folle rincorsa ai grandi numeri non ci debba mai far dimenticare che non c'è soltanto la quantità, ma che il nostro fine debba comunque restare la qualità, soprattutto avendo a che fare con la salute dei nostri cittadini. Soprattutto nel caso dei pazienti terminali, qui in Toscana abbiamo voluto mantenere un approccio globale, sia di tipo sanitario, psicologico, sociale e anche spirituale. E qui lo ripeto: non numeri ma persone”. ha aggiunto il Presidente.


“Nei sondaggi risultiamo indietro di una settimana o poco più, perché oliare il meccanismo di una vaccinazione porta a porta non è semplice, complice la burocrazia italiana dei fogli su fogli che il medico deve riempire per ogni paziente”, spiega ancora Giani. “Entro il 25 aprile tutti i nostri anziani saranno vaccinati con la prima dose e lo avranno fatto con tutta la vicinanza del nostro personale sanitario e dei nostri medici” assicura. “Le aziende ospedaliere sono state pronte fin da subito a coadiuvare i dottori là dove, da parte loro, ci sia una richiesta di aiuto, soprattutto per raggiungere i pazienti nelle proprie case. Parallelamente le nostre Asl e i nostri medici sono in prima linea nella vaccinazione dei super fragili, che in molti casi stanno chiamando uno ad uno a fronte di problematiche che richiedono un consulto medico prima del vaccino. Non è facile, credetemi, dire a un paziente oncologico se ha o non ha diritto a farsi subito il vaccino. Ma le dosi sono poche rispetto alla richiesta e i criteri ministeriali per accedervi non sono sempre chiari ai cittadini, che vanno aiutati a capire tutte le ragioni della scelta”. ha continuato.


Giani è entrato nel merito della vaccinazione al comparto della Giustizia: “ Perché lo hanno ricevuto? Chiariamolo. Nelle prime linee guida del piano vaccinale del 12 dicembre si specifica che con l'arrivo massiccio di vaccini il criterio di selezione sarebbe, non l'età, ma bensì l'individuazione di categorie quali ‘insegnati e personale scolastico, forze dell'ordine, personale delle carceri e luoghi di comunità e lavoratori di servizi essenziali’. Quanto espresso sull'essenzialità di alcuni servizi viene ribadito successivamente in due documenti, entrambi dell'8 febbraio, quando AstraZeneca poteva essere somministrato solamente alla fascia di età tra i 18 e i 55 anni". “Contestualmente – prosegue - ci viene inviata una nota firmata dall'allora ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che esplicita il comparto giustizia come ‘attività essenziale e di rilievo costituzionale, tra i quali assegnare priorità nella distribuzione del vaccino’. Ecco perché in data 22 febbraio la categoria relativa al personale degli uffici giudiziari è stata inserita sul portale dedicato alle prenotazioni dove è rimasta fino al 12 marzo”.

 

“Semplicemente al pari dei magistrati e dei cancellieri gli avvocati costituiscono una componente fondamentale di quel comparto giustizia ritenuto servizio essenziale come nella nota del ministro Bonafede. E volendo chiudere qui la campagna mediatica di denigrazione, su questo punto va chiarito che queste persone non hanno tolto nemmeno una dose di vaccino agli anziani, destinatari di Pfizer e non AstraZeneca”.


 “Ci concentreremo sulla vaccinazione della categoria degli estremamente vulnerabili”, rispetto ai quali ieri si è raggiunta la quota di 40mila vaccinati. “Ma la logica – precisa - è sempre la stessa: riusciamo a fare vaccini se le dosi arrivano”. E se arriveranno, dice, saranno attivate tutte le sedi, da quelle delle associazioni del volontariato alle farmacie. E procederemo per fasce di età e non per categorie, perché è la risposta migliore da dare. “Se ci sarà commissione Speciale che ci aiuta a definire strategie migliori e misure ancora più efficaci, ne sono contento”, aggiunge.

 

"Il portale 70-79 e personale scolastico è chiuso perché non ci sono vaccini. La prossima consegna di Astrazeneca è prevista dopo il 14 Aprile e solo con poche migliaia di dosi, che con la nostra organizzazione che è arrivata fino a 32mila dosi al giorno sono una goccia. Queste sono quelle che ci vengono inviate dal Governo", ha detto Giani.

 

 

 

 

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