'Attività artigianali e commerciali del centro al pari della filiera turistica': la richiesta a Regione e Governo

Per ricevere ristori economici adeguati al calo dei fatturati

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martedì 24 novembre 2020 17:53

Inserire le attività artigianali e commerciali che operano nei centri storici all'interno della filiera turistica, con la possibilità di ricevere ristori economici adeguati.

 

E' stata approvata stamani all'unanimità in commissione 2 (Sviluppo economico) del Consiglio Comunale di Firenze una risoluzione che chiede al Governo e alla Regione Toscana di considerare le attività artigianali e commerciali operanti all’interno dei centri storici patrimonio dell’Unesco come in tutto e per tutto facenti parte della filiera turistica, in modo da evidenziarne la particolare vulnerabilità in termini economici dovuta agli effetti della pandemia e conseguentemente prevedere ristori più adeguati e mirati per il calo dei fatturati, includendo tra i possibili beneficiari anche le attività economiche rientranti tra quelle “essenziali” o che sono state solo parzialmente limitate dai provvedimenti sanitari, ma che possono aver subito comunque gravi perdite in ragione della rilevante diminuzione della presenza turistica.


Il presidente Enrico Conti sottolinea come l’emergenza abbia fatto “prendere coscienza del fatto che in alcuni contesti territoriali la filiera delle attività che dipendono dalla domanda di beni e servizi turistici vada molto al di là dei sola ricettività e somministrazione, ma comprenda molte altre attività sia commerciali che produttive, in particolare artigianali, che oggi stanno soffrendo in modo particolare l’assenza del turismo”.

 

“Per salvaguardare questo tessuto produttivo che è parte integrante dell’identità e della vivibilità stessa dei centri storici, anche per i residenti, occorrono dunque strumenti che tengano meglio conto delle interdipendenze settoriali e delle specificità territoriali, in modo da rendere più efficaci ed efficienti gli interventi di ristoro, laddove necessari” sottolineano i primi firmatari dell'atto di commissione Ubaldo Bocci e il presidente Conti.

 

Nel testo, si legge come il Consiglio Comunale di Firenze inviti "il Governo italiano e la Regione Toscana a predisporre una normativa che comprenda le attività artigianali e commerciali operanti all’interno dei centri storici patrimonio dell’Unesco come in tutto e per tutto facenti parte della filiera turistica in modo tale da evidenziarne la particolare vulnerabilità in termini economici dovuti agli effetti della pandemia e conseguentemente prevedere ristori più adeguati per il calo dei fatturati, includendo tra i possibili beneficiari anche le attività economiche rientranti tra quelle “essenziali” o che sono state solo parzialmente limitate dai provvedimenti sanitari, ma che possono aver subito gravi perdite in ragione della rilevante diminuzione della presenza turistica".

 

 

 

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