Reazioni al Dpcm: 'Assurda la chiusura a mezzanotte dei ristoranti. Dilatiamo gli orari'

Confesercenti: Ulteriore colpo per un settore estremamente provato dalla crisi economica

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martedì 13 ottobre 2020 17:06

“Il DPCM firmato nelle ultime ore dal presidente Conte contiene nuove norme restrittive per bar e ristoranti. Si tratta di un ulteriore colpo per un settore estremamente provato dalla crisi economica, dal lockdown e dallo smart working”.

 

Così Franco Brogi, presidente di FIEPET Confesercenti Toscana, commenta la chiusura anticipata delle attività di ristorazione prevista dal Governo nel nuovo Dpcm.

 

“Queste chiusure anticipate, ha continuato Brogi, coinvolgono migliaia di imprese e famiglie che hanno lottato in questi mesi per rimanere a galla e speso tantissimo per il rispetto delle norme imposte dalla necessità di evitare il contagio. Oggi per loro arriva un ulteriore danno: solo l’annuncio e i timori di una nuova stretta su bar, pub, ristoranti, pizzerie e pubblici esercizi in generale hanno fatto perdere nei giorni scorsi alle nostre imprese il 20% del fatturato. Percentuale che nei prossimi 30 giorni, per le attività costrette alla chiusura anticipata, salirà fino a toccare il 40%.”

 

"Queste le nostre richieste: Contributo a fondo perduto a vantaggio delle imprese penalizzate da perdite di fatturato derivati dalle conseguenze delle misure di contenimento; Proroga degli ammortizzatori sociali per il comparto; Intervento straordinario dello Stato per aiutare le imprese del comparto a sostenere i costi fissi (locazioni ed utenze in particolare); Proroga concessione gratuita suolo pubblico per l’intero 2021".

 

“Lo ribadiamo – ha poi concluso il presidente di FIEPET – la tutela della salute dei cittadini viene prima di tutto ma non è possibile penalizzare un settore che chiaramente non può essere la causa dell’impennata dei contagi. È necessario appellarsi alla responsabilità e al senso civico di tutti per arginare il contagio. Chiudere in anticipo e in maniera indiscriminata le attività di ristorazione potrebbe portare infatti più danni che benefici, con imprenditori sempre più in difficoltà e cittadini che lasceranno la sicurezza dei locali per andare in strada, dove sarà minore la possibilità di controllare distanziamento e rispetto delle regole”.

 

Sulla questione interviene anche Pasquale Naccari, portavoce del gruppo Ristoratori Toscana, che conta 15mila iscritti a Firenze, di cui 1.000 a Firenze. “Lo stop a mezzanotte per i locali non ha alcun senso perchè per evitare assembramenti l’unico modo è dilatare gli orari. Ci sembra assurdo che a pranzo non ci siano limiti e per la cena sì. Vorremmo che anche il cliente che arriva poco prima di mezzanotte possa mangiare in tranquillità. Ricordiamo che molti di noi hanno chiuso a pranzo e che durante la settimana il lavoro è calato drasticamente”.

 

Naccari propone piuttosto “una limitazione delle tavolate ed il pagamento non alla cassa, ma al tavolo”. I ristoratori sono pronti a rivedere il loro lavoro in modo tale che il cliente “si alzi solo per andare in bagno”. “Noi siamo i primi a voler rispettare i protocolli, tant’è che abbiamo subito chiuso quando non era possibile garantire la sicurezza - ricorda Naccari - Vogliamo però pene più severe per chi non rispetta le regole. Bisogna prevedere un rimborso per chi avrà forti cali di fatturato in seguito alle ultime disposizioni. Ancora, auspichiamo un credito di imposta o un fondo per le locazioni, oltre ad un aiuto per l’acquisto dei dispositivi di sicurezza”. Infine, “perchè le associazioni non vengono mai consultate prima della stesura dei Dpcm? Potremmo dare validi consigli”. 

 

Immagine di repertorio

 

 

 

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