Firenze, al Teatro delle Spiagge la prima assoluta del nuovo spettacolo di Andrea Muzzi
In 'Sarà per la prossima volta' il comico toscano è accompagnato dal figlio Arturo, al suo debutto teatrale
martedì 10 marzo 2026 16:59
Al Teatro delle Spiagge di Firenze in prima assoluta arriva il nuovo spettacolo di Andrea Muzzi Sarà per la prossima volta, in cui il popolare comico toscano - accompagnato dal figlio Arturo, qui al suo debutto teatrale - propone una commedia che racconta con ironia il dietro le quinte del mondo dello spettacolo tra illusioni e frustrazioni, sempre alla ricerca ostinata di un applauso vero.
Un attore di mezza età, relegato in un camerino di fortuna, si prepara a salire sul palco mentre dialoga con il pubblico e con un giovane direttore di scena appena assunto. Tra gag, ricordi tragicomici e momenti di riflessione, emerge il ritratto esilarante e amaro di un artista dimenticato, appartenente alla generazione del “sarà per la prossima volta”. Con un ritmo serrato e uno stile che fonde monologo e dialogo, lo spettacolo attraversa i temi della frustrazione, del precariato artistico, delle gerarchie teatrali e della rabbia repressa che rischia di esplodere.
Sarà per la prossima volta è una riflessione comica e feroce sull’arte di vivere da comprimari in un mondo fatto per protagonisti. L’umorismo di Andrea Muzzi, sempre a cavallo tra satira sociale e comicità esistenziale, costruisce un personaggio umano, fragile e irresistibilmente vero. Lo spettacolo alterna toni leggeri e momenti di struggente lucidità, in un gioco metateatrale dove la realtà e la finzione si fondono.
“Tutto nasce dal desiderio di raccontare il teatro dal punto di vista di chi lo vive davvero, con le sue grandezze e le sue miserie - scrive Muzzi nelle sue note - Il protagonista è un attore di lungo corso che porta in scena una vita fatta di gavetta, ironia e disincanto. Il teatro diventa metafora della vita stessa: un luogo dove tutti cercano il proprio momento, ma dove spesso il successo sembra destinato sempre agli stessi. La presenza di un giovane direttore di scena introduce un contrasto generazionale forte e divertente. Da una parte l’idealismo di chi ha creduto nella passione, dall’altra il pragmatismo di chi guarda al lavoro senza illusioni. Il dialogo tra i due diventa uno specchio della società contemporanea, dove il talento spesso convive con la frustrazione e dove il confine tra merito e raccomandazione è sempre più sottile. A rendere ancora più particolare lo spettacolo è il rapporto con mio figlio Arturo, al suo debutto teatrale. Un incontro tra esperienza e scoperta che porta sul palco una relazione autentica, fatta di complicità, scontro e sorpresa”.
