Giornata mondiale senza tabacco, Medici Firenze e Lilt: ‘Cresce dipendenza da nicotina tra i giovani’
‘Non esiste fumo innocuo, è uno dei principali fattori di rischio oncologico prevenibile’
sabato 30 maggio 2026 18:17
“Non esiste un fumo innocuo e la nicotina continua a rappresentare una delle principali cause di dipendenza, soprattutto tra i più giovani”. In occasione della Giornata mondiale senza tabacco di domani 31 maggio, l’Ordine dei Medici di Firenze richiama l’attenzione sui nuovi modelli di consumo legati a sigarette elettroniche, dispositivi usa e getta e prodotti a tabacco riscaldato, sempre più diffusi tra adolescenti e giovanissimi.
“Oggi – spiegano dall'Ordine - il fumo si presenta con forme diverse rispetto al passato, più tecnologiche, più discrete e spesso percepite come meno dannose. In realtà, anche i nuovi dispositivi comportano rischi importanti per la salute e possono favorire una forte dipendenza dalla nicotina”.
“A preoccupare – continuano - è soprattutto la crescente diffusione di questi prodotti nella generazione Z, dove il consumo non viene più vissuto come trasgressione ma come uno strumento per gestire ansia, stress e disagio emotivo. Un cambiamento culturale che rischia di rendere ancora più difficile riconoscere la dipendenza e contrastarla”. La Svezia è diventata ufficialmente la prima nazione al mondo a raggiungere lo status di smoke-free (paese senza fumo), fissando la soglia dei fumatori quotidiani al di sotto del 5%, un traguardo che l'Unione Europea si era prefissata di raggiungere solo entro il 2040; la Norvegia è al 7%. Noi siamo ancora ben lontani
In Italia la percentuale di fumatori è decisamente più alta ed oscilla tra il 18,6% e il 24% della popolazione, a seconda delle fasce d'età analizzate. I dati più recenti evidenziano un quadro chiaro:
- I dati ISTAT (Popolazione over 11): I dati dell'Istat rilevano che il 18,6% della popolazione fuma regolarmente, un dato in lieve calo rispetto al passato, che corrisponde a circa 10 milioni di italiani.
- I dati ISS / PASSI (Adulti 18-69 anni): Se si isola la fascia adulta, i report epidemiologici del Ministero della Salute indicano che 1 italiano su 4 (il 24%) è un fumatore abituale.
- Il consumo medio: Un fumatore in Italia consuma mediamente circa 12 sigarette al giorno
L’Ordine dei Medici di Firenze sottolinea inoltre come “il marketing legato ai prodotti contenenti nicotina utilizzi linguaggi, design e modalità comunicative sempre più attrattive per i giovani, contribuendo a normalizzare comportamenti che invece possono avere conseguenze molto serie sulla salute cardiovascolare, respiratoria e oncologica. Smettere di fumare resta possibile – proseguono - ed esistono percorsi terapeutici e strumenti farmacologici in grado di aiutare le persone ad abbandonare il fumo. Fondamentale però è il supporto motivazionale e il ruolo della prevenzione, a partire dall’informazione rivolta ai ragazzi e alle famiglie. Non esiste un fumo sicuro e la nicotina resta una sostanza che crea dipendenza, indipendentemente dal dispositivo utilizzato”.
Aggiunge il presidente di Lilt Firenze, Alexander Peirano: “Il fumo continua a rappresentare uno dei principali fattori di rischio oncologico prevenibile, ma oggi dobbiamo confrontarci anche con nuove forme di dipendenza che vengono percepite erroneamente come innocue, soprattutto dai più giovani. I risultati che registriamo nei percorsi antifumo dimostrano che smettere è possibile, soprattutto se le persone vengono accompagnate con competenza e continuità”.
“Per contrastare questi trend è fondamentale il lavoro di prevenzione nelle scuole e nelle comunità educative del territorio. Nell’anno scolastico 2024-2025 - spiegano dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Firenze - sono stati ad esempio raggiunti circa 500 studenti attraverso progetti dedicati alle dipendenze da nicotina. Tra le attività realizzate, i programmi di peer education negli istituti Balducci di Pontassieve e Pascoli di Firenze, in collaborazione con Promozione della Salute Ausl Toscana Centro, i percorsi “ViviFurbo: resta libero dal fumo” negli istituti Saffi e Galileo Galilei e le iniziative di sensibilizzazione durante i forum studenteschi”.
“Anche nell’anno scolastico in corso – aggiungono dalla Lilt - stiamo portando avanti attività analoghe con numeri in linea con quelli dell’anno precedente. Tra i progetti più significativi anche la raccolta di mozziconi di sigaretta nel Quartiere 4 di Firenze, promossa insieme agli studenti dell’ISIS Galileo Galilei, per sensibilizzare sui danni ambientali provocati dal fumo. Ci sono poi i gruppi per smettere di fumare. Nel corso del 2025 abbiamo organizzato quattro gruppi per smettere di fumare, uno dei quali all’interno di un’azienda, coinvolgendo complessivamente 36 partecipanti. I risultati registrati sono stati particolarmente significativi: il tasso di cessazione ha raggiunto il 78% nei gruppi basati esclusivamente sul percorso motivazionale psicologico e l’86% nei percorsi che hanno integrato il supporto psicologico con l’utilizzo della citisina, farmaco introdotto dal 2024 grazie alla collaborazione con un medico specializzato. Anche il 2026 conferma questo andamento positivo: due gruppi si sono già conclusi e uno è attualmente in corso. Lilt offre anche incontri di sostegno aperti a chi ha già smesso e a chi è interessato a conoscere i nostri servizi”.
