Coronavirus, Toscana verso la Fase 3. L'analisi di Ars dopo la riapertura

Continuano ad emergere asintomatici, ma diminuisce la gravità dei casi

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mercoledì 03 giugno 2020 15:12

E’ passato quasi un mese dalla riapertura del 4 maggio e quindici giorni da quella integrale del 18 maggio, e l'Agenzia Regionale di Sanità “scatta la fotografia” sull’andamento della Fase 2 in Toscana

 

La situazione in Toscana è del tutto favorevole, fa sapere l'Ars: nell’ultima settimana sono emerse complessivamente 47 nuove diagnosi, in media 6,5 nuove diagnosi giornaliere.

 

Tra operatori sanitari e popolazione generale sono stati effettuati quasi 170mila test sierologici. Nonostante non stia emergendo un numero considerevole di nuove diagnosi, il sistema dei laboratori continua ad assicurare la media di 3mila tamponi ogni giorno. Gli stati clinici dei nuovi casi sono sempre più spesso asintomatici, quasi il 90% nell’ultima settimana. Bambini e giovani continuano a contrarre l’infezione assai poco frequentemente.

 

Da oggi è stata riaperta in modo integrale la mobilità tra le regioni. I dati, in effetti, sono favorevoli per quasi tutte le regioni, anche secondo il sistema di monitoraggio voluto dal Ministero della salute e implementato da Istat. La curva italiana delle nuove diagnosi è però ancora pesantemente condizionata dalla curva epidemica della Lombardia, che continua a rappresentare la metà delle diagnosi totali, e Liguria e Piemonte denunciano ancora una percentuale di nuove diagnosi piuttosto considerevole rispetto alle altre regioni.

 

 

Se non consideriamo il dato del 25 maggio, in Toscana sono 58 giorni in cui il numero dei ricoverati per Covid nei reparti dedicati scende, sono ormai poco più di 25 le persone adesso ricoverate in terapia intensiva, mentre erano circa 300 all’inizio di aprile.

 

Oramai negli ospedali toscani si chiudono i reparti di terapia intensiva e si riducono i posti letto dedicati fino a pochi giorni fa ai pazienti Covid. Come noto, la percentuale dei ricoveri in Toscana è sempre stata piuttosto bassa rispetto alla casistica attiva: attualmente è poco più del 10% dei casi attualmente positivi, quintultima regione in Italia poco sopra al Veneto. In Toscana quindi si è probabilmente seguito maggiormente i pazienti sul territorio e solo la casistica più grave è stata indirizzata verso il ricovero, con un maggiore utilizzo delle terapie intensive rispetto alle altre regioni. Le terapie intensive sono state utilizzate anche verso casistiche che avrebbero potuto essere trattate in reparti Covid ordinari, ma che i nostri clinici hanno gestito in maggiore sicurezza e tranquillità all’interno dei reparti di terapia intensiva.

 

 

I guariti sono quasi l’80% di tutta la casistica toscana che ha preso il virus. I tempi di guarigione da Covid sono un tema fondamentale. Le analisi condotte sui dati della Piattaforma dei casi toscani ci dicono che i tempi di guarigione sono molto più lunghi di quello che leggiamo in letteratura: la media è 35 giorni al di là degli stati clinici, e può arrivare ai 41 giorni sui casi clinici gravi.

 

Rispetto ai decessi, purtroppo al 2 giugno sono 1.053 le persone in Toscana la cui causa di morte è direttamente attribuibile a Covid-19. La numerosità media giornaliera si è abbassata nel corso delle settimane: 4 in media nell’ultima settimana, erano 25 alla fine di marzo.

 

Oramai è molto chiaro come fattori legati all’età e alla comorbidità, oltre all’assenza di un trattamento efficace dedicato alla malattia, siano determinanti nel produrre l’esito più grave. Le analisi dell’Ars sulla Piattaforma ISS dei casi Covid hanno mostrato come un uomo abbia oltre due volte il rischio di morire, una volta ammalatosi, rispetto a una donna. L’effetto dell’età è altrettanto forte, con un progressivo aumento del rischio per le classi d’età più elevate: già a partire dai 65 anni, rispetto alla classe d’età 60-64 anni, il rischio aumenta di almeno due volte e di fatto raddoppia al passaggio da una classe d’età all’altra. Inoltre, a parità di età e genere, la probabilità di morire per un malato Covid-19 con pregresse patologie croniche è circa 3 volte quella di un malato di Covid-19 senza alcuna patologia.

 

Cosa è possibile dire sulla supposta minor carica virale del virus? L’unica cosa che l’Ars afferma con certezza è la continua e progressiva emersione di casi asintomatici o pauci sintomatici, che in Toscana anche in quest'ultima settimana supera il 90% dei casi. Il dato della minor gravità dei casi, lo si desume anche dalla percentuale di utilizzo delle terapie intensive sui casi totali. In Toscana e in Italia la quota dei più gravi continua a scendere e ad oggi si assesta allo 0,2%. Questa discesa è stata continua da almeno 60 giorni.

 

Se non è possibile dire quindi che il virus è meno aggressivo, è possibile affermare che la quota di casi gravi diminuisce e che questo non è il mero risultato della percentuale dei nuovi casi che sta diminuendo.

 

“Al di là della numerosità dei casi, che potrà oscillare nei prossimi giorni grazie al maggiore movimento delle persone e alla totale riapertura avvenuta – ha affermato Fabio Voller coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia dell’Ars Toscana – tutti gli indicatori epidemiologici a nostra disposizione restituiscono una fotografica confortante rispetto alla diffusione dell’epidemia nella nostra regione. Ovviamente dobbiamo passare un messaggio di attenzione alla popolazione, soprattutto su elementi talvolta ancora presi poco in considerazione come il costante lavaggio della mani, oltre all’utilizzo della mascherina in ambienti chiusi. Ora che la mobilità è stata ripristinata in tutta la penisola, serve continuare a monitorare l’eventuale emergere di nuovi focolai e di nuovi casi gravi, eventuali “sentinelle” di una nuova recrudescenza dell'infezione”.
 

 

 

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