Coronavirus, l'appello di Confesercenti Toscana: 'Chi può chiuda l'attività'

Si richiedono anche misure per riprendere al meglio dopo l'emergenza sanitaria

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martedì 10 marzo 2020 19:51

"Chi può chiuda le attività". Questo l'appello lanciato da Confesercenti Toscana.

 

E' arrivato oggi, martedì 10 marzo, l'appello di Confesercenti. "Ci rivolgiamo a ristoratori, baristi, negozianti, albergatori, a tutte quelle attività che hanno limitazioni, ma che non sono e non saranno sospese da nessun decreto. Occorre responsabilità e un atto di coraggio: da oggi chi può chiuda la propria attività per qualche tempo, un solo giorno, un week end o un'intera settimana e rimanga a casa, limiti al minimo il contatto con il pubblico, soprattutto se ritiene di non poter garantire il rispetto delle norme di sicurezza sanitarie per i clienti, per i collaboratori, per sé stesso o per i suoi familiari". 


Un appello lanciato anche al governo per chiedere misure e provvedimenti rapidi e concreti. "Nel frattempo è nostro dovere batterci, tutti insieme, perché le istituzioni, le banche, ogni soggetto coinvolgibile faccia la propria parte per sostenere e far sopravvivere il tessuto connettivo dell’Italia: la rete delle micro, piccole e medie imprese che tiene insieme il nostro Paese che non può e non deve morire. Non lo permetteremo e continueremo a pretendere di ottenere provvedimenti concreti e rapidi, a partire dalla sospensione immediata delle scadenze di tasse, imposte, mutui."

 

Nello specifico si richiedono risorse perché le imprese arrivino aperte dopo la crisi, la sospensione per 6 mesi pagamenti bollette tasse tributi e mutui e lo studio di un fondo straordinario per tutelare i redditi di aziende e lavoratori.

 

Parole di ringraziamento, infine, per le persone che da giorni stanno combattendo contro l'emergenza sanitaria che ha colpito Firenze e l'Italia. "D’altro canto non possiamo dimenticare tutti quegli esercizi aperti per garantire servizi essenziali e di presidio; a tutti loro – insieme al meraviglioso esercito di medici e operatori sanitari che stanno portando avanti turni massacranti da giorni, mettendo a repentaglio ogni momento la propria salute per difendere la nostra – non possiamo che dire grazie, con rispetto e ammirazione."

 

"Adesso aiutiamoci tutti, come la comunità che rappresentiamo, non solo a rispettare le norme, ma a dimostrare a noi stessi che #IoRestoaCasa è un atto di responsabilità che mette avanti il bene comune all’interesse personale. Facciamolo raccontandolo a tutti, in ogni piazza, in ogni strada, in ogni centro commerciale naturale. Condividiamo il nostro appello per il futuro, con cartelli, stampe, adesivi o semplici scritte nelle nostre attività che #IoRestoaCasa, ora, è la cosa giusta da fare per chi non ha un ruolo nell’emergenza o nei servizi essenziali".

 

 

 

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