Variante al regolamento urbanistico, il Tar dà ragione al Comune: si sbloccano i cantieri in centro

Respinto il ricorso di Italia Nostra: 'Città ferma per mesi'

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venerdì 13 dicembre 2019 09:56

La variante normativa al regolamento urbanistico è una norma che tutela il patrimonio storico-architettonico della città. Lo ha confermato ieri, per la seconda volta, il Tar Toscana respingendo il ricorso dell’associazione Italia Nostra e dando nuovamente ragione al Comune di Firenze, come già avvenuto con l’ordinanza del 21 febbraio 2019. Così scrive il Comune.

 

“E’ un giorno importante per tutta la città – hanno detto il sindaco Dario Nardella e l’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re - e per i tanti cittadini e lavoratori che aspettavano una svolta dopo essersi visti bloccare i lavori per effetto del ricorso di Italia Nostra e della relativa ordinanza del Consiglio di Stato. Il Tar Toscana, per la seconda volta, ha confermato oggi il valore di tutela delle norme che abbiamo introdotto con la variante: non c’è alcun rischio per il patrimonio storico-architettonico della città. Abbiamo approvato uno strumento che mantiene intatta, anzi aumenta, la tutela del patrimonio edilizio di Firenze, rendendo più certe e chiare le norme per cittadini e operatori. Dopo lo sblocco dei cantieri fuori dal centro arrivato a luglio scorso, anche a seguito dell’impegno del Comune per la riperimetrazione della domanda di Italia Nostra  al solo centro storico, oggi arriva la svolta definitiva che ridà ossigeno alla città anche per quanto riguarda gli interventi in centro storico. Siamo molto soddisfatti”.

 

La prima pronuncia del Tar Toscana, che aveva già dato ragione al Comune di Firenze, è del 21 febbraio 2019. Già in quella ordinanza si leggeva: “Le norme impugnate da un lato continuano a limitare in modo sostanziale le trasformazioni degli immobili di interesse storico architettonico e documentale siti nel centro storico della città e dall’altro costituiscono un necessario adeguamento alle novità normative ed ai consolidati orientamenti giurisprudenziali in materia di interventi sul patrimonio edilizio esistente”.

 

In seguito al ricorso di Italia Nostra, il Consiglio di Stato aveva poi disposto la sospensiva rinviando gli atti al Tar Toscana per la pronuncia di merito. Dal 24 luglio scorso, a seguito della precisazione depositata al Tar da parte dell'associazione Italia Nostra, gli effetti della sospensiva sono cessati nell’area fuori dal centro con conseguente sblocco dei cantieri in questa parte di città. La pronuncia di oggi sblocca i lavori anche in centro storico.

 

“L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze prende atto con soddisfazione della sentenza del TAR della Toscana relativa alla possibilità d’intervento nel centro storico”, dice Giancarlo Fianchisti, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Firenze. “Il ricorso del Comune di Firenze unitamente a quello della Consulta Interprofessionale della quale fa parte anche l’Ordine degli Ingegneri di Firenze, accolto dal TAR, sblocca una situazione di sospensione che ha paralizzato per oltre sei mesi le attività del settore immobiliare, dell’edilizia e imprenditoriali anche con pesanti risvolti sull’occupazione. Si auspica che questa circostanza rappresenti un momento di riflessione per la città e per l’Amministrazione in vista della prossima revisione del piano operativo.”

 

“Il TAR della Toscana ha respinto il ricorso di Italia Nostra che dal 23 maggio aveva sostanzialmente bloccato l'attività edilizia a Firenze ed in particolare nel centro Unesco", scrive il Consiglio dell'Ordine degli Architetti di Firenze. "Nel corso dell'evento che si è svolto il 9 luglio alla Palazzina Reale, il Consiglio aveva chiesto ad Italia Nostra di ritirare il ricorso e contestualmente attivare un tavolo di confronto finalizzato ad una collaborazione sinergica tra i vari portatori di interesse per dare un contributo utile alla redazione del nuovo Piano Operativo di Firenze. Nonostante questi tentativi di mediazione, si è dovuto attendere la sentenza del TAR per superare questo blocco.

Adesso, finalmente, si potranno legittimamente riprendere tutte quelle attività che sono state inutilmente tenute ferme per mesi. Una riflessione amara riguarda il danno economico che hanno subito tutti i soggetti coinvolti, anche a loro insaputa, in questa assurda vicenda.

Dalle categorie professionali, alle imprese di costruzione, agli artigiani, ma soprattutto ai cittadini che avevano programmato di eseguire dei lavori di adeguamento di un immobile (magari accedendo ad un mutuo) e che si sono ritrovati a pagare delle rate senza poter effettuare i lavori".

 

“Una notizia che potrà ridare ossigeno ad un settore in difficoltà come quello edile e fare maggiore chiarezza sugli strumenti urbanistici nel rispetto del patrimonio edilizio e storico-architettonico”, dice Paola Galgani, Segretaria Generale della Cgil di Firenze.


Le fa eco Marco Carletti, segretario generale della Fillea Cgil di Firenze: “Qualche centinaio di lavoratori passeranno un Natale più sereno. Sono tutti quei lavoratori che a causa della indeterminatezza normativa sono rimasti coinvolti in mancati pagamenti, procedure di licenziamento collettivo o ammortizzatori sociali. Da mesi come Fillea Cgil denunciavamo i rischi del blocco dei cantieri, per l’occupazione e per il settore: la notizia di oggi può aiutare a salvaguardare il lavoro di tanti lavoratori e imprese coinvolti nel settore della ristrutturazione edilizia, facendo ripartire i cantieri fermati e riavviare il motore finanziario di un settore sfiancato dalla concorrenza sleale, dalla evasione contrattuale e finanziaria. A questo non si poteva e non si può aggiungere il malfunzionamento burocratico del paese”.

 

(immagine di repertorio)

 

 

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