'Il set e la scena', prende il via il programma dello spettacolo di Franco Zeffirelli a Firenze

spettacoli
17/09/2019

Tre tipologie di appuntamenti

Nel mese di Ottobre prende il via il programma di appuntamenti dedicati all'arte dello spettacolo di Franco Zeffirelli dal titolo "Il set e la scena", curato da Francesco Ermini Polacci e Maria Alberti, rispettivamente direttore artistico e responsabile didattico della Fondazione Zeffirelli, e realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze.


Si tratta di un percorso che si snoderà attraverso tre diverse tipologie di appuntamenti – un ciclo di cinque conferenze, tre incontri con altrettanti professionisti delle arti dello spettacolo e cinque domeniche dedicate alle famiglie – per un totale di 26 iniziative che si intersecheranno tra loro abbracciando un periodo che va dall’inizio di ottobre 2019 fino al 23 febbraio 2020. 

 

Bozzetti, figurini e modellini di scena, costumi, foto e locandine, saranno al centro della  testimonianza dell’arte straordinaria espressa da Franco Zeffirelli nell’opera, nel cinema, nel teatro di prosa. Più di settant’anni di un’acclamata carriera internazionale che percorrono le sale del Museo Zeffirelli, voluto dal maestro per conservare e tramandare, soprattutto alle generazioni future, il suo lavoro, che è stato frutto di un talento, di una creatività, di una passione e di una dedizione vissuti senza risparmio.

 

 Tre saranno i  percorsi differenziati (le “Domeniche delle famiglie”, le “Professioni dello spettacolo”, “Corrispondenze”) per coprire tutte le fasce d’età: i tre incontri  saranno con professionisti ed esperti, laboratori didattici, visite guidate, conferenze, per scoprire la magia e la bellezza delle arti dello spettacolo.

 

Il ciclo di incontri e conferenze denominato “Corrispondenze” prenderà il via 3 ottobre con Luca Scarlini che parlerà sul tema Franco Zeffirelli, ritratto dell’artista da giovane. Seguiranno poi due conferenze di Gherardo Vitali Rosati che il 7 novembre parlerà su Franco Zeffirelli e il teatro americano del secondo dopoguerra: ‘Un tram che si chiama desiderio’ di Tennesse Williams e il 5 dicembre su Franco Zeffirelli e il teatro americano del secondo dopoguerra: ‘Chi ha paura di Virginia Woolf?’ di Edward Albee. Due appuntamenti anche nel nuovo anno, dedicati al cinema e che vedranno al microfono Giovanni Bogani, che il 23 gennaio e il 13 febbraio parlerà sul tema Franco Forever. Il cinema di Zeffirelli.
Tutti gli incontri, a ingresso libero, inizieranno alle 18 e saranno preceduti dalla visita al Museo Zeffirelli con guida gratuita su prenotazione (biglietto 10 euro).

 

Tra ottobre e dicembre 2019 sono inoltre previsti gli incontri con  professionisti dello spettacolo che incontreranno in esclusiva gli studenti delle scuole superiori. Il 23 ottobre aprirà il ciclo lo scenografo Carlo Centolavigna, il 13 novembre sarà la volta del regista Massimo Luconi e l’11 dicembre della costumista Elena Puliti. Ogni incontro si terrà alle 15 e sarà seguito, alle 17, dalla visita guidata gratuita al Museo Zeffirelli. 

 

La terza tipologia di iniziative nell’ambito de “Il set e la scena” si intitola “La domenica delle famiglie”. Il 27 ottobre, 24 novembre, 22 dicembre 2019 e il 26 gennaio e 23 febbraio 2020 alle 10 del mattino è prevista la Visita speciale al Museo Zeffirelli con guida gratuita su prenotazione (i bambini entrano gratis e i genitori pagano 7 euro), seguita alle 11 dal Laboratorio gratuito per bambini a cura dell’Associazione Culturale Teatrolà. Da segnalare che le visite speciali al Museo Zeffirelli vedranno coinvolti anche gli studenti delle scuole superiori che avranno partecipato agli incontri con i “professionisti dello spettacolo”; questo impegno rientrerà nella valutazione dei “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento” (Pcto), ovvero l’ex-alternanza scuola-lavoro


«Rientra a pieno titolo nella mission della Fondazione che porta il nome del Maestro - dice Pippo Zeffirelli, Presidente dell’omonima Fondazione – dare vita a iniziative che da un lato valorizzino il grande patrimonio custodito a Palazzo San Firenze e dall’altro approfondiscano l’opera di Zeffirelli nelle sue varie sfaccettature, attraverso la voce di esperti e divulgatori e avvicinando le giovani generazioni. Anche per questo sono grato alla Fondazione CR Firenze per la sensibilità dimostrata e per il sostegno all’intero progetto».


«Partecipiamo volentieri a questo progetto – dichiara il Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori – perché si colloca pienamente nella strategia della Fondazione di sostenere tutte quelle iniziative che diffondono, tra persone di fasce d’età diverse e di diversa formazione culturale, l’interesse nei confronti delle arti dello spettacolo. In questo caso si favorisce anche la conoscenza, soprattutto nei giovani, di una personalità così rilevante nella storia di Firenze e, attraverso questo format che prevede tre tipologie di appuntamenti, viene stimolata la crescita di nuovi pubblici, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi. Con questo stesso scopo la Fondazione promuove da tre anni il progetto ‘Teatrobellastoria’ che cerca proprio di formare un nuovo pubblico fra i giovani tra i 14 e i 19 anni invitandogli a teatro o a un concerto. Ecco perché ci sentiamo in grande sintonia con gli scopi di ‘Il set e la scena’ e ringraziamo la Fondazione Zeffirelli per averci proposto questa iniziativa».


«Una bellissima occasione per far vivere l’arte del Maestro esaltandone l’attualità – ha detto la vicesindaca Cristina Giachi -. Un modo per dare voce al patrimonio artistico e culturale della Fondazione all’interno del palazzo San Firenze e per far appassionare anche le nuove generazioni all’universo Zeffirelli in tutte le sue».


«Con il progetto Il set e la scena – chiosa Francesco Ermini Polacci - vogliamo costruire un multiforme percorso di arricchimento culturale, unico nel suo genere e davvero rivolto a tutti: facendo conoscere, a bambini e adulti, a curiosi e appassionati, la straordinaria arte di Franco Zeffirelli, così come si è espressa nell’opera lirica, nel teatro di prosa e nel cinema, e valorizzando il materiale conservato nel Museo che il Maestro ha lasciato a tutti noi come viva e imperitura testimonianza del suo magistero, della sua passione e della sua dedizione».



 

 

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