Prato, truffe e ricatti sessuali in rete: aumento dei casi. I consigli della polizia
Incremento delle denunce, tentate o consumate, per truffe o estorsioni online
martedì 26 giugno 2018 15:56
Boom di truffe e ricatti sessuali in rete. Il modus operandi di chi attua questo tipo, di truffe, avverte la Questura di Prato, inizia con la richiesta di amicizia su Facebook con profili che si servono di foto di donne in bikini o uomini molto attraenti.
La Questura di Prato ha recentemente registrato un incremento delle denunce, tentate o consumate, per truffe o estorsioni online tramite il profilo del social network Facebook.
Di seguito alcuni consigli della polizia per evitare di cadere in questi tranelli.
"Identikit dell’adescatrice o adescatore sessuale: è infatti molto facile che giovani e avvenenti individui ti abbiamo chiesto l’amicizia per popolare di “amici” il proprio profilo e arrivare piano piano a delle “vittime” a te collegate. Oppure cercano proprio te, ma per intavolare una chat notturna nella quale prima o poi ti chiederanno di spogliarti per rubarti le foto e chiederti del denaro per non divulgarle alla tua lista di amici, professori, compagni di classe e colleghi dell’ufficio. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di profili fake, costruiti a partire da fotobook di utenti veri, dal portfolio di attrici in erba, dalle foto di una sfilata o da una festa di compleanno", si legge in una nota della questura.
"Sono “esche sessuali”, costruite ad arte da organizzazioni criminali, spesso basate in paesi africani o nei Balcani. Questi profili fasulli sono spesso governati da “bot” (chatbot) in grado di intavolare una banale discussione in chat, ma che falliscono nel rispondere a domande complesse e in genere si esprimono per mononsillabi e frasi fatte. C’è chi ci casca, molti ci cascano, e diventa anche una questione di responsabilità verso il proprio network di amici evitare questi profili fake non confermando la richiesta di amicizia. É infatti molto probabile che se i tuoi amici ti vedono nel network dell’esca sessuale, siano più propensi a concedergli l’amicizia", spiega la questura.
"Dalla chat al ricatto il passo è breve. Queste esche, anche quando non riescono a farti spogliare nella chat per usare le tue foto nude come ricatto, possono sempre operare dei fotomontaggi con te vestito, o vestita, e minacciare la loro divulgazione. Fotomontaggi di bassa qualità ma che possono raggiungere lo scopo se riescono a spaventare il malcapitato, paventandone l’utilizzo negli ambienti a lui cari. Se non si paga il riscatto richiesto, via money transfer o talvolta in Bitcoin, il passo successivo dei malviventi è quello di pubblicare il tuo fotomontaggio nudo, magari intento in un atto sessuale, sotto i post dei propri amici. Se anche lì si fa resistenza, creano un videomontaggio e lo pubblicano al volo su Youtube e arrivano finanche a pubblicare la chat e le foto su un sito col tuo nome acquistato prima del tentativo di truffa", avverte la questura.
"I casi sono purtroppo molti e documentati, grazie alle denunce delle persone che hanno preferito dare spiegazioni a fidanzati/e e familiari pur di non farsi ricattare, denunciando il fatto alla Polizia. Altri però hanno ceduto e pagato, senza ottenere alcuna garanzia sulla distruzione delle immagini, che dopo alcuni intervalli di tempo vengono sistematicamente riproposte. Trovare i responsabili non è facile neanche per le Autorità", conclude la nota.
Immagine di repertorio