Strage di piazza Dalmazia, Firenze ricorda Samb e Diop nel settimo anniversario dell’assassinio

Cronaca
13/12/2018

Dalle scuole al ricordo istituzionale

Sono passati sette anni da quel 13 dicembre 2011, quando persero la vita Samb Modou e Diop Mor, i due cittadini senegalesi uccisi nella strage di piazza Dalmazia. Oggi, giovedì 13 dicembre 2018, non sono mancati i momenti di ricordo e solidarietà a Firenze

 

“La strage di piazza Dalmazia del 2011 è una ferita profonda nel cuore della città di Firenze, che è sempre stata una città ‘aperta’, plurale, dialogante. È una ferita determinata da un atto deliberato di violenza razziale, che è la peggiore forma di violenza perché si basa sull’annullamento della dignità umana, sull’odio, sull’intolleranza, sentimenti che non vanno mai minimizzati o giustificati. Anzi, dobbiamo sapere distinguere i valori profondi che sono alla base di una comunità che vuole vivere in pace e che vuole rispettare i principi fondamentali che sono scritti nella nostra Costituzione”. Così il sindaco Dario Nardella ha ricordato le due persone morte per mano di Gianluca Casseri.


Alla cerimonia, che si è svolta intorno alla targa che nella piazza ricorda l’assassinio di Samb Modou e Diop Mor, oltre al sindaco erano presenti l’ambasciatore del Senegal in Italia Mamadou Saliou Diouf, l’assessore ad Accoglienza e Integrazione Sara Funaro, l’assessore all’istruzione del Comune di Scandicci e presidente dell’Associazione dei senegalesi di Firenze Diye Ndiaye, il presidente del Consiglio comunale Andrea Ceccarelli, il presidente del Quartiere 5 Cristiano Balli, alcuni consiglieri comunali tra cui Fabrizio Ricci, Serena Perini, Tommaso Grassi e Donella Verdi e a una rappresentanza di consiglieri di Quartiere. Presenti tra gli altri l’imam del capoluogo toscano e presidente dell’Ucoii Izzedin Elzir, il rabbino Amedeo Spagnoletto, il console onorario del Senegal avvocato Eraldo Stefani, la vedova di Samb.


“Oggi tutti, i politici per primi – ha aggiunto il sindaco – hanno una grande responsabilità, quella di non usare la fragilità delle persone e i sentimenti di intolleranza e egoismo. Quando la politica, per scopo di consenso elettorale, soffia sul fuoco sfruttando le paura dei cittadini si macchia di una responsabilità gravissima. Quando poi succedono fatti gravi come quelli che sono accaduti in tante città italiane, a Firenze l’omicidio di Idy Diene e la strage di piazza Dalmazia, è troppo tardi per recriminare, giustificarsi e chiedere scusa. Bisogna lavorare per prevenire atti di violenza ingiustificabile e barbara e questo compete alla società civile, al mondo della cultura, ma prima di tutto alle istituzioni. I politici che le rappresentano devono sapere che rappresentano il Paese, la Repubblica e devono per primi rispettare i principi della Costituzione italiana”.

 

Anche i licei di Firenze hanno voluto ricordare Samb e Diop, intitolando simbolicamente le scuole a Samb Modou e Mor Diop. L'iniziativa è della Rete Studenti Medi di Firenze "Oggi, in ricordo di Samb e Diop, i due ragazzi uccisi in piazza Dalmazia il 13 Dicembre 2012, abbiamo dedicato le scuole a loro, due delle tante vittime di fascismo e razzismo. 7 anni dopo la strage, abbiamo deciso di ricordarli anche così. Vogliamo un'Italia libera, uguale per tutti, libera dai neofascismo che incombono e si insinuano nelle nostre scuole, nei luoghi di lavoro e per strada. Vogliamo dire basta all'odio che dilaga sempre di più. Non si può, non si deve oggi perdere la vita sotto le mani di un fascista, razzista, sostenitori della violenza", scrivono gli studenti su Facebook.

 

Nel pomeriggio si è svolto anche un corteo antirazzista nella zona di Rifredi, "Per Samb, Diop e Idy: corteo Antirazzista - Antirazzismo è antifascismo". 

 

 

 

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