Firenze, la rassegna Komorebi porta la danza nei cinque quartieri
Dal 28 ottobre al 28 novembre la rassegna di Stazione Utopia
martedì 27 ottobre 2026 19:51
E' una parola giapponese che indica la luce del sole che danza fra le foglie degli alberi: Komorebi, un progetto di Stazione Utopia per Autunno Fiorentino 2026 del Comune di Firenze. Si tratta di una rassegna diffusa nei cinque quartieri della città che intreccia danza, relazioni e innovazione sociale.
Attraverso spettacoli e laboratori ospitati in luoghi inconsueti – dalle ville medicee ai mercati, dagli spazi sociali ai club, dai centri di ricerca performativa alle piazze – il progetto avvicina lo spettacolo dal vivo a contesti differenti, ampliando le possibilità di fruizione della cultura e mettendo in dialogo espressioni artistiche e realtà del territorio.
Il programma, che si avvia il 28 ottobre e prosegue sino al 28 novembre, si articola in tre percorsi: AZIONI PERFORMATIVE, con spettacoli di coreografe e coreografi, artiste e artisti; DANZA SOCIALE, un’esperienza collettiva che nasce dall’incontro fra corpi e spazi; LABORATORI DI COMUNITÀ, con pratiche di esplorazione del movimento per cittadine e cittadini.
«KOMOREBI nasce dal desiderio di creare uno spazio di attraversamento, un luogo in cui la danza possa dialogare con la vita reale, con i paesaggi della città e con le persone che la abitano. Il nome Komorebi, in giapponese, indica la luce del sole che filtra tra le foglie degli alberi. È un’immagine che ci accompagna da tempo, perché parla di un modo di vedere: evoca la luce che non abbaglia, ma rivela. La danza, in questo contesto, non si limita alla performance, è un gesto di ascolto. È il corpo che si fa antenna sensibile, che accoglie e restituisce. È linguaggio, ma anche forma di cura. Ogni azione, ogni laboratorio, ogni spettacolo è pensato come un modo per riattivare la relazione con lo spazio e con l’altro. Pratiche e performance possono ancora essere uno strumento di trasformazione che ci mette in relazione, ci costringe a sentire, a vedere di nuovo. È questo che vorremmo accadesse con Komorebi, che le persone si fermassero un momento, in quella luce che filtra, per ritrovare un senso di presenza, di comunità, di meraviglia.» Saverio Cona, Presidente e Direttore artistico Stazione Utopia
«Con Komorebi, danza e arti performative escono dagli spazi tradizionalmente dedicati allo spettacolo e raggiungono mercati, piazze, centri sociali, residenze per anziani e luoghi della cultura, diventando strumenti di partecipazione, relazione e condivisione. Il progetto di Stazione Utopia interpreta la cultura come un bene accessibile, capace di parlare a pubblici diversi e di coinvolgere generazioni, comunità e sensibilità differenti. Attraverso spettacoli, laboratori e pratiche collettive, Komorebi ci invita a riscoprire il valore del corpo, dell’ascolto e della relazione con gli altri, dimostrando come l’arte possa contribuire a rendere la città più aperta, inclusiva e partecipata. È questo il senso dell’Autunno Fiorentino: sostenere la creatività contemporanea e, allo stesso tempo, rafforzare il legame tra cultura e territorio, affinché ogni quartiere possa essere protagonista della vita culturale cittadina e ogni cittadina e cittadino possa trovare un’occasione per avvicinarsi all’arte, sentirsi parte di una comunità e vivere Firenze attraverso nuove esperienze», Giovanni Bettarini, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze
IL PROGRAMMA
mercoledì 28 ottobre, h 10 | RSA Il Giglio (Via di Santa Maria a Cintoia, 9/A)
mercoledì 4 novembre, h 10 | RSA Il Gignoro (Via del Gignoro, 40)
SPIGA
A CURA DI Beatrice Ciattini e Niccolò Poggini
SPIGA unisce danzatori professionisti e persone della terza età in un progetto di danza generazionale. I partecipanti non sono spettatori, ma co-creatori dello spettacolo, per questo ogni performance è unica e irripetibile. Il dialogo tra generazioni prende forma sul palco in una celebrazione della creatività e della vitalità della terza età.
sabato 31 ottobre, h 17 | Istituto di Wu-Shu della città di Firenze (Via Agostino di Duccio, 17)
SCOPRENDO PIERINO LAB
A CURA DI Beatrice Ciattini e Niccolò Poggini
PRODUZIONE House of IVONA
Per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni.
Scoprendo Pierino Lab è un percorso di educazione di danza e teatro basato su “Pierino e il Lupo” di Prokofiev. Il linguaggio della danza diventa strumento di ascolto, gioco e immaginazione attraverso un laboratorio che si evolve in una restituzione partecipata, in cui i bambini salgono in scena, trasformandosi in danzatori e dando corpo a una vera performance assieme ai coreografi/educatori. Un’esperienza condivisa e coinvolgente, che avvicina i più piccoli alla danza, alla musica, al teatro in modo diretto e attivo.
domenica 1° novembre, h 17 | Combo Social Club (Via Mannelli, 2)
BAMBU
PRODUZIONE ALDES
COREOGRAFIE MAHAKA di Linda Sarki Johnson (Nigeria), KIZAZI di Stéphanie Mwamba (Repubblica Democratica del Congo), THIN LINE di Diana Odhiambo (Kenya)
BAMBU è un’iniziativa ideata da Roberto Castello, dedicata all’implementazione di scambi culturali con l’area subsahariana, fondata su principi di equità e riconoscimento mutuo. Il progetto mobilita professionisti nazionali impegnati nella promozione di modelli virtuosi di cooperazione, stabilendo una connessione diretta tra la produzione artistica contemporanea di matrice africana, nei settori coreutico e teatrale, e i circuiti della programmazione all’interno del panorama italiano. Il progetto coinvolge tre autrici provenienti dalla regione equatoriale, le cui opere approfondiscono le tematiche del tessuto sociale e dei valori femminili. Attraverso scelte coreografiche e drammaturgiche, le artiste incarnano la dialettica tra eredità tradizionale e slancio cosmopolita che definisce l’attuale panorama creativo africano. Questa ricerca espressiva genera produzioni di alto valore artistico, capaci di scardinare i consueti canoni estetici dello spettacolo occidentale contemporaneo e di tracciare nuovi percorsi di visione.
A seguire: TALK
_Biglietti: 7 € intero / 5 € ridotto
giovedì 5 novembre, h 9 > 13 | Mercato Peretola (Piazza Garibaldi)
sabato 7 novembre, h 9 > 13 | Mercato Giannotti (Piazza Pellegrino Artusi)
WILLIAM SHAKESPEARE’S HALF TIME JOB
Lettura performativa dei tarocchi ispirata all’immaginario di Shakespeare
DI E CON Marco Di Costanzo
PRODUZIONE Teatro dell’Elce
All’interno di un furgone… Un bardo, o sedicente tale, con un mazzo di tarocchi. L’accesso è consentito a una persona alla volta con una esplicita domanda. La risposta è una lettura delle carte ispirata all’immaginario di Shakespeare. William Shakespeare’s half time job è un’immersione nell’opera dell’autore inglese attraverso una forma scenica fedele ai testi e allo stesso tempo irriconoscibile, contemporanea: lo sguardo dell’autore è impiegato in una lettura dei tarocchi veicolato con un linguaggio apparentemente “spontaneo”, estemporaneo, ma in realtà nutrito di frasi, immagini e aneddoti tratti dai suoi testi.
sabato 14 novembre, h 15 | Piazza Gino Bartali
LA NUOVA PIPPOLESE
Spettacolo Itinerante
La Nuova Pippolese è un ensemble dedito al recupero della prassi esecutiva a plettro, termine dialettale fiorentino da cui deriva il nome. L’iniziativa si ispira alla storica formazione di Serpiolle, attiva tra il primo dopoguerra e la metà degli anni Sessanta, per restituire vitalità al repertorio corale e popolare del Novecento locale. Il collettivo promuove una partecipazione intergenerazionale che coinvolge circa quaranta elementi tra musicisti professionisti e appassionati, stabilendo un ponte tra memoria storica e sensibilità contemporanea attraverso una compagine di età compresa tra gli otto e gli ottantacinque anni.
domenica 15 novembre, h 19 | Combo Social Club (Via Mannelli, 2)
STRANGE LITTLE GIRLS
K.i.t.s.c.h.
COMPAGNIA DEGLI ISTANTI
IDEAZIONE E COREOGRAFIA Camilla Giani
PERFORMER Chiara Casiraghi
K.I.T.S.C.H. indaga il karaoke come dispositivo rituale. Attraverso ripetizione, imitazione e perdita di controllo, il gesto viene ricondotto alla sua dimensione originaria: un atto collettivo di estasi, appartenenza e liberazione.
A seguire
Mycelium
House of IVONA
COREOGRAFIA Pablo Girolami
CON Misia Sarti
Un sistema invisibile si espande sotto la superficie, intrecciando mondi che non si mostrano ma che sostengono ogni forma visibile. Il mycelium diventa principio originario e trama segreta, una rete viva che connette ciò che appare separato, dissolvendo i confini tra individuo e ambiente.
mercoledì 18 novembre, h 19 | PARC Performing Arts Research Centre (Piazzale delle Cascine, 4)
IO CHE NON VIVO
SCENEGGIATURA E REGIA DI Cristina Puccinelli
Cortometraggio pluripremiato sostenuto dalla Regione Toscana
A seguire
CONTARE LE LACRIME
COREOGRAFIA E INTERPRETAZIONE Gaia Mondini e Cristina Roggerini
Una serata dedicata alla memoria, alla fragilità e alla forza delle donne di fronte alle prove più profonde dell’esistenza. Il cortometraggio Io Che Non Vivo di Cristina Puccinelli apre un percorso emotivo che attraversa i territori complessi dell’Alzheimer e della demenza senile, malattie che erodono lentamente i ricordi, l’identità, i legami affettivi. Con uno sguardo intimo e sensibile, il film racconta il dolore della perdita e il difficile confronto con una presenza che, pur restando fisicamente accanto a noi, sembra allontanarsi giorno dopo giorno.
A seguire, il duetto di danza contemporanea Contare le lacrime, di e con Gaia Mondini e Cristina Roggerini, traduce in movimento ciò che spesso le parole non riescono a esprimere. I corpi diventano spazio di memoria, conflitto, cura e resistenza, dando forma al vissuto di donne chiamate ad affrontare traumi, responsabilità familiari e sofferenze silenziose. Cinema e danza dialogano così in un unico racconto che intreccia disagio e resilienza, smarrimento e tenacia. Una riflessione intensa sulla vulnerabilità umana e sulla straordinaria capacità di trovare, anche nelle esperienze più dolorose, una possibilità di resistenza, amore e trasformazione.
giovedì 19 novembre, h 19 | PARC Performing Arts Research Centre (Piazzale delle Cascine, 4)
IL MONDO DEI QUASI
CENTRO COREOGRAFICO NAZIONALE/ATERBALLETTO
COREOGRAFIA Fernando Melo
DANZATORI Matilde Di Ciolo e Matteo Capetola
PRODUZIONE Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
IN COLLABORAZIONE CON Stazione Utopia
In uno strano mondo fatto di pareti morbide e in continuo movimento, due figure appaiono, scompaiono, giocano a nascondino e si cercano. Si avvicinano, si allontanano e si incontrano di nuovo in modi sempre diversi, come se fosse lo spazio stesso a giocare con loro. Intorno, tutto è in costante trasformazione, pieno di piccole sorprese che rendono ogni incontro imprevedibile. Attraverso il movimento, la sorpresa e l’immaginazione, lo spettacolo invita il giovane pubblico a entrare in un mondo in cui nulla è completamente fermo e incontrarsi è sempre un’avventura. Il lavoro riflette sul nostro profondo bisogno umano di connessione: su come ci avviciniamo agli altri e su come la connessione non sia sempre immediata, ma qualcosa che costruiamo attraverso curiosità, pazienza e gioco.
Biglietti: 7 € intero | 5 € ridotto
sabato 21 novembre, h 21 | Golosi di Firenze (Via della Cernaia, 16r)
KIZOMBA: Corpi, storie e connessioni
A CURA DI GA Revolution Ass. Sportiva Dilettantistica e Pinto Manuel Francisco
Pratica collettiva dedicata alla Kizomba nata nei contesti urbani africani e parte di una storia di scambi, migrazioni e trasformazioni. Attraverso musica, movimento e dialogo, l’evento invita a esplorare questa danza oltre stereotipi ed esotizzazioni, riconoscendone le radici, i significati sociali e le comunità che la custodiscono e la reinventano. Un’occasione per avvicinarsi alla Kizomba in modo consapevole, valorizzando le prospettive e i saperi da cui emerge.
sabato 28 novembre, h 19 | Villa Medicea La Petraia (Via della Petraia, 40)
BALLO LORENESE
A CURA DELLA Società di Danza Firenze aps
Il Gran Ballo Lorenese rende omaggio alla cultura e alla storia di un momento fondamentale della vita fiorentina ed italiana: la Firenze dei Lorena nella prima metà dell’Ottocento. La danza era un elemento centrale della vita cittadina, a Corte come nei palazzi e nelle ville aristocratiche, come nelle famiglie borghesi e nei ceti popolari. Per questo universo sociale complesso i maestri di danza del tempo costruirono, proprio per valorizzare la danza come luogo e mezzo di incontro, un sistema di tecnica di danza e di repertorio “europeo”, di cui la corte granducale e la città di Firenze erano uno specchio fedele. In occasione della Festa della Toscana Danzatori della Società di Danza Firenze in abito d’epoca ripropongono lo stile e le danze di questo periodo.
