Firenze, restaurate le Fonti dei Leoni e il Cortile della Dogana di Palazzo Vecchio
Intervento da 50mila euro: recuperate le cromie originarie e nuove scoperte sui gruppi scultorei
mercoledì 21 ottobre 2026 16:58
Si sono conclusi a Firenze i lavori di restauro delle Fonti dei Leoni e del Cortile della Dogana di Palazzo Vecchio. L’intervento, del valore di 50mila euro e della durata di 60 giorni, è stato realizzato grazie alla sponsorizzazione tecnica della Scuola del Cuoio nell’ambito di FLIC – Florence I Care, il programma del Comune di Firenze che promuove la collaborazione tra pubblico e privato per la tutela del patrimonio culturale.
I lavori hanno interessato le fontane e le vasche, i gruppi scultorei dei leoni, i mascheroni, gli apparati decorativi e le superfici architettoniche del cortile, oltre alla statua dell’Elettrice Palatina, Anna Maria Luisa de’ Medici. Gli interventi hanno permesso di recuperare le superfici e valorizzare le cromie originarie degli apparati decorativi, attraverso operazioni di pulitura, revisione delle finiture e consolidamento localizzato.
"Tutelare Palazzo Vecchio significa proteggere la storia e l’identità di Firenze - ha dichiarato l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini - I lavori nel Cortile della Dogana e alle Fonti dei Leoni restituiscono alla città la bellezza e le cromie originarie di questi spazi, oltre a nuove conoscenze storiche". L’assessore ha inoltre ringraziato la famiglia Gori e la Scuola del Cuoio per aver sostenuto il progetto in memoria di Tommaso Melani, sottolineando il valore della collaborazione tra pubblico e privato nella conservazione dei beni culturali.
La Scuola del Cuoio, guidata da Laura, Francesca e Barbara Gori insieme a Filippo e Beatrice Parri Gori, ha finanziato il progetto in ricordo di Tommaso Melani, figlio di Laura Gori e parte della storia della scuola, scomparso prematuramente a New York. La decisione è nata anche da una riflessione condivisa da Tommaso sulla partecipazione dei cittadini alla conservazione del patrimonio culturale. "Quando ci siamo visti l’ultima volta ad aprile – ricorda Barbara Gori, CEO della Scuola del Cuoio – Tommaso mi ricordava che negli Stati Uniti sono gli stessi cittadini a contribuire attivamente alla conservazione del patrimonio culturale. Mi aveva colpito il suo pensiero, l’idea che partecipare alla cura dei luoghi storici della propria città fosse un modo concreto per prendersene cura e sentirsi parte di una comunità". "Abbiamo voluto dare concretezza a un suo desiderio, contribuendo alla salvaguardia di un patrimonio che appartiene a tutti. Crediamo che anche un piccolo gesto possa testimoniare partecipazione e responsabilità verso la città, affinché la sua storia e la sua bellezza possano essere custodite e tramandate alle generazioni future", ha aggiunto la famiglia.
Beatrice Parri Gori ha evidenziato l’importanza di proseguire la collaborazione con il Comune di Firenze, già avviata con il restauro del Noviziato di Santa Croce e destinata a continuare con nuovi progetti dedicati al patrimonio cittadino.
Al termine dei lavori, Isabella Melani, figlia di Tommaso, ha svelato una targa commemorativa dedicata al padre, collocata accanto alle Fonti dei Leoni. "Essere qui oggi mi emoziona molto. Questa targa è un segno dell’affetto e della stima che tante persone hanno per mio padre. A nome della mia famiglia, ringrazio tutti coloro che hanno voluto ricordarlo in questo luogo e in questa occasione. Grazie di cuore", ha dichiarato.
Dal punto di vista tecnico, il restauro ha portato anche a una nuova acquisizione sulla natura dei gruppi scultorei: tutti e quattro i leoni sono risultati essere calchi d’epoca in gesso con struttura interna in metallo, contrariamente a quanto si riteneva in precedenza, quando due di essi erano considerati in pietra. La scoperta ha richiesto un’attenta valutazione dei materiali e delle tecniche più adatte alla loro conservazione. Prima dell’intervento sono state eseguite analisi e prove preliminari per individuare i metodi di pulitura più appropriati. Tra le tecniche utilizzate figura la tecnologia laser, impiegata per la pulitura dei mascheroni e delle fontane con sistemi differenziati in base ai materiali. I saggi stratigrafici sui fascioni decorativi alle spalle delle fonti hanno inoltre permesso di individuare la cromia originaria conservata sotto le alterazioni successive.
"Il restauro ha richiesto un’attenta valutazione dei materiali e delle tecniche più appropriate per rispettare la materia originale - ha spiegato l’architetta Rita Balzano, responsabile del progetto e della direzione dei lavori - Particolarmente significativo è stato il recupero della cromia originaria degli apparati decorativi, insieme all’impiego della tecnologia laser per la pulitura di alcuni elementi. Un lavoro che ha permesso di valorizzare le opere e approfondire la conoscenza della loro storia".
Il Cortile della Dogana è uno dei tre cortili di Palazzo Vecchio. La sua realizzazione risale al 1494 ed è legata all’architetto e scultore Simone del Pollaiolo, detto il Cronaca. Il nome attuale deriva dagli uffici doganali ospitati nel cortile in epoca granducale. Le Fonti dei Leoni, collocate sotto le rampe delle scale che conducono ai quartieri monumentali, risalirebbero invece alla seconda metà dell’Ottocento, nel periodo in cui Firenze fu capitale d’Italia, tra il 1865 e il 1871. Sono attualmente in corso ricerche archivistiche per approfondirne la storia. Nel cortile si trova anche la statua marmorea dell’Elettrice Palatina, Anna Maria Luisa de’ Medici, realizzata da Raffaello Arcangelo Salimbeni e collocata nel 2023. La scultura rende omaggio alla donna che, con il Patto di Famiglia del 1737, contribuì a garantire la permanenza a Firenze delle collezioni artistiche medicee.
Foto comunicato Comune di Firenze
