Forte Belvedere, torna permanente la 'Linea degli ulivi' di Dani Karavan
A quasi cinquant’anni dalla mostra del 1978, recuperato il basamento originale dedicato a Giorgio La Pira
martedì 29 settembre 2026 19:25
La “Linea della pace – La linea degli ulivi” di Dani Karavan torna al Forte Belvedere e, per la prima volta, diventa un’installazione permanente. A quasi cinquant’anni dalla storica mostra del 1978, il progetto dell’artista israeliano è stato recuperato attraverso il ritrovamento del basamento originale in cemento, rimasto per decenni sotto la ghiaia.
L’opera era nata nell’ambito del progetto “Ambienti per la pace” e prevedeva un filare di ulivi in dialogo con la geometria della fortezza medicea e con il paesaggio toscano. Oggi l’installazione viene ripristinata con i sette ulivi originariamente previsti, trasformando il Forte in un luogo permanente dedicato all’arte contemporanea, alla memoria e al tema della pace.
La scoperta del basamento, un tondo in cemento bianco inciso a mano da Karavan, ha permesso di recuperare anche l’iscrizione dedicata a Giorgio La Pira: "Gli ulivi devono essere i nostri confini / La linea degli ulivi in memoria di La Pira".
Il progetto di ripristino è stato curato dal Soprintendente ai Musei Comunali Carlo Francini, d’intesa con Noa Karavan, figlia dell’artista, e promosso dalla sindaca Sara Funaro e dall’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini.
“In un tempo segnato da guerre, conflitti e divisioni, costruire la pace significa anche restituire voce ai luoghi che ne custodiscono il significato - dichiara la Sindaca Sara Funaro - Con la nuova piantumazione degli ulivi e il restauro del tondo in cemento al Forte Belvedere, realizziamo un’operazione ambientale e culturale inedita e di straordinario valore. Restituiamo alla città un messaggio permanente di incontro: le parole incise da Karavan, 'Gli ulivi devono essere i nostri confini', ce lo dicono in modo chiaro. Nel solco dell'eredità di Giorgio La Pira e grazie a un prezioso lavoro condiviso con la famiglia Karavan, Firenze riafferma la propria vocazione a essere una città aperta al mondo, capace di trasformare il proprio patrimonio in uno strumento universale di dialogo e di costruzione di ponti tra i popoli”.
“Con il recupero della 'Linea degli ulivi', il Forte Belvedere compie un passaggio storico: da spazio espositivo temporaneo a luogo di memoria artistica permanente”, sottolinea l'Assessore alla Cultura Giovanni Bettarini. “Questo intervento dimostra come la tutela del nostro patrimonio d'arte contemporanea possa viaggiare di pari passo con la valorizzazione del paesaggio. Ringrazio la famiglia Karavan e lil Soprintendente ai Musei Comunali per aver reso possibile la rinascita di un'opera che lega indissolubilmente la bellezza di Firenze al messaggio universale della pace”.
“Per anni, studiando i cataloghi delle mostre del 1978 e del 1999, sono stato affascinato da La linea della pace – La linea degli ulivi di Dani Karavan al Forte di Belvedere. Il ritrovamento del cerchio originale in cemento dedicato a Giorgio La Pira, rimasto nascosto sotto la ghiaia, ha reso possibile trasformare un desiderio in progetto - spiega il Soprintendente dei Musei Comunali Carlo Francini - Grazie alla collaborazione con Noa Karavan e al sostegno dell’Assessore Giovanni Bettarini e della Sindaca Sara Funaro, oggi restituiamo alla città un’opera che unisce arte, memoria, paesaggio e un forte messaggio di pace. Ringrazio i colleghi della Direzione Ambiente, della Direzione Servizi Tecnici e della Fondazione MUS.E per il loro fondamentale supporto.”
“È difficile descrivere l’emozione che provai quando mi si parlò dell’idea di ripristinare la ‘Linea degli Ulivi’ che fu realizzata da mio padre per la sua mostra ‘Due Ambienti per la Pace’ al Forte di Belvedere nel 1978 - ha aggiunto Noa Karavan - Mi sembrò l’omaggio più giusto: un gesto vivo, radicato nella città che lui aveva tanto amato. Quando vidi la grafia di mio padre incise al forte: ‘Gli ulivi devono essere i nostri confini. La linea degli ulivi in memoria di La Pira’. fu come ricevere un saluto da lui. E insieme un messaggio urgente per il mondo, soprattutto in un tempo in cui sembriamo aver dimenticato il significato della pace. Ritrovare la voce di mio padre al Forte di Belvedere, ha riempito di nuovo il mio spirito di speranza. Papà, che per tutta la vita ha lottato per la pace, ha lasciato un messaggio di pace e riconciliazione per tutti noi”.
In occasione della restituzione dell’opera è stato presentato anche il volume “Dani Karavan - Uomo di pace. Dialogo con la Toscana”, pubblicato da Gli Ori, che ripercorre il rapporto dell’artista con la Toscana, dagli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze alle opere realizzate tra Firenze, Calenzano, Prato e Pistoia.
La “Linea della pace – La linea degli ulivi” è ora visitabile stabilmente all’interno del percorso espositivo del Forte Belvedere.
