Caro carburanti e proteste degli autotrasportatori, primi problemi di approvvigionamento in Toscana
Rallentano le forniture di frutta e verdura dal Sud Italia. FIESA Confesercenti: 'Possibili carenze e aumenti dei prezzi nei prossimi giorni'
mercoledì 21 ottobre 2026 15:31
Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti iniziano a ripercuotersi sulla distribuzione alimentare anche in Toscana. A lanciare l’allarme è FIESA Confesercenti Toscana, che segnala rallentamenti nelle forniture di prodotti ortofrutticoli provenienti dal Sud Italia e possibili difficoltà di approvvigionamento nei prossimi giorni.
Le criticità riguardano soprattutto le merci in arrivo da Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata. Tra i prodotti maggiormente interessati figurano uva, agrumi, pomodori, melanzane e peperoni. Difficoltà nei trasporti vengono segnalate anche nei collegamenti con il mercato ortofrutticolo di Fondi, uno dei principali centri nazionali di distribuzione.
"Questa mattina abbiamo raccolto segnalazioni preoccupanti da parte dei grossisti toscani", dichiara Raffaele Viggiani, presidente di FIESA Confesercenti Toscana. "Le merci provenienti da diverse regioni del Sud non stanno arrivando regolarmente. Anche il mercato di Fondi, dal quale nei giorni scorsi erano giunte alcune forniture, risulta ora interessato da difficoltà nei trasporti".
Al momento continuano ad arrivare i prodotti dal Nord Italia e dalle aree produttive toscane, in particolare dalla Valdichiana e dalla Versilia. Queste forniture consentono di mantenere un livello minimo di approvvigionamento, ma non sono sufficienti a compensare completamente le consegne mancanti.
La situazione preoccupa soprattutto per i prodotti freschi e deperibili, che richiedono collegamenti logistici regolari. "Se non si raggiungerà rapidamente un accordo capace di ripristinare la circolazione delle merci, già nei prossimi giorni potremmo assistere a carenze ben più significative", avverte Viggiani. Anche in caso di una soluzione immediata della vertenza, secondo il presidente di FIESA Confesercenti Toscana, serviranno almeno due o tre giorni per riportare gli approvvigionamenti alla normalità.
Nel frattempo, l'associazione segnala lievi aumenti dei prezzi all'ingrosso e teme possibili ripercussioni sulle attività commerciali e sui consumatori. Le difficoltà sono legate alla forte dipendenza del sistema distributivo italiano dal trasporto su gomma. Secondo i dati ISTAT riferiti al 2024 citati da FIESA Confesercenti Toscana, oltre il 92% delle merci trasportate via terra in Italia viaggia su strada.
"Comprendiamo le difficoltà degli autotrasportatori, alle prese con costi del carburante che stanno mettendo in seria difficoltà la sostenibilità economica delle loro imprese - sottolinea Viggiani - È però indispensabile evitare che questa crisi finisca per colpire duramente anche gli altri anelli della filiera alimentare, con danni per i produttori, perdite di merce deperibile, difficoltà per i commercianti e ulteriori rincari per i cittadini. Non possiamo permetterci che il costo di questa emergenza venga scaricato sulle imprese più piccole e sui consumatori".
FIESA Confesercenti Toscana chiede quindi al Governo un intervento tempestivo, attraverso il confronto con le rappresentanze degli autotrasportatori e l'individuazione di misure per affrontare il caro carburanti, garantendo al contempo la continuità dei collegamenti necessari alla distribuzione alimentare.
"Occorre arrivare rapidamente a una soluzione condivisa - conclude Viggiani - In questa fase la priorità è garantire la circolazione delle merci, soprattutto di quelle deperibili, e impedire che una crisi dei trasporti si trasformi in un'emergenza per il commercio alimentare". L'associazione continuerà a monitorare la situazione attraverso le imprese associate e gli operatori dei mercati, per verificare l'evoluzione delle forniture e prevenire eventuali carenze generalizzate.
