Gita fuori porta: Castagno d'Andrea, l'autunno ai piedi del Falterona

A poco più di un'ora da Firenze, tra castagneti, foliage e sentieri sul Falterona: una gita d'autunno tra marroni, trekking e il luogo dove nasce l'Arno

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venerdì 23 ottobre 2026 10:55

Per qualcuno l'autunno è coperta e tazza calda, per altri scarponi e foliage. A Castagno d'Andrea si possono fare entrambe le cose. O quasi.

 

Siamo nel comune di San Godenzo, alle pendici del Monte Falterona e a poco più di un'ora da Firenze. Qui l'autunno è fatto di castagneti, faggete che cambiano colore, marroni e sentieri che salgono verso alcune delle zone più belle del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

 

La civiltà del castagno

Da queste parti il castagno non serviva soltanto a fare marroni. Per secoli ha dato da mangiare agli abitanti, ma anche legname e foglie: una presenza così importante nella vita quotidiana da dare origine a quella che oggi viene chiamata “civiltà del castagno”. Una storia che si può scoprire anche camminando: dal paese parte infatti il Sentiero Natura “La Civiltà del Castagno”, un percorso di poco più di tre chilometri tra castagneti e marronete che racconta il rapporto tra gli abitanti e il bosco. Lungo il percorso si incontrano anche i segni delle attività che per secoli hanno scandito la vita da queste parti, dalla raccolta dei marroni ai tradizionali metati utilizzati per essiccare le castagne.

 

Da Andrea del Castagno ad Annigoni

C'è poi quell'“Andrea” nel nome del paese. È Andrea del Castagno, uno dei grandi pittori del Quattrocento fiorentino, nato proprio qui intorno al 1421. Per ritrovare alcune delle sue opere più famose bisogna tornare a Firenze: nel Cenacolo di Sant'Apollonia si conserva la sua celebre Ultima Cena.

 

Ma la pittura è tornata a Castagno d'Andrea molti secoli dopo. Nella chiesa di San Martino si trova infatti una Crocifissione di Pietro Annigoni, realizzata nel 1958.

 

Verso il Falterona, dove nasce l'Arno

Se la passeggiata tra i castagni non basta, da Castagno d'Andrea si può iniziare a salire.

 

Il paese è una delle porte fiorentine del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e andando verso la Fonte del Borbotto si entra nei boschi del Falterona. Da qui partono diversi itinerari che attraversano faggete e raggiungono la Gorga Nera e i crinali del Monte Falterona e del Monte Falco.

 

Ed è qui che, in autunno, il foliage diventa davvero protagonista.

 

Continuando a camminare si può raggiungere anche un luogo che ogni fiorentino conosce almeno di nome, pur senza esserci probabilmente mai stato: Capo d'Arno. È qui, sulle pendici del Falterona, che nasce l'Arno. Prima di attraversare Firenze e passare sotto Ponte Vecchio, il fiume comincia la sua corsa molto più discretamente tra questi boschi. Un luogo citato anche da Dante nel Purgatorio.

 

E poco distante c'è qualcosa di ancora più antico: il Lago degli Idoli, importante sito archeologico dove sono state ritrovate numerose offerte votive, soprattutto statuette in bronzo, lasciate in epoca etrusca. Il Falterona era infatti considerato una montagna sacra.

 

Per arrivare fin quassù, però, servono scarpe adatte e voglia di camminare. 

 

 

Foto della pagina Facebook Parco Nazionale Foreste Casentinesi

 

 

 

 
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