La crisi dei bar, Fiepet lancia l'allarme: in Toscana chiusi oltre 800 in sei anni
A incidere anche i cambiamenti negli stili di vita nel periodo post Covid come lo smart working
giovedì 01 ottobre 2026 14:01
A tirare giù la saracinesca insieme a tante altre attività ci sono ormai anche i bar: negli ultimi sei anni la Toscana ha perso un locale su sei. È quanto emerge dai dati sulle imprese del servizio bar presentati da Confesercenti nell’ambito dell’iniziativa nazionale sulla desertificazione commerciale. Tra il 2019 e il 2025 in Toscana si assiste a una profonda crisi dei bar, che passano infatti da 4555 a 3574, con ben 801 chiusure che equivalgono a una contrazione del 17,6% degli esercizi. Un fenomeno generato da diversi fattori, con una ricchezza perduta per il territorio regionale stimata in 240 milioni di euro, tra mancati consumi, minore occupazione e riduzione del gettito fiscale.
“Il brusco calo registrato - dichiara Franco Brogi, presidente regionale Fiepet Confesercenti Toscana - rileva una criticità strutturale che va a intaccare un punto di riferimento importante per la vita sociale quotidiana e la vitalità delle comunità locali. I dati forniti sono abbastanza drammatici perché i bar sembravano un investimento sicuro e invece si è scoperto che sono in crisi profonda. La crisi dei bar è sintomatica di un modello italiano in crisi, perché il bar di quartiere è un presidio di socialità e di sicurezza per le nostre città e i nostri quartieri, e si va a perdere una delle nostre identità".
Tra le principali cause delle cessazioni, accanto all'aumento delle spese, dagli affitti alla spazzatura fino all'energia elettrica e al gas, emergono anche altre fattori
“I cambiamenti negli stili di vita nel periodo post Covid - spiega Brogi - con l'affermazione dello smart working e il minor spostamento da casa per diverse categorie di lavoratori e intere aziende, hanno travolto molte attività che si sostenevano con i pranzi dei pendolari e degli impiegati”.
Per contrastare la desertificazione commerciale, Confesercenti ha lanciato la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità” finalizzata proprio a promuovere interventi concreti a tutela del tessuto urbano e commerciale.
"Non è tardi se si inizia subito a fare le mosse giuste: la riqualificazione urbana, riportare gli eventi e i mercati nei centri e far vivere i centri dei paesi. L'appello è quello di firmare la nostra raccolta firme per la legge sulla riqualificazione urbana, sperando - conclude Brogi - di sensibilizzare anche la parte politica".
Immagine di repertorio
