Calenzano, l'ex deposito Eni sarà riconvertito in un hub per l'energia rinnovabile: firmato il protocollo
L'accordo tra Regione, Comune ed Eni avvia il percorso di trasformazione dell'area di via Erbosa
giovedì 06 agosto 2026 17:25
L'ex deposito carburanti Eni di via Erbosa a Calenzano sarà riconvertito in un polo dedicato alla produzione di energia da fonti rinnovabili. A sancire il percorso è il Protocollo d'intesa firmato oggi da Regione Toscana, Comune di Calenzano ed Eni Industrial Evolution, che definisce gli impegni per la trasformazione dell'area nell'ambito di un più ampio progetto di rigenerazione urbana e ambientale.
L'intesa arriva a poco più di un anno e mezzo dall'esplosione del 9 dicembre 2024, che causò la morte di cinque persone, il ferimento di altre 28 e ingenti danni nell'area circostante.
Il protocollo è stato sottoscritto dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dal sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, dal direttore Industrial Transformation di Eni Giuseppe Ricci e dall'amministratore delegato di Eni Industrial Evolution Umberto Carrara. Il documento prevede la cessazione definitiva dell'attività di stoccaggio dei carburanti e la riconversione del sito, esteso su circa 180mila metri quadrati, una volta concluse le operazioni di bonifica e completati gli iter autorizzativi.
"Siamo molto contenti e orgogliosi del lavoro svolto fin dai giorni successivi alla tragedia del 9 dicembre 2024", ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. "Quel deposito era nato negli anni Sessanta, quando quest'area era ancora prevalentemente agricola e rappresentava un'infrastruttura strategica per la rete dei trasporti. Con la crescita del territorio e la forte urbanizzazione, un impianto di questo tipo era diventato del tutto inappropriato e pericoloso. Per questo abbiamo detto fin da subito che non si poteva immaginare di ripristinare un'attività di stoccaggio e distribuzione dei carburanti".
Secondo quanto previsto dal protocollo, nell'area sarà realizzato un impianto fotovoltaico fino a 20 megawatt, in grado di produrre energia sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 10mila famiglie. È prevista inoltre la realizzazione di un secondo impianto da circa 1 megawatt con sistema di accumulo, che sarà ceduto gratuitamente al Comune di Calenzano e sorgerà in prossimità del polo sportivo.
L'accordo stabilisce anche che Eni si farà carico delle attività di verifica e bonifica ambientale, oltre alla manutenzione e gestione dell'impianto destinato al Comune. È inoltre previsto il riconoscimento all'amministrazione comunale del 5% del valore dell'energia prodotta dall'impianto principale per tutta la sua vita utile, fino a un massimo di trent'anni.
"Il Protocollo che firmiamo oggi traduce quella scelta in un progetto concreto: i 180 mila metri quadrati dell'ex deposito diventeranno un hub per la produzione di energia pulita", ha aggiunto Giani. "A questo si affiancano la riqualificazione dell'area, il recupero di immobili oggi inutilizzati, il potenziamento della stazione di Pratignone, destinata a diventare un nodo importante del trasporto pubblico metropolitano. È la trasformazione di un sito pensato per gli anni Sessanta in un progetto coerente con le esigenze ambientali, sociali e di sviluppo del territorio proiettato verso il 2030".
"Con la firma di questo protocollo si apre la strada della riconversione dell’ex deposito di stoccaggio carburanti, con la creazione di un hub delle energie rinnovabili, con il potenziamento della stazione di Pratignone e, in generale, con la rigenerazione urbana dell’intera area. Siamo soddisfatti del percorso intrapreso all’indomani della tragedia del 9 dicembre 2024, che ci ha visto fin da subito in sintonia con il Presidente della Regione per voltare definitivamente pagina e anche la disponibilità di Eni a dialogare sul futuro dell’area. Calenzano si lascia alle spalle una stagione legata al modello energetico con al centro le fonti fossili e guarda alla prospettiva di uno sviluppo sostenibile per la nostra comunità”. Commenta così il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani.
“Dopo un anno e mezzo dalla tragedia - prosegue - che ha causato la morte di 5 lavoratori, a cui Calenzano ha dedicato un monumento inaugurato lo scorso 9 dicembre alla presenza della cittadinanza, delle Autorità e dei familiari delle vittime, andiamo a tracciare una prospettiva di sviluppo completamente diversa legata alle energie rinnovabili. Il Protocollo definisce nel dettaglio gli impegni che Eni si assume per la bonifica ambientale, delle richieste autorizzative necessarie per la demolizione dei depositi e per la riconversione del sito, ma anche per il mantenimento dei posti di lavoro e per dare nuove opportunità occupazionali. Sarà realizzato un impianto di energie rinnovabili di 21 MegaWatt complessivi, capace di soddisfare circa un sesto dei consumi di Calenzano. Un impianto di 1 MegaWatt sarà disposizione della comunità energetica locale, oltre a un riconoscimento al Comune del valore dell’energia prodotta dall’hub, fino a un massimo di 30 anni. Accanto a questo c’è la prospettiva, da concretizzare con la Regione entro i prossimi sei mesi, del potenziamento della stazione di Pratignone e di un incremento delle fermate dei treni che vi transitano, nonché di un piano di recupero dell’immobile ex Omni in via di Le Prata di proprietà della Regione, da mettere a disposizione di servizi per la comunità e delle associazioni locali”.
Il protocollo istituisce anche un tavolo tecnico di coordinamento con riunioni trimestrali, conferma la salvaguardia occupazionale del personale impiegato nel sito e prevede, entro 180 giorni, un successivo accordo per la riqualificazione dell'ex complesso OMNI di via di Le Prata, con la possibilità di destinare parte degli spazi alle associazioni del territorio. Tra gli obiettivi figura anche il potenziamento della stazione ferroviaria di Pratignone, individuata come futuro nodo intermodale a servizio dell'area metropolitana.
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