Esplosione deposito Eni a Calenzano, concluse le indagini: 'Errori gravi, incidente evitabile'

La Procura ha concluso le indagini: 9 indagati, 7 sono di Eni

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martedì 19 maggio 2026 18:51

"L'incidente sul lavoro è risultato in concreto prevedibile, se fosse stata effettuata un'adeguata analisi dei rischi e delle condizioni operative, ed evitabile, se fossero state seguite correttamente le procedure di sicurezza, protezione e pianificazione che erano obbligatorie per effettuare l'intervento che doveva realizzare Sergen srl".

 

Sono le valutazioni compiute dalla Procura di Prato a conclusione dell'incidente probatorio e dell'escussione dei periti in merito all'esplosione del deposito di carburante Eni a Calenzano del 9 dicembre 2024, che ha provocato la morte di cinque lavoratori presenti nel deposito e il ferimento di ventisette persone, nonché danni a sedici autovetture, due autotreni, alle strutture delle imprese e di altre abitazioni adiacenti all'area.

 

"Dette determinazioni devono essere rese conoscibili ai parenti delle vittime, ai feriti, ai loro familiari e alla collettività, anche perché possono essere utili per affinare e migliorare le misure e i moduli di sicurezza per gli altri depositi, diversi e più efficaci rispetto a quelli impiegati nella struttura di Calenzano, che è in fase di riconversione, e scongiurare ulteriori eventi drammatici con morti e feriti sui luoghi di lavoro", spiega la Procura. "All'esito dell'incidente probatorio i contenuti dell'ipotesi investigativa sono risultati confermati nelle sue linee essenziali. L'incidente probatorio si è protratto dal marzo 2025 sino all'aprile 2026, per le esigenze dei periti e non delle parti. Sono risultate corroborate dall'attività svolta dai periti le cause profonde che hanno generato le esplosioni e l'incendio".

 

Continua la Procura: "Sono emersi plurimi errori gravi e inescusabili: permettere, da parte di ENI, la presenza di fonti di innesco - come il motore a scoppio della piattaforma elevabile (PLE) utilizzata per i lavori di manutenzione - che ha generato calore in un'area con classificazione ATEX (valutazione del rischio di esplosione, sulla base di formazione di atmosfera esplosiva in luoghi di lavoro) da considerare Zona 1, e non già Zona 2 come avvenuto, nel momento in cui le operazioni di carico delle autobotti erano avviate parallelamente a quelle di Sergen srl, che avrebbe dovuto effettuare prevedibilmente attività di drenaggio di combustibili dalle tubazioni; il rilascio di permesso di lavoro a freddo, nonostante l'impiego della predetta Ple; la mancata vigilanza e il mancato coordinamento progettuale e operativo da parte delle figure garanti della sicurezza. L'intervento, finalizzato alla realizzazione della nuova linea HVO nell'area pensiline di carico del deposito di Calenzano, ha coinvolto valvole non previste nel progetto esecutivo di DG impianti e, pertanto, non vi è stata evidenza di un flusso di ingegneria finalizzata alla costruzione, segno di una carenza di pianificazione tecnica. È stato eseguito senza una valutazione sostanziale del rischio da interferenze; quindi, la prevenzione non è stata adeguatamente messa in atto".

 

La Procura ha così predisposto l'avviso di conclusione di indagini nei confronti di nove indagati, ritenuti responsabili di aver cagionato colposamente, a vario titolo, l'evento: sette appartenenti a ENI spa e due all'impresa appaltatrice Sergen srl. "I delitti individuati rimangono l'omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e le lesioni personali colpose". Gli esiti dell'incidente probatorio "non hanno trovato conferma con riferimento all'illecito amministrativo nei confronti della società ENI spa, previsto dal d.lgs. n. 231/2001, posto che il modello organizzativo è risultato essere formalmente corretto e non sono emerse emergenze idonee per sostenere il nesso eziologico tra le previsioni del modello e la tipologia astratta degli eventi che si sono verificati. In tale contesto, non appare prevedibile giungere a una condanna di Eni. Perciò, non può essere contestata al datore di lavoro l'omessa vigilanza".

 

 
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