'Muschio è morto', dopo giorni di ricerche il caprone trovato senza vita. Il rifugio: 'Ti daremo giustizia'
Il Rifugio Chico Mendes di Campi Bisenzio dove viveva Muschio: 'Sono in corso le indagini dell’Autorità giudiziaria'
domenica 26 luglio 2026 10:50
Giorni di angoscia e ricerche incessanti, conclusi nel peggiore dei modi: Muschio è morto.
A darne notizia è il Rifugio Chico Mendes di Campi Bisenzio, dove viveva il caprone di 15 anni Muschio, scomparso dal 18 luglio, quando non è rientrato in stalla come faceva ogni sera. I volontari hanno da subito lanciato appelli e avviato le ricerche e, non avendo ancora trovato tracce dell'animale, hanno presentato anche denuncia ai Carabinieri.
Ieri l'epilogo peggiore. "Il corpo dell’animale è stato rinvenuto nei campi circostanti al rifugio, dopo giorni di ricerche incessanti".
"Sono immediatamente intervenuti la Polizia Municipale, i Carabinieri e il Comune di Campi Bisenzio. Su disposizione delle autorità competenti, il corpo sarà trasferito all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, dove verranno eseguiti gli accertamenti e l’autopsia finalizzati a ricostruire, per quanto possibile, le cause della morte. Lo stato in cui il corpo è stato ritrovato, già interessato da un avanzato processo di decomposizione dovuto alle condizioni ambientali e alle elevate temperature di questi giorni, potrebbe rendere particolarmente complessi gli accertamenti medico-legali".
Il Rifugio Chico Mendes invita ad attendere gli esiti delle indagini. "Al momento sono in corso le indagini dell’Autorità giudiziaria. Per rispetto del lavoro degli investigatori e della necessità di fare piena luce sull’accaduto, il Rifugio Chico Mendes ritiene doveroso non formulare ipotesi né attribuire responsabilità prima che gli accertamenti siano conclusi. Nelle ore immediatamente successive al ritrovamento, comprensibilmente segnate da un forte coinvolgimento emotivo, sono emerse diverse ricostruzioni e ipotesi sull’accaduto. In questo momento riteniamo doveroso attendere che siano le autorità competenti a fare piena luce sui fatti, prima di individuare eventuali responsabilità o diffondere come certe informazioni che sono ancora oggetto di accertamento.
"Non intendiamo alimentare una cronaca costruita sul corpo di Muschio. Crediamo che il modo più rispettoso di onorare la sua vita sia attendere con responsabilità l’esito delle indagini e continuare a chiedere che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Comprendiamo il grande interesse e la partecipazione che questa vicenda ha suscitato nella cittadinanza e sui mezzi di informazione. Proprio per questo chiediamo che ogni ricostruzione venga affidata ai fatti che emergeranno dalle indagini e che il lavoro delle autorità possa svolgersi con la serenità necessaria ad accertare la verità.
"Per noi Muschio non era soltanto uno degli animali del rifugio. Era un individuo libero, curioso e profondamente legato al suo branco. Il nostro pensiero va alle sue sorelle Indira, Guenda e Ganza, a suo fratello Cotone e alle pecore con cui ha condiviso cinque anni di vita, oggi disorientate dalla sua assenza. Ringraziamo tutte le persone che in questi giorni hanno partecipato alle ricerche, ci hanno sostenuto con il loro affetto e hanno condiviso il nostro dolore. Qualunque sarà l’esito degli accertamenti, continueremo a collaborare con le autorità competenti affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto. Non appena saranno disponibili informazioni ufficiali, sarà nostra cura comunicarle con la massima trasparenza alla stampa e alla cittadinanza".
"Il dolore della perdita ti butta giù, ma il ricordo di occhi testardi, liberi e assetati di vita come quelli di Muschio e di tutte le sue sorelle non ci faranno di certo mollare la lotta di liberazione animale. Anzi, ci prepariamo a combattere sin da ora quella per ottenere giustizia per Muschio. Ti daremo giustizia".
